Arrivederci Berlinguer


 

Nel 2014 ho pubblicato "Officina del macello, 1917 la decimazione della Brigata Catanzaro." scritto da Elettra Stamboulis, con la casa editrice Eris Edizioni.

 

Presentazione: 

L’oblio dei soldati uccisi per fucilazione e decimazione nell’esercito italiano.

 Nel centenario della Grande guerra, mentre viene promosso un intervento legislativo dal magistrato Sergio Dini per restituire dignità e memoria ai soldati italiani uccisi per fucilazione e decimazione durante il primo conflitto mondiale, Officina del macello arriva in libreria con tutta la sua forza drammatica per fare luce su una delle pagine più tristi dell’esercito italiano.

Il 1917 è il terzo anno di guerra per i fanti italiani. Molti di loro sono da tempo lontani da casa. Nel mese di giungo alla Brigata Catanzaro, distintasi in combattimento in prima linea tanto da meritare una medaglia d’oro concessa per motu proprio dal Re, viene promesso un mese di riposo. I fanti vogliono solo una pausa dopo tante licenze negate. Sono contadini, per lo più analfabeti, non capiscono le ragioni di questa guerra ma non si sono mai risparmiati in battaglia. Sono molisani, calabresi, pugliesi e siciliani, figli della Questione Meridionale. Si sono conquistati il rispetto nell’esercito con il sangue versato e con la morte di molti di loro, come dice il motto della Brigata stessa. Ma poco dopo il loro arrivo a Santa Maria La Longa, un paesino del Friuli Venezia Giulia, la promessa viene disattesa. Devono tornare a Morire sul Carso. E questi uomini non ci stanno.

Questa la motivazione della più grande rivolta che l’esercito italiano abbia mai visto durante il primo conflitto mondiale. Il 16 luglio i fanti della Catanzaro imbracciano le armi contro i comandi. Ma in poche ore è tutti finito. Un plotone dei carabinieri esegue l’ordine ricevuto e procede alla decimazione sommaria di quegli uomini, vittime dimenticate del solo esercito che durante la Grande guerra osò ricorrere alla decimazione come strumento aberrante di repressione e insubordinazione dei suoi soldati.

Furono circa 750 i soldati finiti davanti al plotone di esecuzione durante gli anni di guerra e sono tutti nomi caduti nell’oblio. Non compaiono sulle lapidi e nelle piazze dei nostri paesi, né nell’elenco dei caduti e dei dispersi dell’Onorcaduti. Di queste vicende ne parlò al grande pubblico il regista Francesco Rosi nel film Uomini contro e fu accusato di vilipendio.

Oggi, dopo cento anni da quei tragici giorni, Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, autori coraggiosi e prolifici del fumetto di realtà, cercano di far chiarezza su questa pagina della nostra storia nazionale ormai dimenticata, la cui “l’immagine” poteva esserci restituita solo attraverso il fumetto. Basato su una ricerca documentata, a cui ha dato un gran contributo la storica Giulia Sattolo, attualmente coinvolta nella preparazione degli eventi commemorativi per il Centenario della Regione Friuli Venezia Giulia, Officina del macello è una ricostruzione storica a fumetti che restituisce verità e giustizia a quei soldati caduti per mano del proprio esercito.

Il libro è arricchito da quattro saggi brevi di coloro che in questi anni non hanno mai smesso di cercare di fare chiarezza su questi eventi dimenticati della nostra storia: Giulia Sattolo, sergio Dini, Lorenzo Pasculli, Silvio Riondato, Massimo Vitale e Matteo Polo.

Conoscere il quadro storico sociale e giuridico di questi tragici eventi ci aiuterà a capire chi è morto senza avere il tempo di comprendere l’ingiustizia di cui è stato vittima e a ricordare una delle vicende più nere della storia di un paese che “ripudia la guerra” e non può dimenticare le sue radici.

 

Nel dvd con Carlo Lucarelli “Non c’è solo la vittoria” facente parte della serie “1914-1928 La Grande Guerra 100 anni dopo” prodotto da Rai Storia, Rai Eri e Corriere della Sera, per raccontare della decimazione della Brigata Catanzaro del 1917, sono state utilizzate le immagini a fumetti di  Officina del macello realizzate da Gianluca Costantini.



News


Itinerari di guerra alla ricerca della pace - Officina del macello

Itinerari di guerra alla ricerca della pace

Associazione per la Pace, ANPI, SPI-CGIL, Unione degli Universitari,

Rete degli Studenti Medi, ACS, Centro Studi Ettore Luccini, Donne in Nero

vi invitano alla presentazione del libro a fumetti:

“Officina del macello”

1917 la decimazione della Brigata Catanzaro

un libro di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini

edito da Eris Edizioni

al Sala "Peppino Impastato" della Banca Etica

venerdì 17 marzo, ore 17.30

 

1917 – L'anno di Caporetto

Continuiamo le nostre riflessioni per ricordare il centenario della prima guerra mondiale.

