Written texts


"Pizzini amari" di Gianluca Costantini
A Palermo si fa satira su tutto. Sull'abusivismo edilizio, sul ponte sullo Stretto, sulla riforma della scuola. E anche sulla mafia.
Urban n.56, Milano 2007

Soprattutto politica, ma anche città, costume e malcostume sono gli ingredienti di cui si alimenta Pizzino, il satirico "manifesto piegato" in vendita al costo simbolico di 2 euro a Palermo (www.scomunicazione.it).
Dal 2005 resiste nella marea della comunicazione su carta grazie al sostegno di abbonati e di curiosi del nuovo che avanza. Gli ideatori, Giampiero Caldarella, Leonardo Vaccaio e Francesco Di Pasquale sono tre trentenni laureati in "materie umanistiche", che hanno deciso di utilizzare l'alfabeto della comunicazione grafica pubblicitaria per parlare d'altro.
Ad animare i fogli di Pizzino è una satira sempre graffiante, che evita scivoloni demagogici e spesso trova il paradosso. L'effetto è un sorriso amaro anche quando l'argomento trattato è la mafia.
La satira non riuscirà a cambiare il mondo. Ma, come ci ricorda Gianpiero, il mondo ha cambiato la satira. In Italia l'ha praticamente ammazzata. Perchè, se è pur vero che essa non ha poteri redentori, riesce però a demistificare, ad aprire le cloache olezzanti dove viene depositato tutto il rimosso e farcene sentire l'odore, riesce a chiamare persone per nome e cognome.
Palermo, come ci confessa Giampiero, "oggi è un po' più milanese, più permeabile. Lo dice anche il palinsesto culturale più pompato della città. Aspettiamo che anche a Ballarò per apostofrare qualcuno si dica "pirla" Poi cambieremo città". Ecco, se Palermo può sembrare milanesizzata, sicuramente si è meritata un primato: avere un periodico di satira intelligente, esteticamente interessante e coraggioso.


"Un disegno alla luce del sole" di Gianluca Costantini
Internet, un nuovo immaginario estetico e anche l'impegno politico e sociale danno nuova vita e nuovi obiettivi alla tradizione.
Art Lab n°11 anno IV , Bologna 2004 

Entrati nel nuovo millennio sembrava non fosse cambiato nulla. L'immaginario underground nel fumetto, nell'illustrazione, nel Web Design sembrava continuare il suo percorso noioso e abituale.
Invece, qualcosa era cambiato, il fratello povero delle arti maggiori, per vent'anni tenuto nascosto da ostili e scorbutici organizzatori, ritenuti profeti da pochi adepti e insopportabili dai critici d'arte e studiosi della comunicazione, l'underground sembra risalire gli scalini verso la luce del sole. Ora, la cosa più complessa è riconoscere veramente quale sia il reale immaginario underground. Un primo punto di riconoscimento è la non fossilizzazione su un'unica visione del mondo, il secondo il non aderire ad un'unica arte, il terzo un segno estetico molto forte e originale.

L'uscita dal tunnel del Tag obbligato
In molte città del mondo i graffiti per le strade sono cambiati: tra i ventimila Tag tutti uguali, sono incominciati a comparire strani disegni, scritte più semplici nella grafica, ma più impegnate nei contenuti. Il più significativo è sicuramente Blu che ha colorato illegalmente la città di Bologna come nessuno faceva da molto, e dopo di lui altri hanno seguito la sua strada...
Altri esempi molto significativi sono Hnt da Parigi www.hnteuropa.fr.st ,che si è potuto vedere in azione a Modena in occasione del Festival icone ( www.icone.tv ), oppure altri italiani come WilmaDRK e Duchamp, Blef, Ox, Peio, Suede, 108, Punto, MLS Crew.
Dalla strada questo nuovo immaginario è entrato nelle case all'interno dei computer, nelle animazione Flash ( Come il lavoro " A brand new psycho" di D avide Saraceno e Davide Ragona perfetto uso di grafica 3d e animazione vettoriale   http://www.carena.net/davidesaraceno/temp/ABNP/ABNP_downloads.html ), nelle performance Live Media (Esempio tra tutti la manifestazione Netmage che si tiene a Bologna http://www.netmage.it ), nelle pubblicazioni a fumetto (inguineMAH!gazine), si sono espansi negli sticker (Grafica vettoriale per le strade delle città di Paper Resistance http://www.inguine.net ),   negli stencil ( Bo130 e Microbo) , nei manifesti ( Come nella migliore tradizione californiana anche in Italia i Malleus producono manifesti serigrafati http://www.malleusdelic.com/ ) come se non ci fosse più un percorso da seguire, come succedeva pochi anni fa; il pittore fa il pittore, il fumettista fa il fumettista e così via.

