Gianluca Costantini al Festival del Giornalismo Culturale - 2017

Disegnare un festival:  la redazione del Festival del Giornalismo Culturale mi ha chiesto di andare in giro per Urbino, Pesaro e Fano con il mio quaderno, e raccontare gli incontri, le persone e la città attraverso il disegno. Non sentitevi spiati, mi raccomando, al massimo sarete solo ritratti! 

 

La manifestazione, organizzata dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino e dall’Università di Urbino Carlo Bo-DISCUI, snoderà i suoi eventi dal 12 al 15 di ottobre tra Urbino, Fano e, da questa edizione, Pesaro. Ancora più numerose che in passato le collaborazioni e le mediapartnership strette con i maggiori organi di informazione nazionali, a testimonianza di un lavoro, quello condotto dai direttori Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, che indaga in profondità i nessi tra comunicazione, informazione, territorio e contemporaneità. Come in “Esercizi di stile” di Queneau, il Festival ha l'ambizione di trovare i mille e più modi efficaci per raccontare la più grande ricchezza italiana, quella artistico-culturale.

“Patrimonio culturale. Una Storia, 1000 modi per raccontarla” è il titolo scelto per l'edizione 2017, che si muoverà in particolare tra due filoni narrativi strettamente interconnessi. Il primo riguarda ovviamente il patrimonio culturale e i modi in cui il giornalismo può veicolarne valori, concetti e, più semplicemente, informazioni. Un’immensa ricchezza insita nell’essenza stessa dell’identità italiana da promuovere con strumenti giornalistici idonei.

Il secondo punta invece l'attenzione sulle strade che l'affermazione e la costante evoluzione della rete impongono al giornalismo culturale contemporaneo.

Dopo la tradizionale lectio magistralis inaugurale nel Salone del Trono di Palazzo Ducale di Urbino, il Festival si sposterà a Pesaro tra il Centro Arti Visive Pescheria, il Teatro Rossini e la Biblioteca San Giovanni e a Fano tra il Teatro della Fortuna, la Sala Verdi, Palazzo Bambini e la Mediateca Montanari.

Tra eventi, incontri e dibattiti sulle nuove frontiere del giornalismo culturale e sulla comunicazione del patrimonio si potrà tracciare una linea continua che, affondando le radici nelle edizioni passate, conduce direttamente al futuro.