Il nostro obiettivo è quello di far uscire questo anniversario dalla retorica sul completamento del Risorgimento e sulla conclusione del processo unitario del nostro paese per affrontarlo, invece, dal punto di vista dell’immane macello che ha sconvolto l’Europa in quegli anni, mettendo anche in risalto le forme di opposizione alla guerra che ci sono state su tutti i fronti e cercando di capire e comprendere il punto di vista dei cosiddetti "nemici".

Altro obiettivo che abbiamo è quello di attualizzare le problematiche che quella tragedia non ha risolto ma ha lasciato insolute, tanto è vero che, vent'anni dopo, è scoppiato un nuovo conflitto mondiale ed ora la guerra sembra sempre più estendersi a livello globale.

La presentazione di questo libro vuole anche appoggiare la richiesta di un intervento legislativo che riabiliti e restituisca dignità e memoria ai soldati italiani uccisi per fucilazione e decimazione durante il primo conflitto mondiale. 


Eris Edizioni

via Reggio n.15, 10153 Torino 

www.erisedizioni.org/Officina_del_macello.html

 


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Officina del macello - Scomode verità e Graphic Novel

Officina del Macello di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini racconta la tragica vicenda della brigata Catanzaro nel 1917.

di Andrea Mazzotta

sin Il Quotidiano del Sud, Domenica 9 ottobre 2016



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Officina del macello su Carmilla

 

di Armando Lancellotti

su Carmilla, 12 gennaio 2016

 

Il graphic novel Officina del macello, di Gianluca Costantini, artista visivo e disegnatore e di Elettra Stamboulis, autrice del testo e i quattro brevi saggi che lo accompagnano riportano alla luce un episodio tanto tragico quanto poco conosciuto della storia italiana di un secolo fa: la decimazione, avvenuta nell’estate del 1917 a Santa Maria la Longa, nelle immediate retrovie del Carso, della Brigata Catanzaro, rea di rivolta armata e ammutinamento.

Si tratta di vicende storiche al contempo note e sconosciute, come avviene per molte delle pagine più cupe e negative della storia italiana: si pensi alla brutale repressione militare “piemontese” del brigantaggio meridionale, alle campagne coloniali in Libia o nel Corno d’Africa, al razzismo d’oltremare e metropolitano, alle stragi efferate conseguenti alle operazioni di polizia coloniale, ai campi di concentramento del duce, ai crimini di guerra in Jugoslavia, ecc.

“Note e sconosciute”, si diceva e – si badi bene – l’incongruenza ossimorica è solo apparente, trattandosi di tracce mnestiche che giacciono semi-inconsce in un angolo buio della coscienza collettiva, che solo in rare occasioni vengono strappate alla latenza dell’oblio per riapparire all’orizzonte della consapevolezza.

E così è noto agli studiosi e si legge nei saggi specialistici come in quelli manualistici che il Regio Esercito italiano – unico tra gli eserciti belligeranti – ricorse più volte alla barbara pratica punitiva della decimazione dei suoi stessi soldati, ma poi questa primitiva concezione della disciplina militare, che meriterebbe studi ed analisi approfondite, passa in subordine a vantaggio di altri aspetti della Grande Guerra che maggiormente richiamano l’attenzione di studiosi ed opinione pubblica negli anni del centenario del primo conflitto mondiale ed altrettanto dicasi di questioni quali la diserzione, la renitenza alla leva o il destino dei prigionieri di guerra italiani... Continua


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Officina del macello in La grande guerra 

Catanzaro li 29.04.2015

COMUNICATO STAMPA

Il sonno del mondo. Reading teatrale sulla Grande Guerra al Campanella di Lamezia Terme


Alcune immagini di Officina del Macello edito da Eris Edizioni saranno proiettate durante il reading.


24 maggio 1915- 24 maggio 2015. Tra pochi giorni saranno trascorsi cento anni esatti dall’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, un conflitto di dimensioni enormi, che ha mobilitato milioni di persone, tra civili e militari, dilaniato una intera generazione, fatto cadere ben quattro imperi, disgregato il tessuto sociale e i confini geopolitici di diversi paesi.

Il prossimo 6 maggio 2015, alle ore 11, nell’Auditorium del Liceo Tommaso Campanella, Via Cavallerizza, Lamezia Terme (Cz) l’Associazione Culturale Linking Calabria presenta La Grande Guerra. Il sonno del mondo, reading teatrale destinato agli studenti delle Scuole Superiori, ideato da Anna Puleo e Vincenzo Santoro, che racconta la prima guerra moderna attraverso le voci e le immagini delle donne e degli uomini che l’hanno vissuta. Gente comune che si è trovata da un giorno all’altro sbalzata all’interno di un evento “fuori dal comune” e l’ha narrato nelle lettere e nelle cartoline spedite a casa, nei diari, nelle fotografie, in poesie e romanzi che hanno segnato intere generazioni.

L’intento è quello di trasmettere ai giovani cosa sia stata realmente questa immane tragedia e cosa abbia significato per milioni di persone, al fronte come nelle città, anche nella sua terribile ‘modernità’, che anticipa in diversi aspetti il nostro presente. Un viaggio tra le storie di migliaia di donne e uomini, di cui probabilmente sui libri scolastici è difficile trovare traccia, e tra vicende sulle quali non è stata ancora fatta piena luce (dalle deportazioni di massa alle esecuzioni sommarie), che hanno ispirato la letteratura, il cinema, l’arte, la musica.

