La reputazione del web: un modo diverso di dire censura.

 Di come sono stato accusato di antisemitismo dalla destra americana e di come ho perso il lavoro di disegnatore in CNN.


Il 10 giugno, dopo la decisione del New York Times di non pubblicare più vignette a sfondo politico a causa dello scandalo che ha colpito la pubblicazione della vignetta del disegnatore portoghese António Moreira Antunes, il vignettista Patrick Chappatte ha pubblicato un comunicato sul suo sito  e ha rilasciato alcune interviste in cui ha detto: 

"I giornali sono disarmati di fronte alle tempeste sulle reti sociali, bufere che almeno in parte sono organizzate, bisogna invece essere coraggiosi e ricordarsi che indietreggiare dà ragione a chi ci attacca". 


La vignetta di Antunes considerata anti-semita è finita al centro di una dura protesta da parte dei lettori e di Israele. La vignetta mostrava il primo ministro Benjamin Netanyahu rappresentato come un cane guida con la stella di David, tenuto al guinzaglio dal presidente Donald Trump in versione non vedente con la kippah in testa. Dopo le proteste dell’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, l’editore A. G. Sulzberger ha scritto: “Abbiamo deciso di cambiare alcune procedure, perché episodi del genere non si ripetano.” Inoltre è stata avviata una procedura disciplinare contro il responsabile dell’edizione che aveva scelto la vignetta.


Le parole di Chappatte mi hanno dato la forza di raccontare anche quello che mi è successo poco tempo fa con un’altra importante testata americana: CNN, testata con cui ho collaborato per tutto il 2018, seguendo i grandi eventi sportivi come: le Olimpiadi invernali in Korea, I Mondiali di Calcio in Russia e il torneo di tennis parigini Roland Garros, più altri disegni per i network di CNN Sport. Ma dall’8 ottobre la relazione è terminata in modo irrevocabile. 


Ecco come è successo:

L’8 ottobre un profilo twitter “Partisangirl”,  ha ritwittato un mio disegno del 2016 in cui ritraevo un terrorista dell’Isis che si toglieva la maschera del Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu con l’hashtag #JSIL. Ammetto che il disegno era forte e provocatorio, ma si andava ad inserire in una situazione geopolitica del 2016 molto complessa e faceva parte di un racconto di disegni più ampio legato a quanto stava succedendo in quel momento a Gaza e in generale nel complesso quadro medio - orientale. Estrapolato e pubblicato in questa maniera strumentale poteva essere letto in maniera totalmente diversa. 



Ma chi è Partisangirl?

Maram Susli nota anche come: Mimi al-Laha, PartisanGirl, Syrian Girl e Syrian Sister è una commentatrice australiana/siriana che pubblica video su YouTube sulla guerra civile siriana e di guerre in cui sono coinvolti gli Stati Uniti in Medio Oriente, video sulle teorie del complotto e sul Gamergate (Gamergate è stata una controversa campagna di molestie organizzata soprattutto tramite l'uso dell’omonimo hashtag per Twitter). Susli è una sostenitrice della teoria della cospirazione e una creatrice di notizie fasulle per il sito InfoWars oppure per podcast ospitati dall’ex capo del Ku Klux Klan, David Duke e dal negazionista dell’olocausto Ryan Dawson. Naturalmente ParisanGirl è pro Governo Assad in Siria.


Dopo il suo retweet ho cancellato il post perché sentivo puzza di bruciato e soprattutto di strumentalizzazione. Ma poche ore dopo il tweet di PartisanGilr è stato ritwittato e commentato da Arthur Schwartz (casualmente Schwartz aveva già fotografato lo schermo e memorizzato il vecchio tweet), e dal suo testo si capiva dove tutto ciò doveva andare a parare.

E’ facile capire che i due profili sono collegati.

L’operazione doveva andare a colpire CNN e accusarla di antisemitismo oppure di lavorare con antisemiti


Ma chi è Arthur Schwartz?

