Je suis Afrin! su Il bene Comune


Abdullah Öcalan, il leader curdo che il suo popolo chiama amorevolmente “Apo”, padre buono, è nato ad Omerli, nel Kurdistan turco, il 4 aprile del 1948. Nel 1971, in seguito ad un golpe militare lasciò la facoltà di scienze politiche che frequentava all’Università di Ankara e si arruolò nel servizio civile a Diyarbakir. Nel 1978 fondò il PKK (partito curdo dei lavoratori) e nel 1984 intraprese la lotta armata contro la Turchia, l’Iran e l’Iraq, con l’obiettivo di creare uno Stato indipendente per il suo popolo diviso e assoggettato all’indomani della prima guerra mondiale.

 

Dal 1998 i rapporti fra Siria e Turchia si fecero tesi perché quest’ultima costruì una serie di dighe per imbrigliare l’acqua del fiume Eufrate e la Siria, nonostante avesse visto di buon occhio la nascita del PKK, per non far deflagrare i rapporti con la potente Turchia confinante, intimò ad Ocalan di lasciare il suo territorio, dov’era rifugiato.

 

Da allora per il leader curdo cominciò un’odissea per farsi concedere l’asilo politico; riparò prima in Russia da dove fu espulso dopo pochi giorni e il 12 novembre 1998 arrivò a Roma, accompagnato dal deputato di Rifondazione Comunista Ramon Mantovani, che aveva avuto assicurazione dal Governo D’Alema che il presidente curdo sarebbe stato accolto nel nostro Paese. Continua