Il fumetto come anima sociale
Questo non è successo solo per i Writers, ma un po' in tutte le categorie artistiche definite minori. Nel mondo del fumetto stanno succedendo strane cose. Un autore americano di nome Joe Sacco parte per la Palestina e pubblica un libro che fa il giro del mondo, un fumettista che fa il giornalista Aleksandar Zograf ( http://www.aleksandarzograf.com ) da una Pàncevo (Belgrado) bombardata invia email e fumetti sulle sue giornate drammatiche a tutto il mondo, Marjane Satrapi ( http://www.mirada.it/satrapi ), una fumettista iraniana, racconta la sua vita e soprattutto il suo Paese con il travolgente fumetto "Persepolis": una donna iraniana che disegna fumetti? Qualcosa è cambiato. Il fumetto diventa strumento di informazione più potente di falsi servizi televisivi e articoli giornalistici fatti dagli uffici stampa. Come se facessero parte di un solo gruppo, come se si vedessero tutte le sere nella cucina di Zograf,   tutti e tre seguono a migliaia di chilometri di distanza la stessa idea.
Negli Stati Uniti la rivista di fumetti e illustrazioni WorlWar3 Illustrator scende per le strade e manifesta per una America senza Bush: fumettisti che fanno manifestazioni? Al suo interno si parla di prigioni, della Corea, dell'Afghanistan, politica non di fumetti , ma con i fumetti di Peter Kuper, Nicole Schulman, Art Spiegelman, Erik Drooker ( http://www.drooker.com ).
Jason Luten crea un libro come "Berlin La città delle pietre", seicento pagine che raccontano la Berlino degli anni Trenta, quando il nazismo iniziò ad avere presa nella società tedesca.
Anche l'ormai leggendaria redazione di Stripburger dalla Slovenia produce il bellissimo libro "Warburger" autori di tutto il mondo che denunciano l'orrore della guerra in tutti i suoi aspetti. Per concludere, un grande movimento di autori stanno finalmente facendo uscire il fumetto dalla nicchia spocchiosa d'autore per sfociare in un vero fumetto popolare, nel senso intelligente del termine.

I Nerds si tolgono gli occhiali
Anche nel mondo del Web Design succede qualcosa: tutti pensavano che la categoria dei grafici, programmatori, editor da rete fossero un po' dei Nerds, punto e basta, ma un po' alla volta si sono create in rete delle comunità alquanto interessanti, sia nei contenuti che nell'immaginario. Basta entrare un po' nel giro e si scopre che ne fanno parte artisti, attivisti politici, hacker, animatori, organizzatori di eventi che molto spesso si uniscono in gruppi e affrontano tematiche molto forti e appassionanti. Si può partire dai portali come Kaliber10000 www.k10k.net oppure nel nuovo www.netdiver.net   ed all'italiano www.designradar.it , per poi spostarsi nei siti collettivi di designer come www.australianinfront.org , www.ubq.it , www.surfstation.lu/ , www.thebrainbox.com , www.scene360.com/ , www.muridicarta.it o alla bellissima rivista in rete www.pixelsurgeon.com/ .
Quello che unisce tutti questi progetti è soprattutto la rilevanza di materiale estetico altro, fuori dai canoni del sistema visivo imposta dalla televisione, dalla Playstation e dalla grafica istituzionale e soprattutto un aggiornamento giornaliero dei contenuti e delle novità che si creano continuamente tra le persone coinvolte.

