no border, Esposizione 2006

 

 

"blu ericailcane Inguine.net Paper Resistance"

a cura di Serena Simoni 

 

20-22 gennaio2006, Santa Marida delle Croci,
MAR Museo della città di Ravenna

 

Artisti in mostra:

blu, Ericailcane, Inguine.net, Paper Resistance

 

no border #5>2005/06
Progetto a cura: Maria Rita Bentini, Serena Simoni, Claudio Spadoni

 

Impaginazione: [mu]design


Bli, ericaicane, inguine.net, Peper Resistance

di Serena Simoni

Pubblicato sul catalogo “no border #5>2005/06”

22 ottobre 2005> 22 gennaio 2006

MAR Museo della città di Ravenna, Santa Maria delle Croci

 

Convinciamo alla funzione automatica. Siamo un sistema circolatorio dominato dalla pelle.

Dal Manifesto fondativo di Inguine.net

 

Definito come "malattia della rete", “localizzazione anatomica", "organismo", lnguine.net nasce nel 2001 da un gruppo di quattro persone - Gianluca Costantini, Marco Lobietti, Alessandro Micheli e Vanni Brusadin - che hanno dato vita ad un sito web, a cui è seguita nel 2003 la creazione della rivista "InguineMAH!gazine". Cuore pulsante è il sito che lancia i progetti in rete a cui collaborano in via temporanea o continuativa persone dislocate in varie parti del mondo per contributi legati fondamentalmente al fumetto e all'illustrazione. Nel contesto di piena crisi di questi linguaggi - almeno per quanto riguarda l'Italia, dove esiste un monopolio detenuto dal sistema delle riviste commerciali - Inguine cerca di rilanciare I'attenzione su queste esperienze e opera secondo una prospettiva di progettazione e di promozione del lavoro di chi si mette in cordata, garantendo la visibilità di tutti sul sito e al tempo stesso selezionando i progetti al momento delle uscite nel mondo reale.

1. Inguine.net, copertine della rivista, "InguineMAH!gazine" nn. 3,4,5,7
2. Paper Resistance, Todos adelante, 2004, Bologna, sticker .  Only Sheeps, 2004, Bologna, sticker - Astroman, 2004, Bologna, Sticker

3. Allegra Corbo, Keep smiling, da "inguineMAH!gazine", n.7, anno III, 2005

La scelta del nome non è accidentale: nonostante la partenza sulla rete, il gruppo ha fin dall’inizio espresso il desiderio di una carnalità bassa, materiale, scegliendo l'incursione nei luoghi del reale per evitare la marginalità che rischiano i siti frequentati solo dagli addetti ai lavori. Per questo motivo è nata la rivista quadrimestrale che riproduce

nelle modalità di partecipazione le stesse caratteristiche di flessibilità, apertura e joint-action proprie del sito.

Da questa breve presentazione risultano chiare che alcune caratteristiche di Inguine sono comuni ad altre esperienze rintracciabili in rete e nel mondo dell'arte. Fra queste, la pratica delle contaminazioni fra linguaggi espressivi diversi: convinto come lo erano gli avanguardisti che non esistono limiti alle possibilità eversive dei linguaggi, il gruppo ospita sessioni musicali e vj-set, realizza fumetti su carta, elaborazioni al computer, DVD, videoanimazioni, uscendo dalla virtualità in occasione di mostre, performance disegnative, incontri, in collaborazione con singoli, enti o associazioni non necessariamente legati al mondo dei fumetti, né al panorama underground. Contaminazioni sempre, comunque, che si esprimono anche nei luoghi delle incursioni,

che vanno da quelli istituzionali ai centri sociali: la Biennale dei Giovani artisti del Mediterraneo o l'Open Space di Milano, gli spazi autogestiti del Leoncavallo di Milano o il Museo d'Arte contemporanea di Sassari. Si tratta talvolta di partecipazioni estemporanee, magari nel contesto di festival o rassegne nazionali, in cui si punta alla presentazione di tavole e alla messa in scena del corpo e della mano del disegnatore.

