Testi Elettra Stamboulis Disegni Gianluca Costantini
Di Gramsci non rimangono neanche le ceneri? Un giovane studente, alle prese con la difficile vita del fuori sede, diventa interlocutore di due personaggi fantastici, allucinatori, che scompongono una storia d’ordinaria università in un viaggio alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Antonio Gramsci, oggetto di studio, ma anche alter ego immaginario del protagonista. Nato da uno spettacolo teatrale, “Cena con Gramsci“ interroga il lettore proprio sulla permanenza e sulla possibilità dell’attualità dell’intellettuale sardo.
Insieme a Pasolini, Gramsci è l’intellettuale del novecento più studiato e citato, nel mondo. Eppure la sua vicenda politica e personale lo ha storicamente bandito proprio in Italia: qui l’identificazione con il PCI lo ha reso prima un soggetto “scomodo” e troppo di parte, poi l’ha fatto scomparire dagli scaffali insieme allo scioglimento del partito comunista.
IDEATORI DEL PROGETTO
Roberto Rampi: laureato in filosofia teoretica è un operatore culturale e uomo politico. Si occupa di valorizzazione dei beni culturali, comunicazione e formazione.
Marta Galli: laureata in lettere moderne con indirizzo teatrale, si occupa di ideazione, produzione e comunicazione di progetti culturali e teatrali.
“L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica”
Antonio Gramsci
ven
09
nov
2012
5° Cena Itinerante, San Martino nel "Distretto A", Faenza
Domenica 11 novembre, in collaborazione con Associazione Mirada e Io Bevo Romagnolo.
IL FUMETTO NEL DISTRETTO
Ore 18.30 c/o Osteria della Shisa
Via G.M. Emiliani, 4/A (N°5 Mappa)
Associazione MIRADA presenta
A Cena con Gramsci una chiacchierata con gli autori Gianluca Costantini, Elettra Stamboulis e lo scrittore Michele Marziani.
Tutta la sera dell'11 novembre al The Senegal Boys, Via Sarti, 8
Le elezioni del Senegal a fumetti in mostra
gio
13
set
2012
'Caso' editoriale in un anno di crisi del settore. Riuscitissimo esperimento di Becco Giallo, casa editrice di successo attenta a nuove forme e formati di proposta dell'oggetto libro. Il graphic novel più recensito, e con toni entusiastici, della stagione 2011-2012.
Cena con Gramsci è la riuscita prova di due artisti che perseguono assieme, da più di un decennio, una ricerca autoriale e curatoriale attorno alle più diverse declinazioni politiche del linguaggio fumettistico.
Elettra Stamboulis, poetessa, saggista e curatrice, ha regolato i ritmi e il racconto, distillando, dallo spettacolo teatrale cui il fumetto è ispirato, una narrazione sospesa tra
prosa e lirica, ironia e riflessione, gioco e approfondimento.
Gianluca Costantini, da sempre fedele al predicato realista per cui "ogni libro ha bisogno di uno stile particolare", ha mescolato il linearismo pop dei comics, sempre
calibrato sulla sofisticata tradizione calligrafica che scorre nelle sue vene di ravennate doc, con rivisitazioni collagistiche di foto d'epoca, in molti casi esposte alla recente
mostra itinerante dedicata alla storia del PCI.
Il risultato è stato elogiato dalle principali testate nazionali per l'originalità artistica e l'ottimo risultato narrativo: Cena con Gramsci "mescola il tratto grafico d'avanguardia con collage di fotografie storiche" (Renato Pallavicini, "L'Unità"); "si distingue per un eclettico mix di stili e tecniche narrative" ("Panorama"); rappresenta un modello di "raffinata unità estetica, ideale, narrativa" (Silvano Mezzavilla, "Il Mattino").
Primo dei tre eventi proposti dalla Galleria Miomao ai propri collezionisti per festeggiare il traguardo dei cinque anni di attività, la mostra Gramsci è un invito a riscoprire, con l'aiuto dei due artisti, l'attualità di Gramsci pensatore, al di là di schieramenti partitici o letture bidimensionali. E di avvicinarsi, ancora una volta, alla geniale maestria eclettica di Gianluca Costantini, artista che con la Galleria Miomao ha realizzato diverse prestigiose mostre monografiche (Sangue in Algeria, Perugia, 2008; Salon du dessin contemporain, Parigi, 2009).
In occasione del vernissage, Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini converseranno con noi sul libro: la ricerca a esso sottesa, l'incursione nell'universo, storico e filosofico, di Gramsci, l'esplorazione dell'immaginario dell'intellettuale sardo.
La mostra, organizzata in collaborazione con l'editrice Becco Giallo, è il primo evento della programmazione Miomao_Jubilee, che la Galleria Miomao propone nell'autunno 2012.
La mostra
quando 15 settembre-11 ottobre 2012
vernissage sabato 15 settembre, dalle ore 18.30 in apertura, una chiacchierata informale con gli artisti sul “loro” Gramsci
orari martedì-sabato, 15-19 altri orari su appuntamento
dove Galleria Miomao via Podiani, 19-21 - Perugia
info e press Maria Cristina Maiocchi info@miomao.net tel. (0039) 347 7831708
sito web www.miomao.net
dom
17
giu
2012
Domenica 17 giugno 2012
Ore 19.00 – Graphic Journalism
CENA CON GRAMSCI
Un viaggio a fumetti alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Antonio Gramsci.