http://www.designradar.it Il miglior sito collettivo di Web Design italiano.
http://www.mi3dot.org/ Il primo portale di Design della Croazia.
http://www.takeagiantleap.com/ Un sito interessante, un nuovo modo di intendere il Web Design.
http://www.takeagiantleap.com/ Siti Internet costruiti interamente con disegni fatti con la biro, questo uno dei migliori esempi.
http://www.takeagiantleap.com/ Un nuovo grande talento del fumetto americano.
http://www.33rpmdesign.com/ Bellissimi poster, grafica entusiasmante.
http://www.untitled.nu/ Errol Richardson artista muscista, mixed media ad altissimi livelli.
http://www.oculart.com/ Uno dei massimi sperimentatori nel mondo del Web.


"Flashers lounge " di Gianluca Costantini
L'animazione incontrollabile nel web-style.
Art Lab n°3 anno II , Bologna 2002 

Il riconoscimento del design digitale
Il programma Flash della Macromedia (www.macromedia.com) si è ormai imposto nel mondo della creatività digitale come laboratorio ideale nella realizzazione estetica e comunicativa di siti Internet; è stato usato inizialmente dai Web designer i quali hanno esasperato la potenza del programma con estremismi visuali: potremmo citare come esempio il Team ChmAn, gruppo francese di Web designer che a ideato ed organizzato la prima session dell'evento-esposizione Vector Lounge (www.vectorlounge.com) che si è svolto parallelamente on-line e al Centre Pompidou (www.centrepompidou.fr/) di Parigi. Questo progetto può essere l'esempio di come si sta muovendo l'immaginario estremo del Web design difatti parliamo di un sito che può permettersi un'immersione in ambienti hi-tech e musicali con la collaborazione di flasher , denominazione per quelli che lavorano con il programma Macromedia Flash, con l'unione di culture e backgrounds differenti, ad esempio un disegnatore classico con un flasher, uno che modella in 3D con un programmatore Java e così via. Creare così una nuova figura nel mondo artistico, un artista/ipertestuale/digitale. Nell'ambiente degli addetti ai lavori si è a lungo dibattuto su cosa fossero davvero i Web designer, artisti? Comunicatori? Emulatori di tendenze visive? Dal Design Museum di Londra ( www.designmuseum.org ) arriva un chiaro segnale, e quelli che fino ad oggi erano i nostri beniamini con il pallino per il design digitale oggi diventano star e vedono i loro progetti ospitati all'interno di musei, artisti/progettisti come Joshua Davis, Yugo Nakamura, Daniel Brown e i loro progetti più famosi come www.praystation.com , www.yugopop.com , www.noodlebox.com sono ormai teorici della sperimentazione del Web design, come si può vedere nel testo relativo di Davis Flash to the Core , semi-cult-religous-Buddhist che lui stesso definisce come guida all'uso della progettualità sul Web.

