La Turchia ride | Ancona


 

LA TURCHIA RIDE
Ramize ERER - Mehmet ÇAGÇAG - Tuncay AKGÜN - Güneri IÇOGLU
8 -16 Settembre 2007 Mole Vanvitelliana - Ancona
A cura di: Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini
Collaboratori: Viola Giacometti, Barbara Colombo, Linda Landi, Leonardo Guardigli, Tania Pavirani
Traduzioni: Aylin Attar | Ideazione grafica: Gianluca Costantini


Catalogo



Autori in mostra


Ramize Erer è nata nel 1963. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Istanbul, ma ha cominciato a realizzare fumetti già dalle Scuole Superiori. Il suo primo fumetto è stato pubblicato sulla più prestigiosa rivista di comics turca ovvero GirGir! e, insieme ad altre fumettiste donne, ha creato una striscia a fumetti chiamata Senza baffi. Il suo personaggio Partner Nadide è stato all’inizio pubblicato sulla rivista, fondata da lei e da altri amici, Hibir, nata dopo che avevano deciso di chiudere GirGir!. Più tardi ha cominciato a disegnare per molte riviste, tra cui la rivista femminista Paravfesi e Leman. Per dieci anni ha disegnato la striscia giornaliera per uno dei principali quotidiani turchi, Radikal. Il titolo della striscia era Dangerous liaisons e veniva disegnato dal lunedì al venerdì, mentre sabato e domenica usciva la striscia chiamata Cattiva ragazza. I libri a fumetti da lei pubblicati includono Senza baffi, Partner Nadide, Dangerous liaisons, Cattiva ragazza e Matrimoni. Quest’ultimo raccoglie una serie di strisce ironiche e disincantate sui matrimoni turchi, laici e non: una sorta di spaccato sociale dell’odierna turchia osservata dal punto di vista della camera da letto. Ramize Erer è sposata con Tuncay Akgin, anch’egli fumettista e fondatore della rivista Le man. Vivono ad Istanbul.

 

Güneri Içoglu è nato nel 1965. Da bambino, ha cominciato a disegnare fumetti come allievo di Ouz Aral, fondatore della famosa rivista GirGir. Ha lavorato in numerose riviste tra cui Girgir, Firt, Limon, Leman, Lemanyak.
È stato incarcerato nel 1989: uno dei suoi fumetti è stato considerato “un insulto per la tradizione turca” ed è stato condannato a dieci mesi di prigione. Dopo un mese è stato rilasciato grazie ad un’amnistia generale. Al momento è un disegnatore e scrittore fisso di Leman. In questo periodo il suo personaggio più noto è Gönül Adam? e Dumur. Il suo personaggio Gönül Adami è un musicista classico turco ed un suonatore di strumenti musicali mistici tradizionali: egli rimpiange tutto ciò che è passato e cerca continuamente nella modernità tracce di retrò. Gli fa da spalla l’amico francese Jean Pierre, che lo prende continuamente in giro per questa sua inguaribile nostalgia. È di fatto un alter ego dell’autore, che oltre a disegnare, suona e canta anche canzoni tradizionali greche e turche.

Mehmet ÇaGçaG co – fondatore della rivista LeMan, è la vera anima editoriale di questa importante realtà turca. Considerato lui stesso un personaggio della cultura critica della Turchia, segue da vicino tutti i progetti (quattro riviste editate, una serie di libri, un bar caffè a due piani nell’antica Pera…e molte altre cose) senza perdere mai la bussola. Il suo personaggio più famoso è Kozalak: è un tassista ignorante, rude, volgare, tanto da diventare a volte aggressivo. Viene da un villaggio e insiste nel vivere in città seguendo le sue regole. La sua vita è immorale, ma lui al contrario è molto moralista. Difatti ha una ragazza, ?ehriye che porta il capo coperto dal velo e con la quale è molto moralista, ma ha anche un amante travestito, Fethi. Ogni settimana ha un’avventura differente e rappresenta tutto quanto Mehmet non ama nel suo Paese. È ovviamente un personaggio molto divertente.

Tuncay Akgun è uno dei fondatori della rivista Le man. Di carattere schivo, non ama stare sotto i riflettori e continua la sua vita lenta di quartiere frequentando assiduamente il “cafenion”: questo aspetto del suo carattere, si riflette nel suo personaggio più famoso, Bezgin Bekir, che è sempre seduto o steso sui cuscini con i suoi gatti e il suo narghilé. È un buontempone, un conforto per chi si sente vinto dalla velocità dei nostri tempi. È anche un attivista e un intellettuale, elemento che non emerge dalle parole, ma dalle azioni del personaggio. “Bezgin Bekir” è un personaggio paradigmatico, diventato oggi un aggettivo nel linguaggio parlato per descrivere un certo tipo di persone. Tuncay è stato considerato persona non grata durante gli anni della giunta militare, in cui è vissuto senza passaporto in semi clandestinità.