Altro elemento evidente è la base auto-organizzattiva, un fenomeno che coinvolge trasversalmente piani creativi diversi. In questa direzione vanno ad esempio l'esperienza di Designradar - comunità aperta composta da illustratori, grafici o esperti delIa digital art, che hanno in comune la passione per il webdesign e l'arte in genere - o quella del gruppo

Oreste, uno dei primi a rendere visibili in rete artisti e progetti sul territorio italiano, le esperienze partono dal basso, generalmente da persone che già si conoscono e si frequentano, per allargarsi grazie alla rete, mantenendo flessibilità e libertà di partecipazione. L'esperienza rizomatica può dar luce ad alleanze stabili o collaborazioni temporanee che rendono il frutto di nuovi contatti, reimmessi in altri progetti o mostre.

1. Renée French, da "InguineMAH!gazine" n.4, anno II, 2004

2. Paper Resistance, Elettro, 2005

L’elasticità e l'allargamento della rete con i suoi punti nodali, predefiniti e selezionati, è I'immagine che riassume la modalità di relazione del gruppo e del lavoro di Inguine.

Dall'esperienza collettiva che sta alla base del fenomeno emerge un'azione partecipata, aperta a tutti coloro vogliano misurarsi. Il progetto lanciato in rete già di per sé seleziona chi conosce il linguaggio (del fumetto e del web), chi ha un minimo di esperienza e comprende il merito del tema proposto. La difficoltà di sposare partecipazione allarga-

ta e qualità è un tentativo già sperimentato con successo nel progetto "Deus lrae" (2003) - dedicato a Philip K. Dick - o in quelli dedicati ai fumettisti Joe Sacco e Marjane Satrapi. Per tutti i progetti è stato chiesto ai partecipanti di inviare illustrazioni o animazioni a tema, secondo una modalità aperta praticata sempre più diffusamente anche da gruppi come Multiplicity, che nella fase iniziale del progetto internazionale Border-Device(s) aprì un sito a libera partecipazione in cui si chiedeva a fotografi, artisti, film e videomakers di contribuire dando Ia loro percezione di confine/barriera/limite in un tragitto predefinito e politicamente caldo. Come in questo cosi alcuni progetti di Inguine sono strettamente legati all'attualità e alla politica: "Kufia. 100 disegnatori per la Palestina" (2004) o "No War in lraq. Piccolo network contro la guerra" (2002) hanno il pregio di scegliere una posizione, rinunciando all'idea che I'arte debba necessariamente vivere in un empireo

pressurizzato.

La stessa posizione impegnata è condivisa da Paper Resistance, fumettista e co-fondatore del gruppo lnguine. La maggior parte del suo lavoro fin dagli inizi si indirizza al fumetto, ma come in passato ha elaborato lavori autonomi a medie dimensioni che potevano considerarsi vere e proprie opere, recentemente si è impegnato in collaborazione con altri (minimalab e Manfred Regen) alla realizzazione di un corto di animazione, "Bio.Hazardus". Assieme all'attività principe del fumetto, la sua "resistenza

cartacea" si materializza in una serie di operazioni semi anonime nel tessuto della città: è sufficiente uno dei muri sotto ai portici di Bologna o un palo della luce, a cui affidare un volantino o uno sticker a piccole dimensioni. Si tratta di un'immagine sintetica, accompagnata spesso da un breve messaggio scritto a chiaro contenuto politico e sociale, che mira a provocare una riflessione nei passanti. La sua incisività e l'ironia complessiva dell'insieme immagine/testo risultano più forti dei numerosi messaggi

graffiti lasciati a raccontare i dissensi della massa. La realizzazione della serie a tavole singole intitolaIa The Sticker Collection, pubblicata parzialmente in "InguineMAH!gazine", esposta in alcune mostre o presentata in testi autonomi, ha un inizio ma non una fine, in quanto è diventata quasi una modalità espressiva di Paper, nonostante alcune differenze