Incontro con gli autori
Elettra Stamboulis sceneggiatura
Gianluca Costantini disegni
Festa Provinciale Sinistra Ecologia Libertà
Cremona Ostello Parco al PO Via del Sale
www.selcremona.it
ven
01
giu
2012
Cena con Gramsci
Presentazione del romanzo grafico di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini
Venerdì 1 giugno ore 21.oo
presso Bottega Mondo Alegre, Corso Plebiscito 77, Vasto
(di fronte al teatro Rossetti)
Interverranno: Lino Salvatorelli, Sante Cianci, Marco Marra
Saranno presenti gli autori
mar
22
mag
2012
Fermo immagine | Gianluca Costantini a Cena con… Gramsci
di Francesca Di Giorgio , da Espoarte anno XIII, Estate 2012 www.espoarte.net
Costantini incontra Gramsci… dove?
Lo incontra sulla carta… Prima lo conosceva solo di vista. La sua faccia ipnotica mi aveva sempre affascinato, ma mi era lontano come pensiero. In questo momento invece Gramsci è attualissimo e
contemporaneo. Una ispirazione.
Dal segno (personale) al disegno (collettivo)…
Credo di aver raggiunto un non-stile ormai. In ogni libro che faccio lo stile varia e cambia, indossa il vestito della storia. Per “Cena con Gramsci” sono serviti due vestiti, per immaginare le
due storie parallele: il presente e il passato.
Parole in libertà ma dal glossario gramsciano…
Nel fumetto le parole, possono, essere libere. Slegate da un legame dalle immagini ma comunque unite come fratelli siamesi. Il fumetto può far parte del glossario gramsciano.
“La verità è sempre rivoluzionaria”. Per questo disegni fumetti?
“Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione” Antonio Gramsci.
Il fumetto è l’arte più rivoluzionaria e romantica del nuovo millennio, il disegno può manifestare idee sulla carta.
gio
29
mar
2012
di Massimiliano Panarari
da La Stampa, giovedì 15 marzo 2012
Comunismo a fumetti. Chissà cosa avrebbero pensato gli austeri e intransigenti agit prop dell’ideologia (o, come usa dire da qualche tempo a questa parte, narrazione…) che più
ha segnato il Secolo breve, del fatto di vedersi raffigurati attraverso il linguaggio delle strisce e delle nuvole parlanti.
E, così, accanto all’albo su Castro di Reinhard Kleist appena uscito per i tipi di Black Velvet, e dopo aver già fatto uscire Que viva el Che Guevara, la casa editrice Becco Giallo
– ormai specializzata in graphic novel sulla politica e l’attualità – pubblica Cena con Gramsci (pp. 128 15 euro), riduzione a fumetti di uno spettacolo teatrale di Davide Olmi, sceneggiata da
Elettra Stamboulis e disegnata da Gianluca Costantini. Un vero e proprio progetto culturale (e, ca va sans dire, pedagogico) ideato da Roberto Rampi e Marta Galli con l’obiettivo di
far conoscere il pensiero dell’intellettuale italiano del Novecento più tradotto del pianeta, rendendo Gramsci “pop”, come scrive nella prefazione Beppe Vacca. Sotto il cielo severo della Torino
contemporanea, uno studente fuorisede, con il suo iPod d’ordinanza, intreccia un fitto dialogo con due personaggi immaginari che lo illuminano sull’attualità delle dottrine del filosofo
incarcerato da Mussolini (e “sterilizzato” da Togliatti). A contemplare il graphic novel multidisciplinare ci pensa poi l’appendice finale con un glossario dei concetti fondamentali del
pensatore, compilato dai principali gramsciologi italiani (da Nicola Badaloni a Umberto Cerroni e Aldo Tortorella).
Il segno dei tempi… E, d’altronde, a ben pensarci, chi meglio di uno dei teorici più originali e fuori dalle righe del marxismo, e inventore della categoria di egemonia culturale, potrebbe
apprezzare un linguaggio nuovo e un prodotto simbolico che vuole agire sui cuori e sulle menti delle giovani generazioni per appassionare alle sue tesi?
ven
02
mar
2012
Alla ricerca della cultura nazional-popolare, Antonio Gramsci s’imbatte due sole volte (e di sfuggita) nel nome di Emilio Salgari. Lo cita nel Quaderno 3 (XX), accennando a una “questione
Salgari” che vedeva contrapposto lo scrittore veronese a Giulio Verne (Quaderni dal carcere, pagg. 295 e 321 dell’Edizione critica dell’Istituto Gramsci, a cura di Valentino Geratana, Einaudi
2007). Eppure è nota l’attenzione di Gramsci per la letteratura popolare, e i suoi giudizi su Dumas, Conan Doyle, Wallace, Chesterton, Kipling. Che non l’avesse mai letto è improbabile,
certamente impossibile che l’avesse incontrato: Emilio Salgari muore suicida, facendo harakiri in un bosco sopra Torino, il 25 aprile del 1911; e Antonio Gramsci arriva dalla Sardegna a Torino,
per iscriversi all’Università, nell’autunno di quell’anno.
L’impossibile incontro avverrà invece a Bologna, in occasione del Festival del Fumetto BilBolbul (dal 1 al 4 marzo), con due graphic novel che verranno presentati in questi
giorni: Cena con Gramsci di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini (Beccogiallo, pp. 128, euro 15); e Sweet Salgari di Paolo
Bacilieri (Coconino Press – Fandango pp.160, euro 17,50). Ci voleva un “medium” nazionalpopolare come il fumetto per compiere il miracolo. Due libri diversi, accomunati però da un rinnovato
interesse per le radici culturali del nostro Paese e per due protagonisti che, da posizioni differenti e distanti, con strumenti diversi hanno contribuito a costruire un’idea e una pratica di
cultura nazionale e popolare.