Le letture, curate da Mariarita Albanese e Aldo Conforto, saranno alternate ad ascolti guidati e alla proiezione di un video con foto, film e documentari, con approfondimenti sul ruolo della Calabria in guerra, scandito dal coraggio e dall’eroismo di migliaia di calabresi.

Lo spettacolo, che si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri- Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, del Centro per il Libro e la Lettura, della Prefettura di Catanzaro, dell’Ufficio Scolastico Regionale, della Regione Calabria, della Provincia e del Comune di Catanzaro, rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale e de Il Maggio dei Libri.

Il reading costituisce una delle tappe di un Progetto più ampio dedicato al primo conflitto mondiale, che prevede la creazione di un archivio digitale di documenti dell’epoca, laboratori nelle scuole, incontri con storici e studiosi.

“Abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di ospitare il reading dell’Associazione culturale Linking Calabria, che abbiamo inserito all’interno del nostro programma di attività relative alla Grande Guerra, che culmineranno nel mese di maggio in un viaggio-studio in Trentino, nei luoghi attraversati dal fronte” spiega la prof.ssa Michela Cimmino, docente del Liceo Campanella.

“Crediamo fermamente che la scuola debba aprirsi al territorio –prosegue il prof. Giovanni Martello, Preside del Liceo-. Stiamo lavorando da tempo a consolidare i rapporti tra l’istituto, enti e mondo dell’associazionismo, alla ricerca di sinergie fertili con iniziative e progetti, che non possono che arricchire la nostra offerta formativa, rafforzando la didattica e valorizzando i saperi e le competenze dei nostri ragazzi”.

Linking Calabria Associazione Culturale

www.linkingcalabria.it


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Officina del Macello è uno dei tre libri di BookCiak

La nostra narrativa ogni anno porta in libreria circa 3000 novità di autore italiano. I film e le fiction televisive tratti dai romanzi sono la nuova tendenza della cinematografia internazionale, ed anche in Italia il fenomeno è in continua crescita.


Secondo un censimento dell’ANICA, soltanto negli ultimi 5 anni sono stati quasi 200 i titoli prodotti (o coprodotti) in Italia tratti da romanzi, racconti, testi teatrali e opere letterarie. Eppure il rapporto tra mondo dell’editoria e dell’audiovisivo non si è ancora strutturato in modo organico. Fin qui valgono i rapporti personali dell’editore con questo o quel produttore, soprattutto nel caso dei grandi. Ma c’è ancora tutto un modo sommerso di piccole e piccolissime case editrici che non hanno la capacità di mettersi in “vetrina”. Per questo, come prima tappa, l’associazione Calipso ha coprodotto col Festival internazionale del film di Roma, nel 2010, la prima edizione di Industry Books: una giornata dedicata all’incontro tra editori e produttori che si ripeterà anche quest’anno, il prossimo 27 ottobre. Sempre nell’ambito di Business Street. E per questo l’associazione ha realizzato BOOKCIAKla prima piattaforma web italiana ideata per favorire l’incontro tra chi detiene i diritti dei libri e chi desidera comprarli per farne un film o una fiction. Un progetto speciale del Ministero per i Beni e le attività culturali (MiBAC) – Direzione Generale per il Cinema, realizzato d’intesa con ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), APT (Associazione Produttori Televisivi) e ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici). Il portale catalogherà tutte le novità editoriali di autore italiano. Ma darà anche spazio ai titoli di catalogo che ancora non sono stati “scoperti”. Mentre un motore di ricerca, organizzato per dettagliate voci tematiche, permetterà ai produttori di navigare agevolmente tra le infinite storie dell’archivio.


Più che un semplice sito, dunque, un serbatoio di storie e un vero e proprio ponte tra editori e produttori.

Per maggiori informazioni: http://bookciak.it


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Officina del macello su Fumettologica


di Virginia Tonfoni

su Fumettologica, 12 marzo 2015


Di pagine buie la storia italiana ne ha molte: certe così recenti e drammatiche che se ne continua a parlare nei tristi anniversari, altre così scomode da essere strategicamente dimenticate. Quella della decimazione della Brigata Catanzaro, che risale alla prima guerra mondiale e vede i comandanti dell’esercito italiano nel ruolo diretto di carnefice, non si ricorda spesso. Una fortuna che nell’anniversario del conflitto ci abbiano pensato Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis, pionieri del graphic journalism italiano, a firmare un titolo che raccontasse il terribile  la notte del 15 luglio del 1917. Continua


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FuoriAsse in pillole: Fuoriasse di carta


di Mario Greco
su Fuoriasse n.13, febbraio 2015


Officina del macello racconta di come la guerra sia una macchina inarrestabile, che non perdona la "disobbedienza". Officina del macello ci ricorda come il 16 luglio 1917 a Santa Maria la Longa un plotone di carabinieri esegue l'ordine ricevuto e procede per decimazione a fucilare 28 soldati. Continua


