2011 > GIUDA. Geographical Institute
of Unconventional Drawing Arts

February 5th | March 27th 
Spazio Meme, Carpi (Italy)


 

Inaugurazione 5 febbraio 2011 ore 19.00

exhibit soundtrack:

Aerogram live set

5 febbraio - 27 marzo 2011

Spazio Meme: Via G. Bruno 4, Carpi (MO)

Orari:
tutti i giorni dalle 17 alle 20
ad esclusione del martedì,
sabato anche la mattina dalle 9.30 alle 13


Comunicato

Giuda, acronimo di Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts, è una rivista che si nutre ugualmente di nostalgia, cartografia ed immagini disegnate.
Giuda indaga il tradimento delle immagini. Lo fa usando il disegno in forma intensiva, cartografando il dicibile e il rappresentabile. Si pone come uno spazio programmato di ricerca visiva e di estetica. Insegue i luoghi sulle cartine, sapendo che la mappa non è il territorio, ma è una sua rappresentazione, e che a partire dalla cartografia si stabilisce il nostro posto sul mondo e lo spazio che a livello simbolico occupiamo. Nella rivista tutto è disegnato, dall'editoriale alle pubblicità.
Giuda è una dichiarazione d’amore per il fumetto: il fumetto come password della storia, come link all’immaginario globale, come chiave interpretativa assoluta del mondo visto e pensato.
È una rivista da collezione, che non concede sconti all'epoca delle veline editoriali. Ha una vocazione decadente e romantica.
Concorrono alla sua realizzazione un gruppo avanguardistico di disegnatori.
Oltre a Gianluca Costantini, ideatore e instancabile sperimentatore della nona arte, Armin Barducci, il collettivo spagnolo El Cubri, Ciro Fanelli, Angelo Mennillo, Rocco Lombardi, Robert Rebotti -jacklamotta, Alice Socal. Collaborano inoltre Marco Lobietti e Elettra Stamboulis.

 

Collegamenti

http://www.spaziomeme.org
http://www.giudaedizioni.it


Febbraio 2011

Tratte dal secondo numero di Giuda le tavole in mostra tracciano un percorso biografico e sentimentale della Confraternita dei Preraffaelliti, il gruppo di pittori e letterati riunitosi a Londra nel 1848.
Nel racconto corale dal titolo “Un sogno preraffaellita” i disegnatori di Giuda rievocano e reinterpretano il linguaggio e lo stile dei preraffaelliti come a sottolineare un'affinità di intenti con il gruppo di artisti inglesi del diciannovesimo secolo; così come i Preraffaelliti rifiutavano l'accademismo ottocentesco proponendo una nuova idea dell'arte, così Giuda rifiuta le convenzioni del fumetto abbracciando la via dell'avanguardia e della sperimentazione grafica.
La sfida di Giuda consiste nell'evitare il realismo descrittivo della narrazione a fumetti privilegiando invece una forma di racconto suggestivo che accosta elementi decorativi e figurativi, in cui disegno e parole si fondono in un unico flusso visivo, in cui è comunque riconoscibile lo stile ed il tratto personale di ogni singolo autore.
Gli spettrali ritratti iconici o grottescamente deformati dei preraffaelliti e dei loro miti appaiono e scompaiono dalle tavole - dense di bianchi e neri graffiati e contrastati, di matrice espressionista e dalle linee grafiche essenziali - dando vita a una stratificazione complessa di voci dettate a volte dalla mente dei disegnatori, a volte rubate dalla bocca dei protagonisti.
I seguaci della Confraternita si svelano in una visione onirica rilevandoci ossessioni, passioni, riflessioni artistico-filosofiche intrise di romanticismo e decadentismo.
Per i disegnatori di Giuda il fumetto è la base di partenza da cui esplorare nuovi territori grafici, mischiando differenti tecniche artistiche e trasformando le tavole in immagini leggibili anche singolarmente, affascinanti esperimenti di ricerca sul [di]segno, dove la vignetta si tramuta in quadro ed il racconto diventa poesia visiva.

Filippo Bergonzini e Francesca Pergreffi


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