A ragione Giuseppe Vacca, nell’introduzione di A cena con Gramsci, sottolinea come “traducibilità e combinazione dei linguaggi sono un tratto distintivo del
pensiero di Gramsci”. E il libro nasce proprio da una felice commistione di linguaggi: da un testo teatrale di Davide Daolmi, da un progetto di Roberto Rampi fino al fumetto scritto da Elettra
Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini. Jacopo è un giovane studente che arriva a Torino per un dottorato in filosofia che ha al centro il pensiero di Gramsci. Il racconto delle sue
difficoltà quotidiane s’intreccia con episodi e tappe della vita del pensatore e politico, fondatore del Partito Comunista, nonché di questo giornale. Il graphic novel mescola un tratto grafico
d’avanguardia con collage di fotografie storiche e coinvolge nel racconto un altro intellettuale cardine della nostra cultura come Pasolini (con i suo struggenti versi de Le
ceneri di Gramsci). Ma la serietà del tutto non rinuncia a una dose di autoironia verso un certo tipo di cultura giovanile, quando il protagonista, alla voce fantasmatica che gli cita
l’Ordine Nuovo, risponde: “Io conosco solo i New Order (una celebre band inglese, ndr)… non faccio parte di quella generazione. E anche i New Order sono vecchi”.
gio
01
mar
2012
Anteprima del fumetto di “Cena con Gramsci” sul numero di marzo di E il mensile.
Insieme a Pasolini, Gramsci è l’intellettuale italiano del Novecento più studiato e citato al mondo. Eppure, la sua vicenda politica e personale lo ha bandito proprio nel nostro Paese, rendendolo un soggetto scomodo, emarginato. Tratto dall’omonimo testo teatrale di Davide Daolmi, Cena con Gramsci, segue in presa diretta le avventure di un giovane studente italiano, interlocutore di due personaggi fantastici e allucinatori, capaci di trasformare una storia di ordinaria vita universitaria in un tuffo nelle radici e nel senso delle parole di Gramsci.
Come sempre le nostre rubriche, il controeditoriale di Gino Strada, le pagine di Emergency, le segnalazioni culturali, il fumetto (dedicato a Gramsci) e il racconto, stavolta firmato da Carlo D’Amicis. www.eilmensile.it
gio
01
mar
2012
Presentazione del libro Cena con Gramsci con Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis
Interviene Renato Pallavicini
Nato da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci si interroga sull’attualità del pensiero di Antonio Gramsci, che insieme a Pasolini è l’intellettuale del Novecento più studiato e citato nel
mondo. Gli autori Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis discutono del grande filosofo e politico sardo con Renato Pallavicini.
info libro: http://www.graphicjournalism.org/cena-con-gramsci-graphic-novel
all’interno del programma del Festival Bilbolbul di Bologna
gio
01
mar
2012
L’Unità, giovedì 1 marzo 2002
Gramsci a fumetti così le immagini narrano il suo pensiero di Federico Mascagni
Sabato alla libreria delle Moline la presentazione dell’originale volume di Costantini e Stamboulis
Gianluca Costantini è un disegnatore ravennate attivo dai primi anni Novanta. Ha sempre avuto un rapporto di forte attrazione per la storia, osservandola spesso da angolazioni particolari, a volte dal buco della serratura. Stilisticamente ha tentato, soprattutto attraverso la sua rivista Giuda, vie narrative sperimentali, affidando le tavole di una stessa storia ad autori differenti, creando effetti di paricolare forza espressiva. Questa volta si è cimentato con Antonio Gramsci e sabato alle 15 presenterà il suo Cena con Gramsci alla libreria della Moline di Bologna.
“Da tempo, io e la scrittrice e sceneggiatrice Elettra Stamboulis cercavamo di realizzare un fumetto dedicato ad Antonio Gramsci, ma la materia non era certamente facile da
affrontare” racconta Costantini. “L’ispirazione giunse attraverso i contatti con la casa editrice Beccogiallo, specializzata nella realizzazione di fumetti legati a fatti di cronaca. Ci
segnalarono la volontà dell’associazione Artevox di trasportare sulle tavole un loro spettacolo teatrale”. Si tratta di Cena con Gramsci, portato in scena dall’associazione nel 2007. “L’autore
della plèce ci diede carta bianca per quanto riguardava la revisione in forma fumettistica”, racconta Costantini. L’intero volume, un compendio del pensiero gramsciano, è stato curato dalla
stessa associazione Artevox in collaborazione con Giuseppe Vacca, presidente dell’Istituto Gramsci di Roma. Il fumetto è preceduto da due introduzioni e una postfazione intitolata “Glossario
gramsciao” dove è possibile leggere alcune dell pagine più significative sul pensiero del filosofo e politico sardo. Ci sono articoli di Alto Tortorella, Giuseppe Petronio, Umberto Cerroni e una
cronistoria della vita del filosofo.
Conscio dell’importanza della cultura popolare anche attraverso la letteratura d’appendice, forse Antonio Gramsci avrebbe apprezzato la diffuzione del suo pensiero con il fumetto, ci si
chiede, “E’ probabile – risponde Costantini – anche se allora il problema da superare era soprattutto quello dell’istruzione di base”. I due autori di fumetto, ispirati dal canovaccio dello
spettacolo teatrale, raccontano di un giovane studente universitario che, in una Torino attuale, scopre che una tesi universitaria su Gramsci non è abbastanza. Si tratta di mettere in pratica le
idee del filosofo, quella “prassi umana” che, rispetto a Marx, Gramsci vedeva come comprensiva non solo del lavoro ma anche di tutte le attività che si oggettivano nei rapporti sociali, nelle
istituzioni, nei bisogni, nella scienza, nell’arte. “Questo percorso del giovane, che avviene attraverso un episodio di conciliazione fra persone in litigio fra loro, è rappresentato graficamente
in modo radicalmente semplice rispetto al mio stile”. Conclude Costantini: “Adesso faccio scorrere parallelamente alcuni episodi e immagini della vita di Gramsci, illustrati attraverso un
processo complesso di colorazione di immagini fotografiche – spiega . Il mio obiettivo è di rendere attuali e colorate le foto impolverate in bianco e nero, cioè la storia, e semplificare
l’attualità per quello che è. Spero possa essere un modo efficace per avvicinare anche i più giovani a questo importante filosofo”.
mer
08
feb
2012
di Silvano Mezzavilla da Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi
Nel maggio del 2007, al Teatro della Cooperativa di Milano, andò in scena una pièce del drammaturgo Davide Daolmi intitolata “Cena con Gramsci”.