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Presentazione Officina del macello a Ravenna

Officina del Macello

di Elettra Stamboulis (testi) e Gianluca Costantini (disegni)

 

ne parleremo

a Ravenna Venerdì 20 febbraio alle 17.30 alla Casa delle Donne, Via Maggiore n.120.
Incontro con gli autori a cura del gruppo Donne in Nero

 

Prima Guerra Mondiale. Il 1917 è il terzo anno di guerra, la realtà della trincea è chiara e atroce, molti soldati sono da tempo lontani da casa. Nel mese di giugno alla Brigata Catanzaro viene promesso un mese di riposo. Questi fanti sono contadini – molisani, calabresi, pugliesi e siciliani – figli della Questione meridionale, per la maggior parte analfabeti. Vogliono solo una pausa. Ma dopo essere arrivati da poco a Santa Maria la Longa, un piccolo paese del Friuli Venezia-Giulia, la promessa viene disattesa. Devono tornare in prima linea, a morire sul Carso, dove già erano stati impegnati a lungo. Gli uomini della Catanzaro non ci stanno. Officina del macello racconta di questo rifiuto e di come sia stato barbaramente punito. Il 16 luglio 1917, a Santa Maria La Longa un plotone di carabinieri esegue l’ordine ricevuto e procede alla decimazione della Brigata Catanzaro. Finisce così una delle più importanti rivolte scoppiate durante la Prima guerra Mondiale nell’esercito italiano. 


Approfondimento:

Riabilitare i fucilati della grande guerra: il punto

 

Volentieri pubblichiamo quest’articolo di Francesco Cecchini che fa il punto sulle iniziative per riabilitare i fucilati della Grande Guerra e propone un coordinamento delle varie iniziative.

 

Riabilitare la memoria dei soldati fucilati e decimati durante il grande massacro 15-18 è una chiave morale per un  centenario che, altrimenti, rischia di essere solo retorico. Non è comunque sufficiente una riabilitazione morale, questa deve essere anche giuridica. Nel settembre del 1919 ci fu un’ amnistia generale che cancellò pendenze penali non gravi. Questa misura non riguardò altri 20mila condannati, tra cui i fucilati con condanna da tribunali militari. I decimati furono passati per le armi senza una condanna formale. Discendenti di soldati fucilati avviarono iniziative giudiziarie e si batterono per anni per vedere riconosciuta la verità su quanto accaduto. Senza nessun risultato positivo. Emblematico è il caso dell’ alpino Ortiz, fucilato con tre compagni a Cercivento in Carnia, con l’ accusa di diserzione. Un suo pronipote si batte dal 1988, ma invano. La sua istanza di riabilitazione viene rigettata perché secondo i codici di procedura deve essere proposta dall’ interessato, fucilato decenni prima.

 

In Italia c’ è un vento nuovo che spira verso la riabilitazione. Non sono più  i tempi della lettera ai cappellani militari di don Lorenzo Milani, condannata per vilipendio, La sentenza toccò solo il direttore di Rinascita che l’aveva pubblicata, perché Don Milani morì prima.

Le iniziative in corso  sono varie.
Nel luglio 2014 il Pubblico Ministero della Procura di Padova, dr.Sergio Dini ha inviato una lettera  al ministro della difesa Roberta Pinotti nella quale chiede  “un provvedimento clemenziale di carattere generale, a favore di tutti i condannati a  morte del I° conflitto mondiale”. Dini nella lettera afferma chei i fucilati, con sentenze dei tribunali militari furono circa 750,mentre il numero dei decimati è ancora imprecisato. Nel seguente paragrafo Dini chiarisce il motivo di questo atto di clemenza: “Sig. Ministro anche i caduti sotto il fuoco di un plotone d’esecuzione sono morti in guerra, e (perché no?) sono morti per la Patria; essi furono mobilitati contro la loro volontà, per una guerra di cui non ben comprendevano gli scopi, come fu per la maggior parte dei morti in combattimento o in prigionia”. Il Ministro Robeta Pinotti ha risposto alla lettera dicendo che ha preso nota del problema e che ha nominato una comissione ad hoc, presieduta da Valdo Spini.

 

Il 14 settembre 2014 è stato  pubblicato nel  blog di Daniele Barbieri un appello redatto da Daniele Barbieri, David Lifodi e  Francesco Cecchini  che finora ha raccolto ben oltre duecento adesioni con in testa Lidia Menepace, vice presidente dell’ ANPI. Hanno aderito persone ed organizzazioni di diversa posizione politica, come il senatore della Lega Nord Gian Marco Centinaio, obiettore di coscienza, Sinistra Anticapitalista di Torino o l’ ANPI di Cremona.
L’ appello  chiede la riabilitazione giuridica dei fucilati e decimati, basandosi anche sul parere di un avvocato che afferma  che la cosa è fattibile legalmente e si rifà a quanto accaduto in altri paesi. L’ appello è stato quasi  simultaneamente pubblicato nel sito La Storia Le Storia di Pordenone e poi, via via, nel  quotidiano Il Manifesto,  nella newsletter dell’ agenzia internazionale Pressenza, nel sito dell’ ANPI di Cremona, nel sito del Manifesto di Bologna, in Agoravox, nel sito di Azione Non Violenta, nel blog di Paolo Brogi, nella pagina Facebook del CESC, nel giornale on line Oggi Treviso ed in altri luoghi.