La magia dell'action script
Dopo quest'immersione della sperimentazione artistica da parte dei Web designer nel programma Flash, l'interesse per le sue potenzialità sembra poter contaminare anche altre figure professionali, non esclusivamente legate al mondo del Web.
Flash è un nuovo modo di creare immagini in movimento, anche grazie al suo modo di lavorare sul vettoriale e hai suoi strumenti per disegnare. Questo stimola nuove concezioni nella realizzazione di audiovisivi, nell'animazione cinematografica, nel video musicale, nelle arti figurative, sempre più aperte all'interattività.
L'uso di questo programma si sta spostando dalla figura del Web designer per il quale Macromedia aveva creato il suo prodotto, al coinvolgimento di tutti coloro in grado di intuirne le capacità e adattarle al proprio lavoro.
Come abbiamo già anticipato il programma Flash, oltre a usare immagini digitali, ha come gran pregio l'utilizzo della grafica vettoriale come strumento di disegno, e la possibilità di animare con gran facilità disegni vettoriali. Questo è il punto che c'interessa di più: infatti, questo suo modo di lavorare fa sì che i disegni creati direttamente con il programma abbiano una similitudine con un immaginario che si rifà agli anni Cinquanta, al cosiddetto International Style , caratterizzati da forme geometriche, dall'assenza di prospettiva, ed è proprio il programma a riportarci a questo tipo di immaginario.
I grafici di Flash sono costituiti da tracciati, ovvero linee definite da punti. La porzione compresa tra due punti, diritta o curva, è detta segmento di tracciato , oppure anche curve di Bèzier , utile a creare forme di qualsiasi tipo, da pungenti con angoli acuti a curve lisce e fluide, ed effettuare regolazioni precise di queste ultime. Flash rende geometricamente perfetti cerchi, ovali, rettangoli, quadrati, triangoli e archi disegnati con le opzioni di riconoscimento, il programma ammorbidisce le curve e riduce le irregolarità o altre variazioni nella direzione complessiva della curva. Ogni elemento costruito è facilmente animabile, è semplice e soprattutto la spesa produttiva di un cartone animato è veramente minima, questo sta portando l'animazione ad una vera e propria rinascita, e grazie anche alla facilità della pubblicazione su Internet, ad una grandissima visibilità nel mondo.

l'anarchia dello stile
L'animazione degli anni Cinquanta e Sessanta ha uno stile inconfondibile, quasi mai usata dalla Walt Disney ( www.disney. c om/ ) già indirizzata ad un realismo più plastico, per tale il modo di muovere i personaggi, con immagini spesso ritagliate con le forbici, con gesti veloci, colori piatti, tale scelta stilistica era usata maggiormente da piccoli studi, poi diventati multinazionali dell'animazione. Tra i principali il duo Hanna-Barbera che hanno imposto come immaginario questo tipo di estetica, basti vedere le serie The Jetson , The Flinstones , Pixie e Dixie e altre mille, anche altri geni dell'animazione: Chuck Jones, Tex Avery e soprattutto i fratelli Fleisher (animatori di Betty Boop ). Oppure un altro esempio, forse il più importante, è stato lo psichedelico lungometraggio Yellow Submarine (www.hollywoodandvine.com/yellowsubmarine) di George Dunning con i Beatles come protagonisti. I giornali accolsero la pellicola con entusiasmo e scrissero tra le righe l'inevitabile: con quella colonna sonora, il film sarebbe stato un successo anche se fosse stata una pellicola mediocre. Ma qualcuno più accorto scrisse anche il contrario, che quel film sarebbe stato un successo anche se la colonna sonora non fosse stata all'altezza, che quell'uso spregiudicato del colore, quelle immagini surreali e assai poco convenzionali erano destinate a influenzare il design della grafica in modo incontrovertibile. E, infatti, sebbene l'industria dei cartoni fosse saldamente controllata dalla Disney, che dettava legge in fatto di stile, la pubblicità e la grafica si profusero in centinaia di riproduzioni e scopiazzature dell'opera di Dunning. Per prime arrivarono la 7up e la General Electrics , che ordinarono ai propri creativi di rivoluzionare il look del prodotto e invasero il mercato con nuove pubblicità in stile Yellow Submarine. Da quel momento, gente talentosa come Heinz Edelmann (www.21stcenturyradio.com), artista grafico ceco di lingua tedesca che aveva disegnato i characters del film, fu subissata di richieste di ogni genere d'industria, in primis quella discografica, che ha sfrattato le facce dei cantanti dalle copertine dei dischi per sostituirle con i Cartoon, un po' come sta succedendo anche adesso, primo esempio tra tutti il progetto Gorillaz (www.gorillaz.com) disegnato da Jamie Hewlett.