Ricorreva, allora, il settantesimo anniversario della morte del filosofo sardo e la commedia, invece di esaurirsi in una cerimonia commemorativa, trovò la chiave del successo narrando una
storia dei giorni nostri - ovvero le vicissitudini di uno studente in procinto di laurearsi all’università di Torino - e da ciò traendo spunto per evocare, seppure in filigrana, la vita di
Antonio Gramsci e ribadire, senza enfasi, la straordinaria attualità delle sue idee.
Recentemente, “Cena con Gramsci” è tornata all’attenzione del pubblico, ma non nella sua forma originale, bensì come fumetto, per l’occasione nobilitato dall’espressione americana di
graphic novel.
Del nuovo adattamento sono autori Elettra Stramboulis, che ha sfrondato la trama di Daolmi e concentrato il ritmo della sceneggiatura sulla recitazione dei caratteri principali, e Gianluca
Costantini, artista ravennate, da sempre militante nel versante dell’avanguardia e della divulgazione culturale.
“Da tempo, progettavo di realizzare un fumetto su Gramsci – ci racconta – in quanto è un personaggio inopinatamente dimenticato. Il suo nome e il suo volto sono ridotti a icone, per altro
sbiadite, del PCI. Invece, oltre che dirigente politico, è stato uno dei massimi intellettuali del secolo scorso, conosciuto e studiato di tutto il mondo. Per questo pensavo a un libro rivolto ai
lettori dai 14 anni in su, in modo di riaccendere nel nostro Paese l’attenzione sulla sua figura e sul suo lavoro”.
L’occasione per concretizzare questo intento gli è stata fornita dall’editrice Becco Giallo, con la quale già in precedenza aveva collaborato, disegnando l’instant book “Julian Assange,
dall′etica Hacker a Wikileaks”.
Ora, dunque, invece che sull’assito di un teatro, la vicenda di “Cena con Gramsci” si dipana sul palcoscenico delle vignette, disposte nelle settantanove tavole a colori di un libro (euro
15) da pochi giorni in circolazione.
Due, diverse, ma amalgamate in modo di determinare una raffinata unità estetica, ideale e narrativa, le cifre espressive utilizzate da Costantini: una, quando in scena recitano i personaggi
di invenzione, ha la spigliatezza grafica di un cartoon, l’altra è pittorica e interviene per assegnare intense velature cromatiche alle immagini di Torino e della sua università, all’inizio del
secolo scorso, e alle fotografie dei personaggi storici: Gramsci, sua madre, la cognata Tatiana Schucht, il giovane Togliatti e Pasolini, assorto a leggere le parole incise sulla tomba del
filosofo e che servirono come titolo per il suo poema “Le ceneri di Gramsci”.
mer
25
gen
2012
di Carmine di Cicco da Manga Forever
La contaminazione di diversi stili e linguaggi visivi operata dal disegnatore Gianluca Costantini e affiancata ai testi di Elettra Stamboulis, che ha ridotto in nuvole un testo destinato al teatro, hanno dato vita ad un’accoppiata vincente.
Dai disegni appena accennati alle foto modificate, dai cartonati a realizzazioni che ricordano il cubismo, lo sfondo grafico sul quale si innesta la rievocazione di Gramsci e della sua attualità, con l’alternanza tra il passato del filosofo e politico sardo e il presente dello studente che vuol realizzare un lavoro su di lui, passando per interferenze pasoliniane, è il fiore all’occhiello di questa nuova opera di Becco Giallo.
dom
22
gen
2012
di Matteo Stefanelli da Fumettologicamente
Centoventi anni fa nasceva Antonio Gramsci. Ce lo ricorda un fumetto tratto da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci, il cui co-autore Roberto Rampi
scrive: Sul finire del secolo scorso, però, la figura di Antonio Gramsci ha rappresentato anche una delle più singolari operazioni di rimozione collettiva. Un segno così denso di
significati, come è per il Novecento il segno |Antonio Gramsci|, è anche la vicenda di un significato smarrito: infatti se fuori dall’Italia Gramsci è un pensatore e un filosofo (della politica,
del costume, in ogni caso un filosofo tout court), nel suo Paese Gramsci è stato classificato, sul piano storico, della comunicazione e dell’immaginario collettivo, principalmente come un
politico e soprattutto come un martire del fascismo, morto per le conseguenze di un’ingiusta e dura detenzione. Un martire e quindi una figura che si staglia, che diventa, inevitabilmente,
bidimensionale. Continua
gio
12
gen
2012
di Nicola Dagostino da Panorama http://blog.panorama.it
Dopo l’anteprima natalizia in forma digitale è approdata in libreria anche la versione stampata di un nuovo volume edito da Becco Giallo e dedicato all’intellettuale e politico sardo. “Cena con Gramsci” è un ironico e ispirato adattamento a fumetti di una piece teatrale omonima. Continua
mar
10
gen
2012
In occasione dell’uscita del libro “Cena con Gramsci” scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da me, cercherò di approfondire in questo blog la la vita e il pensiero di Gramsci. Continuiamo oggi con una lettera di Gramsci indirizzata alla moglie, tratto da “Lettere dal carcere” curato da Paolo Spriano edito da Einaudi nel 2009.