All’ appello ha accennato il settimanale Famiglia Cristiana e Mao Valpiana, Presidente nazionale del Movimento Nonviolento in L’ Huffington Post.  L’ appello,  verrà  inviato al nuovoPresidente della Repubblica Sergio Mattarella ,al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Ministro della Difesa il prossimo 15 febbraio 2015. Va sottolineato che Sergio Mattarella è sensibile al tema, avendo presentato anni fa a Palermo il libro“ La Compagnia dei fucilati” di Diego Carpenedo.

 

Il 14 novembre 2014 l’on. Fabio Lavagno ha presentato una proposta di legge sottoscritta da parlamentari di Libertà e Diritti-Socialisti Europei, che recita:

ART. 1.  All’articolo 683, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: « su richiesta dell’interessato » sono inserite le seguenti: «, del coniuge o di un parente entro il terzo grado ». La proposta ha come scopo innanzitutto quello di risolvere casi come quello dell’ alpino Ortiz, accennato precedentemente.

Nel suo intervento alla camera l’ on. Lavagno ha iniziato sottolineando che ”La presente proposta di legge promuove un intervento legislativo per restituire dignità e memoria ai soldati italiani uccisi per fucilazione e decimazione.” Fabio Lavagno ha parlato della sua iniziativa in una trasmissione di Radio 3 che ha avuto un buon ascolto.

 

Il 6 novembre 2014 il vescovo Ordinario Militare monsignor Santo Marcianò, intervistato dall’AdnKronos ha dichiarato: “Riabilitare i militari disertori, come Caduti di guerra. ‘Giustiziarli’ fu un atto di violenza ingiustificato, gratuito, da condannare.E’ sorprendente con quanta facilità costoro siano stati giustiziati, in molti casi senza un regolare processo e ad opera di altri militari.E che tale esecuzione fosse motivata da ragioni punitive o dimostrative non cambia la realtà: essa è stata e rimane un atto di violenza ingiustificato, gratuito, da condannare. Non c’è ragione che possa giustificare tale violenza, unita a diffamazione, vergogna, umiliazione. Come è già avvenuto in altri Paesi europei, la profonda ingiustizia perpetrata a loro danno sostiene la richiesta di chi vorrebbe una ‘riabilitazione’ di questi militari, tramite un loro riconoscimento come caduti di guerra. Anche lo Stato italiano, in particolare il ministro della Difesa Roberta Pinotti, ha deciso di studiare meglio questa problematica”. Parole importanti dette dal capo dei capellani militari  che non solo il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, ma anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed  il Presidente del Consiglio Matteo Renzi dovranno prendere in considerazione.


In novembre 2014, si è costituito in Friuli il  Comitato per la restituzione dell’onore ai fusilâz Ortiz, Matiz, Corradazzi e Massaro, quattro giovani alpini che furono fucilati a Cercivento il primo luglio 1916. L’ appello del Comitato pubblicato sul Messaggero Veneto ha raccolto 2000 adesioni e pensano di presentarlo entro breve al nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La persona ideale che dovrebbe presentare ufficialmente il documento sarebbe  il senatore Franco  Marini, presidente del Comitato per le grandi ricorrenze istituito presso la Presidenza del Consiglio,  che ha quindi  la responsabilità delle celebrazioni del centenario.

La Provincia di Udine, con voto unanime, ha impegnato il presidente Pietro Fontanini ad attivarsi sul caso. E analogamente si è mossa la Regione, con una mozione trasversale proposta da Enzo Marsilio del Pd e dall’ex governatore Renzo Tondo, fatta propria dalla giunta di Debora Serracchiani.

Sul tema  Paolo Rumiz, su Repubblica, ha dedicato un pezzo in prima pagina, e Toni Capuozzo una puntata di”Terra”.

Già in passato vi furono iniziative parlamentari sul tema. Anni fa in commissione giustizia della Camera era passata una soluzione bipartisan firmata da Valdo Spini, Ruffini, Gatto e Lavagnini che citava “ l’ ingiusta condanna a morte dei quattro giovani alpini” definendola “ la decimazione di Cercivento”. Fu seguita da una proposta di modifica del codice procedura penale, non andata a buon fine per lo scioglimento anticipato delle Camere.  Recentemente Valdo Spini ha parlato delle fucilazioni e decimazioni presentando un numero degli annali della Fondazione La Malfa: “Dissi che il secolo passato da allora doveva essere l’occasione buona per ripensarci e riparare. Mi ascoltavano il ministro Dario Franceschini e anche Franco Marini. Nessuno mostrò disagio o contrarietà. Anzi mentre affermavo queste cose, annuivano, come tutti».