Video intervista



Introduzione


Nel nostro immaginario la Turchia è un Paese in cui si portano ostinatamente i baffi, si fuma liberamente il narghilé, la mattina ti sveglia il muezzin e il caffè ha un fondo denso che per noi diventa un problema quando lo beviamo velocemente come un espresso… La Turchia ha però molte facce, molte identità e una storia fatta di molti incontri. Incontri tra culture, lingue, etnie diverse.
Il nostro incontro ha avuto luogo, come spesso accade, in un bazar, quello di Bursa. Vagando tra le bancarelle di piccola oggettistica e spezie ci siamo imbattuti in un venditore di libri usati, una delle nostre passioni, anche se non conosciamo neanche una parola di turco. E oh! Sorpresa! In mezzo a tante copertine decorate, spiccavano moltissimi fumetti. Ma non riviste di fumetti con personaggi tradotti, per bambini o ragazzini che amano l’avventura, come succede da noi. Riviste che si capiva erano per adulti, con scene evidentemente hard: la forza comunicativa del disegno sta proprio in questo. Anche se non capivamo le parole, era chiarissimo qual era l’impostazione generale di queste storie. Parlavano della contemporaneità, della vita di tutti i giorni, satireggiando e ironizzando su tutto, senza paura. Ne abbiamo comprate dieci, costavano 50 centesimi l’una. Il giorno dopo abbiamo scritto alla redazione, dicendo che ci sarebbe piaciuto conoscere gli autori. E così è stato.
Leman è una rivista che esce dal 1985 anni in Turchia ogni settimana: si tratta di un fenomeno editoriale inesplorato in Europa. Nessuno dei nostri amici amanti del fumetto lo conosceva, e questo la dice lunga sulla distanza che ancora ci separa da questo Paese che aspira ad entrare in Europa. Ogni settimana Leman analizza e critica e ironizza quanto avviene a livello politico e sociale nel Paese. L’avventura di Leman ha costituito il seguito della rivista storica Girgir, il cui animatore Oguz Aral è morto 2 anni fa. Questo disegnatore è considerato il maestro sia da Mehmet ÇaGçaG che dall’altro co – fondatore Tuncay Akgün, ma è un maestro un po’ per tutti coloro che hanno spirito critico nel Paese della mezzaluna. Oltre a Leman, il gruppo edita anche libri che raccolgono le strisce dei personaggi fissi della rivista, stampano altre due riviste (una mensile sempre solo a fumetti e un mensile di politica con articoli e foto), gestiscono un café che si trova vicino alla centrale piazza Taksim e hanno anche il tempo di perdere tempo bevendo thé nel locale sotto gli uffici della redazione. A volte penso che siano clonati.
È molto divertente osservare chi legge Leman per strada o sul tram: innanzitutto chi lo compra lo mette bene in vista. È come una sorta di passaporto identitario. Per leggerlo lo spiega davanti a sé come un lenzuolo, così anche i vicini possono dargli un’occhiata. E ovviamente ride. Non con la risata a squarciagola, ma con la risata dell’intelligenza. Inoltre la buona educazione prevede che, se finisce di leggerlo prima di scendere dal mezzo, lo lasci sul sedile, così qualcun altro lo potrà leggere.
Questa pratica di lasciare le copie sulle panchine, nei bar, sugli autobus, è molto comune: tanto che le copie lette sono stimate essere molto di più di quelle vendute. E comunque le copie distribuite sono 100.000, con una media di venduto di 50/60.000 copie. Certo, l’epoca di Girgir che vendeva 500.000 copie è finita, spazzata via dalla velocità di Internet.
Ma è anche vero che questa rivista era molto più soft di Leman, doveva piacere a tutti, e quindi la satira in un certo senso si autocensurava. Inoltre era molto legata all’opposizione alla giunta militare: finita la giunta, sembrava che fosse finita la sua ragion d’essere, mentre Leman è critica non solo contro i fascismi, ma anche verso gli islamici radicali, i taboo, le feudalità, la cultura della conservazione…
L’impianto è molto caricaturista. I personaggi rappresentano una sintesi eccessiva della società turca: il militante lento e sempre a riposo Bekir, il rivoltante tassista Kozalak, non sono altro che macchiette di personaggi effettivamente esistenti. Difatti i nomi dei personaggi a fumetti sono diventati
aggettivi utilizzati in modo popolare per definire un certo modo di essere e di comportarsi.
LeMan è anche una fucina per le nuove leve: l’ultima pagina è sempre dedicata agli autori in erba e alle vignette dei lettori. La redazione riceve proposte anche dai villaggi sperduti dell’Anatolia, e questo è molto importante per comprendere quanto la rivista è trasversale socialmente nel Paese.
Recentemente Tayyip Erdogan, il Primo Ministro turco, ha avviato un azione legale contro il direttore della rivista in cui chiede 26.000 euro di risarcimento per la sua caricatura.
Ma il mondo del disegno turco è ormai allenato al boicottaggio e alle aule dei tribunali: Tuncay è vissuto come fuggitivo per 15 anni, mentre Guneri è stato imprigionato per il suo lavoro. Il potere non ama mai che si rida di lui ed attua le tattiche che meglio conosce per emarginare la critica. Nell’occidente “civilizzato” si usa l’arma della morte commerciale, in Turchia dove l’autoritarismo è più a briglia sciolta, si usa l’arma legale, in Paesi come l’Algeria dove c’era una guerra civile si usava l’estinzione fisica, l’omicidio.
I disegnatori algerini sopravvissuti sono quelli espatriati in Francia.
L’importante è sapere che nel Paese dei muezzin e del caffè turco, c’è chi ancora resiste, usando l’intelligenza e la matita, per raccontare una versione della realtà che non è quella edulcorata dei canali del potere. Scusate se è poco.

 

Elettra Stamboulis