Mia carissima Julca,
Ricordi una delle tue ultime lettere? (Era almeno l’ultima lettera che io ho ricevuto a letto). Mi scrivevi che noi due siamo ancora abbastanza giovani per poter sperare di vedere insieme
crescere i nostri bambini. Occorre che tu ora ricordi fortemente questo, che tu ci pensi fortemente ogni volta che pensi a me e mi associ ai bambini. Io sono sicuro che tu sarai forte e
coraggiosa, come sempre sei stata. Dovrai esserlo ancora di più che nel passato, perchè i bambini cresano bene e siamo in tutto degni di te. Ho pensato molto, molto, in questi giorni. Ho cercato
di immaginare come si svolgerà tutta la nostra vita avvenire, perchè rimarrò certamente a lungo senza vostre notizie; e ho ripensato al passato, traendone ragione di forza e di fiducia infinita.
Io sono e sarò forte; ti voglio, tanto bene e voglio rivedere e vedere i nostri piccoli bambini. Mi preoccupa un po’ la questione materiale: potrà il tuo lavoro bastare a tutto? Penso che non
sarebbe né meno degno di noi né troppo, domandare un po’ d’aiuti. Vorrei convincerti di ciò, perché tu mi dia retta e ti rivolga ai miei amici. Sarei più tranquillo e più forte, sapendoti al
riparo da ogni brutta evenienza. Le mie respoonsabilità di genitore serio mi tormentano ancora, come vedi.
Carissima mia, non vorrei in modo alcuno turbarti: sono un po’ stanco, perché dormo pochissimo, e non riesco perciò a scrivere tutto ciò che vorrei e come vorrei. Voglio farti senitire forte
forte tutto il mio amore e la mia fiducia. Abbraccia tutti di casa tua; ti stringo con la più grande tenerezza insieme coi bambini.
e anche l’intervista che è stata fatta a me ed Elettra Stamboulis e pubblicata sul Corriere Romagna a cura di Michele Tosi che potete leggere qui
ven
06
gen
2012
In occasione dell’uscita del libro “Cena con Gramsci” scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da me, cercherò di approfondire in questo blog la la vita e il pensiero di Gramsci. Continuiamo oggi con un pezzo tratto dal libro “Gramsci e il suo tempo” curato da Cesare Colombo e da Francesca Occhipinti ed edito da Longanesi & C. nel 1977.
1891/1911 Una difficile adolescenza | Quinta parte
La Famiglia Gransci si differenzia economicamente e socialmente rispetto alla media. Francesco Gramsci, figlio di un colonnello dei carabinieri di origine greco-albanese, giunge in Sardegna da Gaeta nel 1881, A Ghilarza, dove è direttore dell’ufficio del registro, conosce Peppina Marcias appartenente a una famiglia della piccola borghesia locale. Si sposano nel 1883 e l’anno successivo nasce il primo figlio Gennaro; vengono poi Grazietta, Emma, Antonio, Mario, Teresina, Carlo. Salvo brevi trasferimenti ad Ales e a Sorgono per motivi di lavoro, Francesco Gramsci con la famiglia risiede a Ghilarza. La loro vita scorre tranquilla e relativamente agiata. Unica preoccupazione la poca salute di Nino – così chiamato in casa Antonio - e la malformazione fisica, che i familiari mettono in rapporto con la caduta del bambino, all’età di circa tre anni dalle braccia di una domestica. La conseguente difficoltà a partecipare ai giochi violenti e movimentati dei coetanei rende Nino riservato e solitario, ma non chiuso al rapporto con gli altri.
Nino frequenta la scuola elementare a Ghilarza. La madre lo segue negli studi. Le scriverà il 15 giugno 1931 dal carcere: “Sai cosa mi è tornato alla memoria? Proprio mi è riapparso chiaramente il ricordo quando ero in prima o in seconda elementare e tu mi correggevi i compiti: ricordo perfettamente che non riuscivo mai a ricordare che ‘uccello’ si scrive con due c e questo errore tu me lo hai corretto almeno dieci volte. Dunque si ci hai aiutato a imparare a scrivere (e prima ci avevi insegnato molte poesie a memoria; io ricordo ancoraRataplan e l’altra ‘Lungo i clivi della Loira – che qual nastro argentato – corre via per cento miglia – un bel suolo avventurato’) è giusto che uno di noi ti serva da mano per scrivere quando non sei abbastanza forte [allusione al fatto che la madre dovesse farsi aiutare dai familiari per scrivere le lettere]. Scommetto che il ricordo di Rataplan e della canzone della Loira ti faranno sorridere”.
Nel 1898, però, l’esistenza serena della famiglia Gramsci è sconvolta dall’arresto del capofamiglia a seguito di una denuncia, maturata in un clima di rivalità politiche di provincia, per
irregolarità amministrative in atti d’ufficio. Sottoposto a processo nel 1900, Francesco Gramsci è condannato a 5 anni, 8 mesi, 22 gioni. Per la famiglia inizia così un periodo di ristrettezze e
sacrifici; Gennario, il maggiore dei fratelli, comincia a lavorare, mentre agli altri si cerca di nascondere la detenzione del padre (Nino, che lo verrà a sapere da estranei, e sarà sconvolto e
in età adulta scriverà in termini severi contro l’abitudine di nascondere certe verità ai ragazzi, sia pure in buona fede).
In quegli anni Nino frequenta con profitto la scuola elementare di Ghilarza, ma al termine è costretto a interrompere gli studi e a cercare un’occupazione per contribuire al mantenimento della
numerosa famiglia. Lavora al catasto dieci ore al gionro più la domenica mattina, estenuandosi a trasportare grossi registri che gli lasciano indolenzito tutto il corpo. Verso la fine del 1905,
dopo il ritorno del padre dal carcere, Antonio – che non ha mai smesso di studiare per conto proprio nonostante le difficoltà – può iscriversi alla terza ginnasio a Santulussurgiu, un paese a 18
km da Ghilarza. E’ una scuola comunale “molto scalcinata”, dove spesso mancano gli insegnanti. Antonio vive a Santulussurgiu per tutta la settimana, pensionante in una casa poco accogliente e
tranquilla, per nulla adatta allo studio; al sabato torna a Ghilarza. E’ in questo periodo che comincia a leggere opuscoli di ispirazione socialista che Gennario, militante a Torino , invia a
casa.