Il 18 novembre 2014, un appello proposto da Elisa Bianchi, geografa della popolazione, Universita degli Studi di Milano, Marco Cavallaro, ricercatore storia contemporanea e saggista e Lorenzo Strik Lievers, storico, Università Milano Bicocca chiede “ La riabilitazione dei soldati italiana della grande guerra fucilati da mano amica, perché vengano annoverati fra coloro che caddero per la loro patria.”

L'Appello presente nel blog dello scrittore Paolo Brogi, autore del libro “Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra” è stato inviato al Presidente della Repubblica (allora Giorgio Napolitano), al Presidente del Consiglio, al Ministro dell Difesa, al Ministro della Difesa ed a quello dei Beni e delle Attività  Culturali ed ha ottenuto l’ adesioni di un centinaio di  importanti personalità ed organizzazioni . L’ appello ha il merito di richiamare lavori storici  di valore scientifico come il libro  di Enzo Forcella e Alberto Monticone del 1968 (Plotone di esecuzione), più volte ripubblicato, e quello più aggiornato di Irene Pluviano e Marco Guerrini del 2004 (Le fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale). Ricorda anche gli studi sulla giustizia militare di Giovanna Procacci e Bruna Bianchi e i lavori vecchi e nuovi di Antonio Gibelli. Inoltre fornisce un quadro sintetico, ma preciso di quanto è avvenuto o sta avvenendo in altri paesi in tema di riabilitazione:

“Riferendoci ai soli fucilati, ricordiamo come Nuova Zelanda (Pardon for Soldiers of the Great War Act 2000), Canada (2002) e Gran Bretagna (Armed Forces Act 2006) abbiano da tempo riconosciuto e decretato che i loro fucilati per mano amica siano da considerarsi come “caduti in guerra”, riabilitandoli così agli occhi delle famiglie e del loro Paese. Monumenti commemorativi sono stati eretti in loro memoria. In Francia il Primo Ministro, Lionel Jospin, ebbe a dire nel 1998: “Questi soldati fucilati per dare l’esempio in nome di una disciplina che aveva come uguale solo la durezza dei combattimenti, facciano ritorno oggi pienamente nella nostra memoria collettiva nazionale”. Tale presa di posizione è stata fatta propria da Nicolas Sarkozy nel 2008. I risultati delle ricerche della commissione voluta dagli ex combattenti e posta in essere dal governo francese, guidata dallo storico Prost, che ha concluso i suoi lavori nel 2013, sono alla base della decisione di François Hollande di far erigere un monumento ai fucilati all’Hôtel National des Invalides come atto di riconciliazione nazionale. Nulla di paragonabile è stato fatto in Italia per riabilitare la memoria dei nostri fucilati per mano amica, nonostante che la dichiarazione di Jospin del 1998 fosse stata commentata dall’allora Ministro della Difesa italiano con queste parole: I nostri soldati fucilati non furono meno eroici dei loro commilitoni caduti in combattimento”.


Diffusione.  Le varie  pubblicazioni dell’ appello promosso da Barbieri, Lifodi e Cecchini e di altri appelli, come quello per i 4 alpini friulani a Cercivento  è  stata raccontata abbastanza in dettaglio. Va sottolineato il lavoro di informazione fatta sul tema dal settimanale L’ Espresso con vari articoli del giornalista Pier Vittorio Buffa che raccontano i fucilati dimenticati.


Conclusioni. Quelle sopra sono le iniziative che ho individuato e che concorrono a diffondere la memoria di una tragedia dentro quella più vasta del grande massacro dei popoli europei. Gli obiettivi sono diversi. La proposta di legge dell’ on. Lavagno si propone la modifica di un articolo del codice che favorisce l’ iniziativa di discendenti di fucilati per diserzione e disobbedianza che volessero riabilitare una reputazione macchiata da una sentenza del Tribunale militare di guerra. Non prende in considerazione i numerosi decimati a partire dai 29 della Brigata Catanzaro. Il comitato per la riabilitazione dei quattro soldati soldati fucilati a Cercivento dimentica tutti gli altri fucilati e decimati. Le lettera del Dott. Dini al Ministro Roberta Pinotti, le dichiarazioni del vescovo Ordinario Militare monsignor Santo Marcianò,  gli appelli promossi uno  proposto da Elisa Bianchi,  Marco Cavallaro, Lorenzo Strik Lievers,  e l’ altro da Daniele Barbieri, David Lifodi e Francesco Cecchini si propongono l’ obiettivo della riabilitazione di tutti i fucilati e decimati durante il grande massacro del 15-18. Inoltre quest’ ultima iniziativa, quella di Barbieri, Lifodi e Cecchini, diffonde anche il concetto che la prima guerra mondiale è stata un grande macello dei popoli europei contro questi popoli ed è accompagnata da una serie di scritti pubblicati sul blog di Daniele Barbieri ed dal sito La Storia Le Storie, che saranno pubblicati per  l’ inizio del centenario in un libro o e-book.

