La vita a fumetti di Julian Assange appartiene a tutti | 19 agosto 2011

di Luca Raffaelli da il Venerdì di Repubblica n.1222

ESCE UNA BIOGRAFIA A STRISCE DEL FONDATORE DI WIKILEAKS CON UNA NOTA (D'OBBLIGO): CHIUNQUE E' LIBERO DI DIFFONDERE IL CONTENUTO DEL LIBRO

"Essere un hacker vuol dire interrogare continuamente il grado di libertà che la società è in grado di esprimere": così disse Julian Assange nel 1994 quando venne interrogato al Tribunale di Melbourne, Australia, a proposito della sua attività di pirata del web. Prima, molto prima che il suo volto finisse sulle pagine dei giornali di tutto il mondo. Ma è questo il momento centrale del libro a fumetti Julian Assange & Wikileaks, scritto da Dario Morgante e disegnato da Gianluca Costantini (BeccoGiallo, in uscita il 24 agosto).

In queste pagine il ritratto di Assange si forma come in un quadro impressionista attraverso scene della sua vita, che non sono montate in ordine cronologico. Perchè un pensiero adulto può trovare la sua corrispondenza in un pensiero avuto da bambino, e il senso di certe azioni può essere ricercato in esperienze, visioni, traumi del passato. Per esempio: la fine del matrimonio di Assange, dopo l'arresto del '91, potrebbe trovare origine nei continui spostamenti a cui lo costringeva la madre, insieme con suo fratello, per sfuggire a un padre psicopatico? O è stato quel continuo cambiare indirizzi e identità a fornirgli una visione così audace e irrequieta della libertà? Se lo chiedono gli autori, in queste pagine, e se lo chiede lo stesso Assange.

Ma qui non ci sono solo fatti. C'è anche la poetica dell'Assange ribelle, un Don Chisciotte che si batte contro il potere e la sua ipocrisia, forse inconsapevole delle conseguenze delle sue azioni, ma in grado di spiegarne con chiarezza il senso.

D'altra parte non va applaudito chi ha il coraggio di mettere a nudo il Re? Morgante e Costantini, raccontando le gesta del capo di Wikileaks, appoggiano le sue tesi con convinzione, ma anche con una certa malinconia (alcune tavole non narrano nulla, sono solo piene di nuvole o del nero della notte).

Nel ibro, una nota invita a condividere la conoscenza e lascia la libertà di diffondere i contenuti del volume (Attraverso le licenze Creative Commons); nel stile di Assange.


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