Cena gramsciana post-digitale

di Matteo Stefanelli da Fumettologicamente

 

Centoventi anni fa nasceva Antonio Gramsci. Ce lo ricorda un fumetto tratto da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci, il cui co-autore Roberto Rampi scrive: Sul finire del secolo scorso, però, la figura di Antonio Gramsci ha rappresentato anche una delle più singolari operazioni di rimozione collettiva. Un segno così denso di significati, come è per il Novecento il segno |Antonio Gramsci|, è anche la vicenda di un significato smarrito: infatti se fuori dall’Italia Gramsci è un pensatore e un filosofo (della politica, del costume, in ogni caso un filosofo tout court), nel suo Paese Gramsci è stato classificato, sul piano storico, della comunicazione e dell’immaginario collettivo, principalmente come un politico e soprattutto come un martire del fascismo, morto per le conseguenze di un’ingiusta e dura detenzione. Un martire e quindi una figura che si staglia, che diventa, inevitabilmente, bidimensionale. Continua

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Comments: 1
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