Al figlio Giuliano, Gramsci ricorderà così la sua esperienza scolastica: “Il sistema di scuola che io ho seguito era molto arretrato; inoltre la quasi totalità dei miei condiscepoli non sapeva parlare l’italiano che molto male e stentatamente e ciò mi metteva in condizione di superiorità, perchè il maestro doveva tener conto della media degli allievi e il saper parlare correttamente l’italiano era già una circostanza che facilitava molte cose”.
Nel 1908 prende la licenza ginnasiale a Oristano. Nell’autunno dello stesso anno si iscrive al liceo Dettori di Cagliari, dove si trasferisce con Gennaro che in città trova impiego come contabile. Gennaro, che già da un po’ di tempo si è avvicinato al socialismo, con le sue idee e le sue letture influisce sulla formazione di Nino. A ciò si aggiungono le nuove sollecitazione che l’ambiente cittadino offre, mentre la Sardegna tutta conosce anni di intensi fermente sociali.
Nino non prova interesse solo per lo studio, ma si applica con gusto anche alle attività pratiche. Racconta la sorella Teresina: “Io facevo delle bambole di canna che rivestivo con piccoli pezzi di stoffa colorata, Nino faceva barche, velieri, o dei buffi uccellini col pennacchio in testa. Poi organizzavamo delle lotterie. Ogni pezzo aveva un numero e tutti i ragazzi del vicinato, figli di proprietari benestanti, venivano a tentare la fortuna. Invece dei soldi ci davano una mela o una pera a bigliettto. A casa c’era sempre molto appetito; potevamo disporre della minestra e del pane, ma la frutta per noi era un lusso. In questo modo ce la procuravamo ed era una festa poterne avere tanta da mangiarne fino a saziarci. Le sue capacità manuali si esternavano anche in altri modi. Aveva bisogno di fare esercizi fisici, ma gli mancavano gli attrezzi necessari. Con Mario, l’altro fratello, portarono nel nostro piccolo giardino delle grosse pietre e con un lavoro paziente e preciso le scolpirono fino a ricavarne due palle rotonde, quasi perfettamente levigate, e di peso uguale. Le unirono con un’ansia e le usavano come manubru: “La deformità gli impediva di partecipare a certi nostri giochi. I ragazzi, ora e sempre, lottano, si sfiatano: i nostri giochi preferiti erano prove di valentia fisica e di resistenza, e lui, Nino, al più poteva starsene a guardare. Veniva di raro, per questo, con noi. In genere rimaneva in casa, occupato a leggere, a disegnare figure colorate [...]“.
Cagliari è una piccola città culturalmente vivace; funzionano due teatri, alcuni cinema e circoli con sale da concerto e per conferenze. vi si pubblicano tre quotidiani: l’Unione Sarda,
sulle posizioni dell’onorevole Cocco Ortu, notabile locale più volte deputato; Il paese, di tendenze radicali; il Corriere dell’isola, clericale.
Raffa Garzia, direttore dell’Unione Sarda e professore di lettere al liceo, ha modo di apprezzare le qualità intellettuali dell’allievo Gramsci e ne diventa amico. Nell’estate 1910 gli
affida per il giornale l’incarico di corrispondente da Aidomaggiore, un paese vicino a Ghilarza. Il 26 luglio compare il primo pezzo giornalistico di Antonio: una breve ma arguta cronaca sullo
svolgimento delle elezioni locali.
L’anno seguente Antonio conclude brillantemente gli studi liceali. In ottobre parte per Torino per concorrere a una borsa di studio del Collegio Carlo Alberto che gli permetta di proseguire
gli studi all’univeristà.
Renato Figari, compagno di Antonio al liceo, ricorda: “Dopo un iniziale periodo di disorientamento, Gramsci si era inserito molto bene nella vita scolastica. Anche se, secondo me, sentiva il peso della sua minoranza fisica. E poi le sue condizioni economiche non gli consentivano certo di vivere come la maggioranza di noi, suoi compagni di scuola, che provenivano tutti da famiglie relativamente agiate. A volte partecipava ai nostri scherzi; a teatro quando c’era da fischiare si esibiva fischiando alla maniera dei pastori sari e bisognava sentirlo perchè era veramente singolare [...] Abitava in una poverissima pensione di via Principe Amedeo e più tardi in un’altra, se possibile ancora più squallida, del corso Vittorio Emanuele: stanzette umide e buie dove riuscire a vivere e a studiare era un miracolo che solo la sua forza di volontà poteva compiere. L’ho sempre visto, estate e inverno, con la stessa giacca a quadretti, misera e consunta; non ha mai posseduto i soldi per acquistare un cappotto. Non amaca la passeggiata, ma qualche volta riuscivamo a convincerlo e allora interveniva nelle nostre conversazioni con osservazioni acute sul carattere dei cagliaritani, sui loro usi e costumi, sulle loro qualità e i loro difetti. Leggeva moltissimo”.