search, per non perdersi nella rete... e non solo
Questa nuova forma di animazione e immaginario ha creato un'esplosione nel mondo dell'animazione, in particolare nel mondo di Internet, ed è impossibile riuscire ad elencare in modo completo questa situazione. Qui di seguito si propongono più delle idee di navigazione per non perdersi...
Il più cattivo di tutti è il canadese John Kricfalusi, in onda anche sul canale satellitare Cartoon Network (www.cartoonnetwork.com) e nel sito omonimo, forse uno dei siti di cartoni animati più riuscito e amato, con Boo Boo Runs Wild oppure con la serie remake The New Adventure of Mighty Mouse . Poi il piccolo genio Kricfalusi si è autoprodotto il suo cartone più famoso Ren & Stimpy una versione scorretta di Tom & Gerry , acquisendo un successo straordinario, tanto che Matt Groening li ha invitati cone guest stars in Grattaccecca e Fichetto . In breve tempo Reb & Stimpy hanno conosciuto la censura americana. Esiliato da tutte le reti televisive, l'irrefrenabile Kricfalusi ha aperto una sua casa di produzione, la Spumco, con la quale continua a produrre cartoni incensurati per Internet ( www.spu m co.com) . Ultimamente la cantante Bjork ha incaricato il nostro animatore di trasformarla in un cartone animato nel suo ultimo video, anche questo scaricabile dal sito. Altro esempio di genio e sregolatezza è Gennady Tartakovsky, insubordinato studente della Disney' Accademy du Valencia e autore delle Superchicche , del Laboratorio di D exter e di Samurai Jack sempre su Cartoon Network.
Esempio ancora più lounge è l'americano Craig Frazier   (www.hillmancurtis.com) che raggiunge nelle sue animazioni create direttamente in Flash, la rilassatezza delle atmosfere di musiche ritmate anni Sessanta.
Un modo invece di estremizzare l' International Style è sicuramente The Skyscraper ( // s kyscraper.paregos.com ) creato dallo studio Pareos, che riesce ad unire una bellissima animazione Flash con una navigazione geniale del proprio sito.
Un sito italiano dove trovare tantissime animazioni di alto livello è quello della manifestazione Cartoombria di Perugia ( www.cartoonbria.com) , dove potrete trovare i link ad autori o studi come Michaela Pavlatova, Micchael Dudok, Sandro Staffa, inguine.net, Giueppe Palumbo, Bruno Bozzetto, Lars Magnus, Thomas Romain e Savin Yeatman.
Altri esempi molto divertenti di animazione flash/lounge sono il sito Web della rivista Riviera Beat ( www.rivierabeat.com ) e quello del gruppo musicale Montefiori Cocktail ( www.mon t efioricocktail.com/ ), l'irrefrenabile serie Austin Power ( www. a ustinpowers.com ) esempio cinematografico dell'immaginario Lounge. Bello anche The Neopop.it experience dell'illustratore Fabio Conti   ( www.neopo.it ) con musica e grafica di gran livello. Naturalmente anche il fumetto e l'illustrazione non sono scampati a quest'invasione, l'illustratore americano Shag è forse il capostipite di quest'estetica ( www.shag-art.com) , ma anche il fumetto con Chris Ware e la sua fantastica serie Acme Library ( www.fantagraphics.com/artist/acme/acme.html) , oppure la serie Sugar Buzz! di Ian Carney & Woodrow Phoenix (www.slavelabor.com) E per finire le illustrazioni del genio Walter Minus, pubblicato su Blab! della Fantagraphics Books di Seattle.


"Promemoria di una rivolta grafica" di Gianluca Costantini
inguineMAH!gazine n°8 (catalogo del Festival Komikazen 2005), Roma 2005 

A tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile.