Sarebbe  opportuno che queste iniziative trovassero coordinamento, sintesi ed unità per la riabilitazione storica e giuridica di tutti coloro che furono assassinati da “fuoco amico”. Inoltre sarebbe opportuno che contemporaneamente a questa azione,  ce ne fosse una per la condanna ufficiale di coloro che sono stati responsabili di questi assassinii: il generale Cadorna, Graziani ed altri.


Francesco Cecchini


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I coraggiosi fanti ribelli nelle trincee del 1917

di Alberto Sebastiani
su la Repubblica SERA, 22 dicembre 2014


Trama. E’ un libro composito Officina del Macello, 1917 La decimazione della Brigata Catanzaro di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini (Eris). Si apre con due brevi saggi storici di Giulia Sattolo e Matteo Polo sulla storia della Brigata, prosegue con il fumetto e si chiude con altri due saggi di Sergio Dini, Lorenzo Pasculli, Silvio Riondato e Massimo Vitale. Le circa 80 pagine del fumetto dialogano coi saggi e raccontano la più grande rivolta avvenuta nell’esercito italiano durante la Prima guerra mondiale, nella notte tra il 15 e il 16 luglio 1917 a Santa Maria la Longa, della Brigata Catanzaro. Protagonista è un battaglione di fanti più volte elogiato, con riconoscimenti ufficiali, che, dopo aver valorosamente combattuto in prima linea, sfinito, si vede diminuire senza preavviso un periodo di riposo. E si ribella. Non è la rivoluzione. è la sfiducia, la rabbia, la miseria, la sofferenza che reagisce all’inganno, al sopruso, all’indifferenza burocratica di comandanti che considerano i fanti come proverbiale carne da macello. La rivolta è sedata subito e punita con la fucilazione dei 16 catturati con le armi in mano e di 12 uomini per decimazione, cioè per scelta casuale di un decimo dei 120 ritenuti ribelli. In tutto 28 persone, non tutte ancora note agli storici, fucilate davanti agli occhi di Gabriele D’Annunzio, che ne fa una solenne descrizione.



Stile. Il volume ospita anche brevi schede biografiche dei protagonisti, illustrate da ritratti di piccolo formato. L’elemento grafico accompagna però anche i saggi, le cui prime riche sono per altro scritte con caratteri che richiamano la grafia delle lapidi. E’ però nel fumetto che le parole della Stamboulis interagiscono in maniera davvero ricca con la matita di Costantini (artista che usa fumetto e disegno come mezzi d’intervento politico, denuncia e (contro)informazione, e che proprio in questi giorni è in libreria anche con un altro volume, scritto sempre con la Stamboulis, intitolato Pertini fra le nuvole, BeccoGiallo). In Officina del Macello il racconto procede per brevi scene, come flash, che si accendono tra gli ufficiali, i comandanti e i soldati. E’ un racconto di poche ore, in bianco e nero, con testo composto anche da citazioni letterarie e di discorsi politici, da documenti ufficiali come atti processuali e privati come una lettera ai familiari. Un racconto disegnato con mildi diversi stili, dal bozzetto allo schizzo realista e all’immagine metaforica, come tante sarebbero le voci e le storie da raccontare. Quei fanti diventano così persone con nome e cognome, famiglia e sogni, Come Domenico Ganandrea, contadino di Salcito, due figli, una delle 28 vittime. E intrecciate a queste storie ci sono i dialoghi tra gli ufficiali, e le parole di personaggi come Luigi Cadorna, in scena per 4 tavole disegnate alla Depero, o il racconto di D’Annunzio, nelle 7 pagine che aprono il libro, che si concludono col ritratto del vate tra le silhouette delle vittime.


Pregi e difetti. La vignetta coi fanti che corrono in stazione cercando un treno per tornare a casa dice meglio di tante parole l’umanità di quella rivolta, reazione a una situazione insopportabile. Riportare in vita questa storia dimenticata, mettere in scena figure dostoevskiane umiliate e offese, è un’iniziativa gramscianamente “partigiana”, perché gli autori prendono nettamente le parti dei fanti, e facendolo mostrano come l’interazione tra parole e immagini, saggio e fumetto, narrazione e storia, possano proficuamente dialogare contro l’oblio.


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La mega parete alla Feltrinelli di Ravenna


Pertini fra le nuvole e Arrivederci Berliguer (BeccoGiallo)
Officina del Macello (Eris Edizioni) alla Feltrinelli di Ravenna.


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Presentazione Officina del Macello a Padova

Officina del Macello

di Elettra Stamboulis (testi) e Gianluca Costantini (disegni)

 

ne parleremo

a Padova sabato 6 dicembre alle 18.30 alla Libreria Zabarella, Via Zabarella n.80. 
Organizzato da Terra di Pepe

 

Prima Guerra Mondiale. Il 1917 è il terzo anno di guerra, la realtà della trincea è chiara e atroce, molti soldati sono da tempo lontani da casa. Nel mese di giugno alla Brigata Catanzaro viene promesso un mese di riposo. Questi fanti sono contadini – molisani, calabresi, pugliesi e siciliani – figli della Questione meridionale, per la maggior parte analfabeti. Vogliono solo una pausa. Ma dopo essere arrivati da poco a Santa Maria la Longa, un piccolo paese del Friuli Venezia-Giulia, la promessa viene disattesa. Devono tornare in prima linea, a morire sul Carso, dove già erano stati impegnati a lungo. Gli uomini della Catanzaro non ci stanno. Officina del macello racconta di questo rifiuto e di come sia stato barbaramente punito. Il 16 luglio 1917, a Santa Maria La Longa un plotone di carabinieri esegue l’ordine ricevuto e procede alla decimazione della Brigata Catanzaro. Finisce così una delle più importanti rivolte scoppiate durante la Prima guerra Mondiale nell’esercito italiano. 