Io avevo spiccatissime tendenze per le scienze esatte e per la matematica, da ragazzo. Le ho perdute durante gli studi ginnasiali, perchè non ho avuto insegnanti che valessero un poco più di un fico secco. Così dopo il 1° anno di liceo, non ho più studiato matematica, ma ho invece scelto il greco (allora era opzionale); però in 3° anno di liceo ho dimostrato improvvisamente di aver conservato una ‘capacità’ notevole. Succedeva allora che in 3° anno di liceo bisognava, per studiare la fisica, conoscere gli elementi di matematica che gli alunni che avevano optato per il greco, non avevano l’obbligo di sapere. Il professore di fisica, che era molto distinto, si divertiva un mondo a metterci in imbarazzo. Nell’ultimo interrogatorio del 3° trimestre, mi propose delle questioni di fisica legate alla matematica, dicemndomi che dalla esposizione che ne avrei fatto sarebbe dipesa la media annuale e quindi il passaggio di licenza con o senza esame: si divertiva molto a vedermi alla lavagna, dove mi lasciò tutto il tempo che volli. Ebbene, rimasi quasi mezz’ora alla lavagna, mi imbiancai di gesso dai capelli alle scarpe, tentai, ritentai,scrissi, cancellai, ma finalmente ‘inventai’ una dimostrazione che fu accolta dal professore come ottima, quantunque non esistesse in nessun trattato. Questo professore conosceva mio fratello maggiore a Cagliari, e mi tormentò con le sue risate ancora per tutto il tempo della scuola: mi chiamava il fisico grecizzante” (Antonio Gramsci)
Cena con Gramsci
Testo Elettra Stamboulis
Disegni Gianluca Costantini
Collezione Biografie
128 pagine, brossura, colori
15.00 euro
www.beccogiallo.org
mer
04
gen
2012
di Nicola Dagostino da Comics Blog.it
Un giovane studente, alle prese con la difficile vita del fuori sede, diventa interlocutore di due personaggi fantastici, allucinatori, che scompongono una storia d’ordinaria università in un viaggio alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Antonio Gramsci. È questo il canovaccio su cui si muove Cena con Gramsci, scritto da Elettra Stamboulis e disegnato con tratto eclettico da Gianluca Costantini, tra le altre cose anche organizzatori delfestival fumettistico Komikazen.
Cena con Gramsci non è ancora arrivato nelle librerie ma sino al 6 gennaio è possibile acquistarlo a pochi euro in una versione digitale: l’opera ha infatti inaugurato un’interessante iniziativa natalizia di Becco Giallo in collaborazione con BookRepublic, il quotidiano L’Unità e ReadMeLibri.
Ho contattato Gianluca Costantini per parlare con lui del volume e della sua realizzazione. Continua
ven
30
dic
2011
di Michele Tosi da Il Corriere Romagna
MILANO. Sempre guardando al fumetto di realtà come ad un altro modo di guardare la storia, da dentro, di fissare protagonisti, luoghi, eventi in quadri di parole e immagini, Gianluca Costantini (autore delle tavole) e di Elettra Stamboulis per i testi, sono gli autori di Cena con Gramsci, tratto dall'omonimo testo teatrale di Davide Olmi, in uscita a gennaio per le Edizioni Becco Giallo. Il volume è stato presentato dai due autori ravennati nei giorni scorso alla Santeria milanese, con la parteciapazione del curatore Roberto Rampi, di Valentina La Terza, Davide Facchini, e letture teatrali a cura di Marta Galli. Di Antonio Gramsci non rimangono neanche le ceneri? Un giovane studente, alle prese con la difficile vita del fuori sede, diventa interlocutore di due personaggi fantastici, allucinatori, che scompongono una storia d'ordinaria università in un viaggio alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Gramsci, oggetto di studio, ma anche alter ego immaginario del protagonista. Nato da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci interroga il lettore proprio sulla permanenza e sulla possibilità dell'attualità dell'intellettuale sardo: "un uomo politico - dice il protagonista Jacopo - in realtà un filosofo. Un uomo del suo tempo che però vide lontano. Con una vita sfortunata. Un uomo di buon senso".
"Sono grata a Arci Lombardia e Artevox di avermi permesso di uscire da una empasse", sottolinea Elettra Stamboulis.
"Erano difatti tre anni che stavo lottando con Gramsci. Ogni tanto lo aggredivo alle spalle, ne assaggiavo pagine e pagine, cadendo per terra stremata, consapevole di non avere strumenti sufficienti per affrontare la sua grandezza. Poi Federico di Becco Giallo, che sapeva di questo mio tortuoso andare, mi propone di partire da un testo teatrale. E' stata la soluzione, il giusto distacco per poter accedere alla narrazione".
Costantini, com'è è maturata la scelta di accettare l'invito a far parte degli artisti che espongono in questi mesi al Padiglione Torino della Biennale di Venezia?
"Con mia sorpresa, ma non del tutto. In prima battuta avevo deciso di non partecipare, per motivi morali ed etici, poi però mi sono venute alcune idee e mi sono detto che avrei esposto qualcosa di forte, che mi rappresentasse in tutto e per tutto, il mio lavoro politico il mio impegno giornaliero sugli eventi. Il lavoro che ho presentato è molto forte e polemico verso il Presidente Obama.
Per questo ha voluto raccontare in un altro volume la vicenda di Julian Assange, dall'etica hacker a Wikileaks, anche come sorta di "controstoria dell'era dell'informazione"?
"Io e lo sceneggiatore Dario Morgante abbiamo raccontato la nostra generazione, quella che adesso compie 40 anni, la nostra adolescenza così simile a quella di Assange. L'argomento principale è la libertà di informazione, poter dire come stanno le cose, anche se poi non c'è una reazione. La ricerca della verità è la cosa più importante.
sab
24
dic
2011
di Giuseppe Vacca da L'Unità
Di tanto in tanto, nello scorrere degli anni e nell’alternarsi della «fortuna» e della «sfortuna» di Gramsci, più d’uno, affascinato dalla sua figura e dal suo pensiero, è ricorso al teatro – un «genere» particolarmente caro al giovane Gramsci – per parlare di lui.