Schwartz è stato Vice Presidente Senior e Amministratore Delegato di Corporate Communications presso MWW Group dal 2014. Il signor Schwartz è responsabile della strategia di consulenza e comunicazione, affari governativi, gestione delle crisi e strategia contenziosa per i clienti di MWW. Non è del tutto chiaro cosa abbia fatto Schwartz da quando ha lasciato MWW: ha lavorato come consigliere per i Repubblicani a livello statale e federale e twittato il suo sostegno a Anthony Scaramucci, così come il suo disgusto per la politica democratica.


Schwarz è amico di Steve Bannon e Milo Yiannopoulis. 

Qui un tweet poi cancellato da SchwarzQui è possibile leggere i tweet e altre informazioni su Schwartz.



Negli ultimi due anni da quando è arrivato a Washington si è guadagnato la reputazione di riparatore, operatore dietro le quinte e agitatore dei social media con una specialità particolare: informazione sullo shopping dei suoi nemici e battaglie contro i giornalisti.

Questo lo ha aiutato a stringere strette relazioni con numerosi funzionari e familiari della Trumpworld come Donald Trump Jr. I Due sono così vicini che hanno passato insieme il Super Bowl l’anno scorso. Questa è la persona che mi dà dell’antisemita.


"Io non lavoro nel governo, non lavoro per una campagna.
Sono fondamentalmente un fottuto troll su Twitter "
,

ha detto Schwartz a The Daily Beast. 


Ma continuiamo con la storia, dopo il tweet di Schwartz che coinvolgeva direttamente Matt Dormic della CNN Comunications  la  reazione del giornalista della CNN è stata: “Non posso dirti perché ha cancellato il suo tweet ma Gianluca Costantini non è un nostro dipendente." 

 

Non ero un loro dipendente, ma ero un loro collaboratore.



L’editor di CNN Sport con cui lavoravo mi disse che fino a che non avesse parlato di persona con il suo capo non avrei potuto più lavorare con loro. Il 9 novembre mi scrisse: "Non potremo usare di nuovo i tuoi disegni. C'è molta preoccupazione per la reputazione della CNN. Mi dispiace, perché è stato fantastico lavorare con te. Cordiali saluti”


Questa è stata la mia risposta:

 

caro X,

Sono davvero dispiaciuto per quello che è successo e in particolare per averti esposto in questo guaio. Mi dispiace ma sono anche un po’ arrabbiato per la decisione di CNN, perché la trovo davvero ingiusta. Non sono mai stato attaccato da nessuna organizzazione ebraica per il mio lavoro, ho molto spesso lavorato per i diritti della comunità ebraica, del passato e del presente. E trovo che sia ingiusto abbandonarmi, anche se sono un libero professionista, solo perché una singola persona, la cui identità non è chiara, ha attaccato un disegno fatto 3 anni fa, che fuori dal contesto storico potrebbe essere frainteso. Forse è stato un errore inserire nel mio profilo che lavoro per lo sport CNN, ma in Italia lo facciamo in questo modo, non significa che sei un dipendente fisso.

Quindi, non voglio annoiarti, è solo per chiarire la mia posizione, è stato un vero piacere lavorare con voi e penso che questa collaborazione sia stata affascinante e anche molto sperimentale. Spero di vederti un giorno e bere qualcosa insieme!

Ciao Gianluca


Non mi sento in colpa per i miei disegni perché sono convinto che in loro non esiste razzismo, antisemitismo o pregiudizio, ma solo critiche contro un governo. Tuttavia è un fatto che è facile colpire con questa accusa infangante collaboratori freelance, o anche giornalisti dipendenti, perché si fa leva su la sottile ipocrisia della reputazione: che sia vera o meno un'accusa non conta, conta quello che “si dice sulla rete”. 

 

Gianluca Costantini, 17 luglio 2019