Fabrizio De Andrè

Era il primo dell'anno.
Nella mattinata tarda camminavo per le strade di Izmir in Turchia in compagnia della mia vita, la città di sei milioni di abitanti era deserta, avevo la pressione bassa e la testa mi ondeggiava.
Ci infilammo nelle stradine del Bazar ma tutto era chiuso, poche persone pulivano i loro negozi. All'improvviso la mia malattia dell'immagine mi fece scorgere su un muro scrostato una locandina di un centro sociale, "Eric Drooker" dissi e fotografai.
Eric Drooker vive a Berkely negli Stati Uniti, sicuramente non sa che il suo disegno è in una locandina in quella città, non sapeva neppure che il suo libro Flood era stato pubblicato in Italia, ma è consapevole dell'utilizzo che si fa delle sue immagini, a quello che servono.
Durante la guerra in Bosian (1992 -2995) artisti bosniaci ricoprirono i muri delle loro città e villaggi con messaggi e immagini di disperazione, resisteza e speranza.   Perché un artista decide di unirsi alla resistenza contro il nazionalismo, la xenofobia e soprattutto il devastante potere della propaganda?
Che cos'è un artista in rivolta? Una persona che rifiuta ma non rinuncia.
Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando.
John Heatfield era nato a Berlino nel 1891 divenne famoso con i suoi lavori di fotomontaggio collaborando con le correnti artistiche più estreme, fu un critico acuto della Repubblica di Weimer che si impegnò a combattere con il suo lavoro. Nel 1933 con l'avvento di Hitler si rifugiò a Praga e a Londra. Per poi tornare in Germania solo nel 1950 celebrato e onorato come un ricordo del passato e i suoi fotomontaggi vennero criticati perché non in linea con il realismo socialista.
Heartfield aveva creduto nel potenziale politico del fotomontaggio, come disse lui stesso: "Nuovi problemi politici richiedono nuovi sistemi di propaganda. Per questo obiettivo la fotografia ha il massimo potere di persuasione".
Immagini che non vendono prodotti ma ideologie.
Nel 1924 Ernst Friedrich ebreo berlinese anarchico e pacifista decide di rivelare al mondo il vero volto della guerra, e lo fece nel modo più sconvolgente, pubblicando una raccolta di fotografie terrificanti e commoventi, raccontando cos'era successo davvero durante il Primo conflitto mondiale. Il libro dal titolo Krieg dem Kriege! - Guerra alla guerra - ebbe un successo internazionale e a Berlino venne fondato il Museo dell'antiguerra.
Anche in questo secondo caso si nota quando possa essere forte il potere dell'immagine, e forse quanto un artista si possa immergere nella società con la sua opera ideologica. Questi due casi, non unici naturalmente, del primo novecento sono i mattoni di una più complessa architettura artistica/politica/sociale che dura e si fa sempre più forte fino ai nostri giorni.
L'arte grafica si trasforma in una potentissima arma di protesta, dalle locandina alle magliette, dalle riviste underground ai poster politici, il linguaggio delle immagini può provocare e difendere una causa può creare un forum per le masse e la loro affermazione pacifica. Gli esempi più limpidi Grapus in Francia, Seymour Chwast negli Usa, Klaus Staeck in Germania, Wild Plakken in Olanda e WWW3 negli Usa.
Comunità creative in cui la libertà di espressione è vista come un diritto fondamentale da preservare e difendere.
La tecnologia può avere un grande effetto nelle risonanze del messaggio, quanto più diretti sono i metodi di creazione delle immagini e quanto è più facile duplicarle (stencyl, disegni, fotocopie, blogger, stampe serigrafiche, stampe digitali) quanto più raggiungeranno l'impatto emozionale delle persone in modo maggiore.
Il 5 febbraio 2003 all'Onu la riproduzione di Guernica di Pablo Ricasso su un grande arazzo, che si trova nella sala del Consiglio di Sicurezza dagli anni '60, è stata coperta con un telo prima che l'ex generale del Golfo Colin Powell pronunciasse le sue accuse e mostrasse le ?prove? dell'esistenza delle armi di distruzione di massa di Saddam.
"I poete sono i legislatori, non riconosciuti del mondo." Shelley


"PAP3R.illustrator.R3515TANCE" di Gianluca Costantini
inguineMAH!gazine n°2, Roma 2003 

Ogni ora di veglia
tessiamo
sia che saremo
oppure no
ogni azione insignificante
o parola
deve finire nell'ordito

Murale della scuola sulla 9th Street. P.S.122

Pap3r "Illustrator" R3515tanc3 (Il mio movimento consiste di un'unica persona. Keith Haring)

L'apprezzamento dell'arte di Paper Resistance è un'erezione morale.