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Anteprima su ilPOST di Officina del Macello


In anteprima il primo capitolo tratto dal libro Officina del Macello. 1917 la decimazione della Brigata Catanzaro,
scritto da Elettra Stamboulis, che esce per la Casa Editrice Eris edizioni.

Prima Guerra Mondiale. Il 1917 è il terzo anno di guerra, la realtà della trincea è chiara e atroce, molti soldati sono da tempo lontani da casa. Nel mese di giugno alla Brigata Catanzaro viene promesso un mese di riposo. Questi fanti sono contadini – molisani, calabresi, pugliesi e siciliani – figli della Questione meridionale, per la maggior parte analfabeti. Vogliono solo una pausa. Ma dopo essere arrivati da poco a Santa Maria la Longa, un piccolo paese del Friuli Venezia-Giulia, la promessa viene disattesa. Devono tornare in prima linea, a morire sul Carso, dove già erano stati impegnati a lungo. Gli uomini della Catanzaro non ci stanno. Officina del macello racconta di questo rifiuto e di come sia stato barbaramente punito. Il 16 luglio 1917, a Santa Maria La Longa un plotone di carabinieri esegue l’ordine ricevuto e procede alla decimazione della Brigata Catanzaro. Finisce così una delle più importanti rivolte scoppiate durante la Prima guerra Mondiale nell’esercito italiano. Continua


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Centenario Prima Guerra Mondiale 2014/2018


Presidenza del Consiglio dei Ministri

Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale

Prima Guerra Mondiale. Il 1917 è il terzo anno di guerra, la realtà della trincea è chiara e atroce, molti soldati sono da tempo lontani da casa.

Nel mese di giugno alla Brigata Catanzaro viene promesso un mese di riposo. Questi fanti sono contadini – molisani, calabresi, pugliesi e siciliani – figli della Questione meridionale, per la maggior parte analfabeti. Vogliono solo una pausa. Ma dopo essere arrivati da poco a Santa Maria la Longa, un piccolo paese del Friuli Venezia-Giulia, la promessa viene disattesa. Devono tornare in prima linea, a morire sul Carso, dove già erano stati impegnati a lungo. Gli uomini della Catanzaro non ci stanno. Continua sul sito del Centenario


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1914 - 1918 Grande Guerra - "Non c'è solo la vittoria..."

 

Nel Dvd "Non c'è solo la vittoria..." si parla della Brigata Catanzaro con le immagini del libro "Officina del Macello",
libro edito da Eris Edizioni.

La Brigata "Catanzaro" fu una Grande Unità di fanteria del Regio Esercito italiano attiva nel corso della prima guerra mondiale e con il nome di 64ª Divisione fanteria "Catanzaro" un'unità motorizzata operante durante la seconda guerra mondiale.

Venne costituita il 1º marzo 1915 a Catanzaro Lido in due reggimenti, il 141º e il 142º. I soldati (circa 6.000) che ne facevano parte erano in maggioranza calabresi.

All'atto della mobilitazione del 24 maggio 1915 fu dapprima inquadrata nelle truppe a disposizione del Comando Supremo poi, dopo pochi giorni, fu inviata in Friulidove fu inquadrata nella 3ª Armata.

La «Catanzaro» fu una delle più sfruttate unità dell'Esercito. Logorata dai lunghissimi turni in trincea di prima linea nei settori più contesi, essa venne impiegata come brigata d’assalto sul Carso dal luglio 1915 al settembre 1917. In prima linea a Castelnuovo, ed a Bosco Cappuccio, nel 1916 combatté a Oslavia, e durante laStrafexpedition sul monte Mosciagh e sul monte Cengio. Tornò poi sul monte San Michele, a Nad Logen, a Nova Vas, sul Nad Bregom e a Hudi Log. Prima diCaporetto fu a Lucatic, sul monte Hermada ed infine a San Giovanni di Duino. Continua


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Officina del macello anteprima Rai Storia

 

Officina del macello è un libro scritto da Elettra Stamboulis e disegnato dal sottoscritto, sarà pubblicato a ottobre dalla casa editrice Eris Edizioni, un'anteprima dei disegni è uscita nel dvd "1914 1918 Grande Guerra 100 anni dopo" curato da Rai Storia e dal Corriere della Sera il tutto raccontato da Carlo Lucarelli.

 

Alcuni disegni sono stati inseriti nel racconto sulla Brigata Catanzaro

 



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Comments: 3
  • #1

    YOYO (Monday, 13 April 2015 11:17)

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