Auto da fé | Tre capitoli visivi - a cura di Elettra Stamboulis



 

  • Cosa accadrà

Per tre giorni durante gli orari di apertura al pubblico l'artista sarà presente all'interno de Lo Steri per un'azione di disegno in diretta. Il pubblico potrà osservarlo lavorare in diretta, interagire con lui, porgli domande mentre lavora al tavolo da disegno, come ogni giorno.

 

Ispirata all'unico romanzo di Elias Canetti, premio nobel del 1981, la performance di disegno creerà due opere: una fisica, consistente nella mostra che si farà in itinere nelle tre giornate di disegno e che al termine rimarrà in esposizione. Saranno i ritratti, ma non solo, dei prigionieri per reati di opinione che Costantini segue giornalmente nelle campagne che realizza autonomamente o in collaborazione con le associazioni, le famiglie, gli enti con cui collabora. Lo spazio del Palazzo, la ricerca di Pitré e le parole di Sciascia hanno infatti profondamente colpito l'artista, che insieme alla curatrice, hanno pensato ad un progetto che partisse da uno spazio rimosso, riscoperto e carico di sofferenza, per parlare del presente. 


La mostra sarà divisa in tre capitoli: Testa senza mondo / Mondo senza testa / Il mondo nella testa. Accanto ad ogni immagine una citazione tratta dal romanzo decontestualizzerà l'immagine stessa, creando una narrazione a sé stante.

Riprendendo la scansione del romanzo realizzato negli anni immediatamente precedenti all'ascesa di Hitler, Costantini si interroga sul ruolo dell'intellettuale e dell'artista in relazione con il suo tempo.

Accanto all'opera fisica, appositamente creata per Lo Steri, l'artista creerà un flusso di informazione / diffusione / azione con i ritratti realizzati su Twitter e gli altri Social. Su Twitter in particolare l'artista è seguito da più di 60.000 utenti, sostanzialmente interessati a livello globale alla tematica dei diritti umani. Il disegno diventerà così, come in tutti gli ultimi lavori di Costantini, non solo feticcio e oggetto d'arte, ma denuncia e strumento di attivazione. Voce per coloro che non ce l'hanno, portando i muri delle celle de Lo Steri, di tutti gli Steri ancora esistenti sul pianeta, fuori dalle anguste celle in cui le persone sono rinchiuse. Che è di fatto quello che tutti i disegni presenti nel Palazzo chiedono. 


Auto da fé

Tre capitoli visivi

di Elettra Stamboulis

 

L'artista e attivista visivo Gianluca Costantini propone una performance artistica di tre giorni negli spazi de Lo Steri – Palazzo Chiaramonte.

Come è noto, il palazzo è stato il luogo di detenzione e azione del Tribunale dell'Inquisizione fino al 1782, quando il viceré Caracciolo lo chiuse clamorosamente, dandone notizia al suo amico D'Alembert: furono bruciati tutti i documenti lì contenuti, ma la sua storia è stata ricostruita grazie all'archivio nazionale spagnolo, che conserva la corrispondenza tra il tribunale palermitano e la Suprema e generale Inquisizione. Ma non è sull'intento inquisitorio, che è latente in modo nuovo nel contesto contemporaneo, che si concentra l'azione artistica di Costantini, ma sull'evocazione di un altro atto di pentimento / tradimento, memoriale e unico, quello dell'unico romanzo di Elias Canetti, Auto da fé. I titoli delle tre giornate riprendono appunto i titoli dei tre capitoli del romanzo bandito dai nazisti negli anni che termina con il rogo dei libri, tanto amati dal protagonista che tenta invano di non farsi toccare dal mondo. Il quesito, a cui non si darà certo una risposta univoca, interroga l'artista nel suo complesso: è possibile vivere in tempi in bilico rinchiusi nel proprio studio, dedicandosi unicamente alla propria estrema ricerca? Possiamo tenere il mondo, l'etica, fuori dalla nostra azione?



Capitolo 1

Testa senza mondo

 

La prossimità digitale della biblioteca del mondo ha portato ad una sorta di isolamento dal mondo? La figura del sinologo al centro del romanzo di Canetti vive avvolto nella propria biblioteca e nella propria religione della memoria: rifiuta ogni approdo alla vita e al presente. Non rappresenta solo una delle mirabili figure profetiche della grande letteratura tra le due guerre, ma anche una strana premonizione di qualcosa che sicuramente Canetti ancora non poteva vedere se non con gli occhiali dell’evocazioni.

Partendo da questa rilettura del romanzo, rielaborando i segni che malgrado gli scempi, ancora ci testimoniano la sofferenza e il dolore di un presente continuo senza speranza vissuto dai detenuti del Tribunale del Sant’Uffizio nel Palazzo Chiaramonte, Costantini utilizzerà il disegno, lo stesso medium che malgrado le privazioni riuscirono ad usare gli obbligati del penitenziario, per esplorare, rappresentare e stimolare la riflessione sulla nostra “Testa senza mondo” in epoca digitale. Un’epoca in cui il mondo e la sua geografia sembra accessibile, ma solo in apparenza.

La prima fase di lavoro sarà costituita dalla ricerca: chi sono i detenuti, i carcerati di oggi senza voce? Che significa oggi disegnare chi è incarcerato? L’artista farà una chiamata virtuale attraverso la rete per raccogliere i soggetti e le storie che poi saranno realizzati.



Capitolo 2

Mondo senza testa

 

Le figure rappresentate sui muri de Lo Steri hanno scopi diversi: testimonianza, preghiera, anatema. Tutte indistintamente ci mettono di fronte alla separatezza che la detenzione produce: un silenzio di vita che sembra riacquistare suono solo grazie al segno grafico. Oggi questo silenzio non è cambiato e il disegno può continuare a costituire uno strumento di rumore: Costantini disegnerà per tre giorni in diverse sessioni, come del resto fa ogni giorno da anni, i volti, le parole, le storie degli innumerevoli detenuti e detenute ingiustamente nelle prigioni del mondo. Palazzo Chiaromonte diventerà per tre giorni un altoparlante visivo. Le storie e le parole di chi è detenuto ingiustamente risuoneranno attraverso il profilo Twitter dell’artista, seguito da 60.000 persone, ma saranno anche oggetti visibili e presenti in una mostra che si creerà in diretta. Un solitario disegnatore, detenuto volontariamente nello spazio oggi rimodulato, che raccoglie come un’antenna le voci di coloro a cui è stata tolta la voce e la tramuta in disegno, riconsegnandola a tutti e permettendone la diffusione.



Capitolo 3

Il mondo nella testa

 

Se l’opera d’arte è nel flusso, nella percezione, nella sua esistenza temporale, ma anche nella sua eticità, l’opera finale sarà effettivamente non tanto o non solo il disegno realizzato, ma l’iterazione in rete, le storie che si creano grazie all’attivismo artistico. Gli scambi con i familiari o le associazioni che sostengono una causa e le loro vite. Un mondo nella testa di qualcun altro, che in fondo non è più un individuo, ma un luogo virtuale di relazioni. Alla fine della performance di tre giorni, la mostra si comporrà anche della testimonianza delle condivisioni, dei messaggi ricevuti, degli scambi intercorsi. 

 

Curated by Elettra Stamboulis