File ( Una immagine d'identità parallela, un viaggio lungo la strada perduta)
Edit (Paper Resistance carica immagini nel tamburo della sua pistola e spara nei muri lasciando segni indelebili)
Objet ( Paper Resistance non torna mai sui suoi passi).
Type (...probabile, meno processo interrotto di divisione, alla fine soltanto un'unica replica) Select (Questi corpi sono davvero indipendenti?)
Filter (Paper Resistance non è mussulmano)
Effect
(So di essere un bicchiere tiepido, ma l'illuminazione rivela il suo sorriso caldo)
View ( Le repliche devono periodicamente ricaricarsi con la Cellula Madre...viviamo nel timore di una rivoluzione delle repliche...)
Window
(Paper Resistance è molto magro)
Help (Di fatto l'eroe è una bocca della seduzione. Uno slancio di rami fioriti.)

Reistance             Research             Repeated


"Attenti al Doctor Mad - Leonardo Guardigli" di Gianluca Costantini
Catalogo RAM mostre di artisti ravennati, Ravenna 2001 

Il fumetto è un'arte che richiede una lunga preparazione, si inizia da giovani, influenzati da letture nascoste, da disegni sfuggenti, da GULP!, da TSK! e dalle subliminali parole di Eta Beta. Una mia vicina un giorno insisteva col dire che Topolino era disegnato con gli stampini, altri quando avevo circa 12 anni e il mio eroe era Goldrake, cercavano spesso di convincermi che i cartoni animati giapponesi erano fatti col computer, come se fosse un dispregiativo. Il fumetto e l'animazione vivono tuttora quest'aurea di leggenda metropolitana, la difficoltà delle persone è l'impossibilità di credere che i disegnatori possano produrre tante pagine nella loro vita, in verità il fumetto è forse l'unica arte che tuttora mantiene una così grande cultura e tecnica del disegno e tutto ciò è dovuto appunto alla completa devozione che già da molto giovani si dedica allo sviluppo e crescita del disegno. Per questo motivo non bisogna stupirsi della giovane età di Leonardo Guardigli a differenza degli altri ragazzi che partecipano a questa rassegna. Il fumetto si sul dire è "roba da bambini", sarebbe forse meglio dire che il fumetto non vuole crescere, io direi piuttosto che è l'Arte da bambino, pensate a quanto è piccolo, ancora completamente inesplorato, ingenuo…, l'ho visto una mattina con la cartella in spalla, credo vada ancora alle elementari. I suoi compagni mi hanno detto che la maestra lo sgrida spesso "Devi crescere!! Studiare!! Se no verrai bocciato anche quest'anno!!" Ma la verità è che il fumetto non vuole rinchiudersi nei salottini buoni o nella noia delle gallerie ufficiali, non vuole andare all'Università. Non c'è dubbio che le sue possibilità siano pressoché infinite e ancora tutte da esplorare, tra un testo e le immagini, uniti graficamente sulla pagina, molte cose restano ancora da inventare. Leonardo è ancora un neonato, ma nelle sue mani scorre già la vitalità di Carl Barks, la plasticità di Jeff Smith e il mondo allucinato di Cartoon Network, riesce a descrivere efficacemente un ambiente e un personaggio, permettendoci di entrare senza accorgercene in un nuovo appassionante universo narrativo.
Leonardo predilige il bianco e nero e soprattutto gioca con piccole battute, sguardi perplessi e menti vuote. Si guarda intorno è ancora tra i banchi di scuola e proprio da lì arrivano le idee, i suoi personaggi non sono che lo specchio dei suoi coetanei e la loro trasformazione in un mondo paradossale, Il ritmo è quello delle strip delle origini, nessun momento di pausa tra le sue vignette. Leonardo prende il treno tutti i giorni, vive vicino al mare e a un fratellino molto più piccolo anche lui disegnatore. Il signorino Leonardo Guardigli si diverte, e noi, per favore, non intromettiamoci con consigli inopportuni.