Si è trattato prevalentemente di opere dedicate a rappresentare momenti decisivi o particolarmente suggestivi della sua vita e della sua lotta. Cena con Gramsci, invece, mi pare diversa: mescola i linguaggi del pop e delle avanguardie, mira a cogliere la spiritualità interamente intramondana del giovane sardo e riesce a trasmettere un’immagine poco esplorata della sua persona. Pensieri profondi, concetti distillati attraverso uno straordinario esercizio della conoscenza e della riflessione, divengono così idee forza vitali e suggestive, che raggiungono limpidamente gli spettatori e fanno sorgere il desiderio di saperne di più, magari di leggere gli scritti di Gramsci.Continua
ven
23
dic
2011
di Renato Pallavicini da L'unità
Nazionalpopolare? E sia: nel nome di Gramsci e del fumetto. Nel nome de l’Unità, ovvero questo giornale che Antonio Gramsci fondò nel 1924. Nel nome del fumetto, medium popolare per definizione, ma capace di fare cultura, anche quella «alta». La nuova serie di ebook a fumetti che da domani potrete scaricare dal nostro sitowww.unita.it con un semplice click e con soli 2,50 euro a titolo, parte proprio da Cena con Gramsci (a 1 euro, prezzo di lancio), un graphic novel tratto da un testo teatrale di Davide Daolmi, tradotto a fumetti da Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, pubblicato originariamente dalla casa editrice Becco Giallo (come anche gli altri sei titoli che potrete scaricare). Del resto l’editrice di Padova ha fatto da apripista in Italia a questo genere di fumetti che vanno sotto il nome di graphic novel, anche se per i titoli che vi proponiamo sarebbe più corretto parlare di graphic journalism, ovvero di giornalismo disegnato. Continua
gio
22
dic
2011
Cena con Gramsci. Il testo teatrale di Davide Daolmi, trasformato in fumetto da Elettra Stamboulis eGianluca Costantini, per riscoprire con linguaggio popolare un altissimo pensiero politico, culturale e democratico. Roberto Rampi, ha scritto la prefazione. Ascolta
gio
22
dic
2011
Di Gramsci non rimangono neanche le ceneri? Un giovane studente, alle prese con la difficile vita del fuori sede, diventa interlocutore di due personaggi fantastici, allucinatori, che scompongono una storia d’ordinaria università in un viaggio alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Antonio Gramsci, oggetto di studio, ma anche alter ego immaginario del protagonista. Nato da uno spettacolo teatrale, “Cena con Gramsci“ interroga il lettore proprio sulla permanenza e sulla possibilità dell’attualità dell’intellettuale sardo. Insieme a Pasolini, Gramsci è l’intellettuale del novecento più studiato e citato, nel mondo. Eppure la sua vicenda politica e personale lo ha storicamente bandito proprio in Italia qui l’identificazione con il PCI lo ha reso prima un soggetto “scomodo” e troppo di parte, poi l’ha fatto scomparire dagli scaffali insieme allo scioglimento del partito comunista.Un progetto ideato da Roberto Rampi e Marta Galli.“L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica” Antonio Gramsci
gio
22
dic
2011
da Ravenna&Dintorni n.469
Dopo il recente Julian Assange dall'etica hacker a Wikileaks (BeccoGiallo, Padova 2011), realizzato insieme a Dario Morgante, il fumettista ravennate Gianluca Costantini sta per tornare in libreria con un nuovo lavoro. L'11 gennaio uscirà infatti il libro a fumetti scritto da Elettra Stamboulis, Cena con Gramsci, sempre per BeccoGiallo. Nato da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci interroga il lettore proprio sulla permanenza e sulla possibilità dell'attualità dell'intellettuale sardo. Insieme a Pasoli, Gramsci è l'intellettuale del novecento più studiato e citato, nel mondo. Eppure la sua vicenda politica e personale lo ha storicamente bandito proprio in Italia: qui l'identificazione con il PCI lo ha reso prima un soffetto "scomodo" e troppo di parte, poi l'ha fatto scomparire dagli scaffali insieme allo scioglmento del partito comunista.
gio
22
dic
2011
a cura di Arci Lombardia e ArteVOX
di Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis
tratto dall'omonimo testo teatrale di Davide Daolmi
a cura di Roberto Rampi e Marta Galli
con un'introduzione di Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione Istituto Gramsci
www.gramscipop.it
Giovedì 22 Dicembre 2011, ore 18.30
@Santeria
Via Ettore Paladini 8 - Milano
www.santeriamilano.it
Di Gramsci non rimangono neanche le ceneri?
Jacopo, giovane studente che sta preparando una tesi su Gramsci, diventa interlocutore di due personaggi surreali e allucinatori, che scompongono una storia d’ordinaria università in un
viaggio alla ricerca delle radici e del senso delle parole del filosofo sardo. Gramsci è l’intellettuale italiano del novecento più studiato e citato, insieme a Pasolini, nel mondo. Eppure la sua
vicenda politica e personale lo ha storicamente bandito proprio in Italia dove l’identificazione con il PCI lo ha reso prima un soggetto “scomodo” e di parte, poi l’ha fatto scomparire dagli
scaffali insieme alla fine del Partito Comunista. Oggi più che mai, però, sembra possibile e necessaria una sua riscoperta.
Oenne: e chi sarebbe questo signore su cui devi dottorare?
Jacopo: Un uomo politico. In realtà un filosofo. Un uomo del suo tempo che però vide lontano.
Con una vita sfortunata. Un uomo di buon senso.
Partecipano:
Roberto Rampi, curatore del volume | Valentina La Terza, Arci Milano | modera Davide Facchini, giornalista di Radio Popolare
Letture teatrali a cura di Marta Galli e con Stefano Annoni, Alessia Stefanini, Michela Vietri e Paola Piacentini. L'ingresso è libero e l'occasione è interessante per un regalo
intelligente. Segue aperitivo.
"Il potere non è della forza, ma della conoscenza"
A. Gramsci
Per info:
ArteVOX – tel. 02.92875828 | Cel. 333.2962935 | Mail: marta@artevox.it
Siti di riferimento:
www.gramscipop.it | www.beccogiallo.net | www.arcilombardia.it | www.santeriamilano.it