stilistiche che si sono alternate nel tempo. Si tratta di una selezione di ritratti di personaggi maschili e femminili presi dal mondo internazionale della musica, della politica e dello spettacolo. Tutti presentano la caratteristica di un segno al tratto che semplifica le figure, con enormi campiture in b/n, assenza chiaroscurale e di profondità; il fondo - spesso irregimentato da un elemento emblematico che viene ripetuto (un proiettile per Ulrike Meinhof, spille per Penelope Huston, stelline per Phil Spector) - crea un immediato collegamento al mezzobusto. Le icone non hanno i tratti distintivi particolari: Paper Resistance lavora per eliminazioni progressive di occhi, bocche, nasi, raggiungendo l'effetto di privare Ia persona dello spessore vitale. A rafforzare l'idea è la particolare cura nella scelta dell'immagine di partenza, quella fotografica più diffusa dai mass-media e maggiormente sedimentata nell’immaginario collettivo. Ma la detrazione del quid vitale del personaggio iconico, in virtù del fatto che si tratta per lo più di personaggi marginali, irriducibili alla quiete pubblica, come lan Mackaye, Phil Spector, G.G. Allin, o Ayat Akras - prima donna-bomba palestinese -, Ulrike Meinhof - terrorista forse suicida degli anni '70 -, Rosa Parks - che compie il primo gesto di resistenza che mette in crisi l'apartheid negli Stati Uniti, svolge un effetto opposto nel sistema tritacarne dei mass-media, provocando un effetto dì ampliamento di memoria e della portata simbolica dell'esperienza selezionata.

Blu ed ericailcane vivono simultaneamente come soggetti creativi separati, lavorando ìn autonomia l'uno dall'altro, e allo stesso tempo insieme costituiscono un gruppo non formalizzalo, da quando si sono incontrati a Bologna all'apertura del nuovo millennio.

Nonostante stili espressivi diversi e riferimenti che attingono a immaginari solo contigui, condividono non solo un'ammirazione reciproca che li porta ad eseguire interventi e installazioni a quattro mani, ma anche scelte di mezzi. dal disegno al writing, dal-l'installazione all'intervento murale, al video, animazioni e vj-set. La passione per I'arte di strada, preferibilmente non autorizzata, li ha portati ad eseguire interventi di grandi dimensioni soprattutto su muri esterni, in Italia e all'estero, evidenziando un immaginario inquietante, costituito da mostri, ibridi fra umanità e bestie, alieni ed esseri meccanomorfi,

che infastidisce a tal punto da ottenere alcune volte l'intervento della censura come al festival graffiti "Icone" di Modena (2004). Partendo sempre dal disegno, unica traccia che rimane dei loro lavori, destinati all'usura e alla perdita, viene dato luce ad un repertorio di paure e allucinazioni che vivono nel profondo del contemporaneo, delle contraddizioni

più evidenti o al contrario nascoste della modernità. Blu, passato da un graffitismo più articolato e volumetrico degli anni precedenti allo stile attuale, più secco e incisivo, mantiene sulle grandi dimensioni dei muri la stessa delicata efferatezza delle tavole e dei video (questi ultimi realizzati anche in gruppo con gli OKNO): in uno stile apparentemente giocoso, fatto di segni semplificati e colorati, illustra incubi e mondi-matrix quotidiani, in cui sesso, violenza, denaro, macchine, senso della morte e del potere, incombono in modo ordinario, facendo dell’essere umano un insignificante e fragile ammasso cellula-

re, che può essere schiacciato assieme alle sue costruzioni da un enorme dito calato improvvisamente dall'alto.

Il bestiario realizzato da ericailcane possiede riferimenti sofisticati, che vanno dalla tradizione illustrativa ottocentesca, a quella dei libri d'infanzia e ad un immaginario di provenienza surrealista, che si concretizza grazie ad un eclettismo di mezzi: vengono utilizzati in modo indifferenziato lastre di zinco o plexiglass inchiostrate, puntasecca ed acquaforte, disegni, modellazione di plastilina, tatuaggi, writings e animazioni tradizionali al computer. Gli animali che si materializzano sembrano possedere sentimenti del tutto umani, un'impressione confermata sia dalle scelte stilistiche che rimandano crudelmente al mondo infantile, sia dall’individuazione dei contesti delle microstorie narrate. Un mondo animale inutilmente innocente, sottoposto ad interferenze umane ed esperimenti da dottor Mendele, che riflette in modo non del tutto paradossale gli incubi contemporanei.