sab
09
apr
2011
Zadkine Foundation | http://www.zadkine.com
Ossip Zadkine (Russian: Осип Цадкин; July 14, 1890 – November 25, 1967) was a Russian-born artist who lived in France. He is primarily known as a sculptor, but also produced paintings and lithographs.
Zadkine was born as Yossel Aronovich Tsadkin (Russian: Иосель Аронович Цадкин) in Vitebsk, Belarus, then part of the Russian Empire. His father was Jewish; his mother was of Scottish ancestry.
After attending art school in London, Zadkine settled in Paris about 1910. There he became part of the new Cubist movement (1914-1925). He later developed his own style, one that was strongly influenced by African art.
Zadkine served as a stretcher-bearer in the French Army during World War I, and was wounded in action. He spent the World War II years in America. His best-known work is probably the sculpture "The Destroyed City" (1951-1953), represents a man without a heart, a memorial to the destruction of the center of the Dutch city Rotterdam in 1940 by the German Luftwaffe.
Zadkine taught at his own school of sculpture. He died in Paris in 1967 at the age of 77 after undergoing abdominal surgery[1] and was interred in the Cimetière du Montparnasse. His former home and studio is now the Musée Zadkine.
ven
08
apr
2011
LAIK AID - Arte per la laicità
Municipal exhibition hall in Vicolo degli Ariani, 4 / A Ravenna (Italy)
Opening Saturday, April
16th at 18:00.
April 16 to May 1, 2011
Mostra a sotegno delle battaglie laiche dell'UAAR (Unione
degli atei e degli agnostici razionalisti) circolo di Ravenna
Agli artisti è chiesto spesso di essere generosi, e questa volta a chiamarli a raccolta è stata un’associazione dal nome impronunciabile: l’UAAR (Unione degli Atei ed Agnostici
Razionalisti)
L’UAAR è indipendente da partiti o gruppi di pressione e persegue tre scopi:
- tutelare i diritti civili dei cittadini che non appartengono a alcuna religione (stimati in circa 10 milioni in Italia)
- difendere e affermare il principio costituzionale della laicità delle istituzioni pubbliche;
- promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo non religiose.
Questa associazione nasce quindi all’insegna della libertà di pensiero e di espressione, tema caro agli artisti che, infatti, hanno aderito numerosi e con opere di ottimo livello.
Senza vincoli tematici, senza vincoli tecnici, ogni artista è stato libero di presentare dipinti o sculture, fotografie o grafiche, fumetti o altro.
Opere di: Stefano Banini, Lucia Baldini, Cesare Baracca, Nevio Bedeschi, Marilena Benini, Heriz Bhody Anam, Emiliano Biondelli, Paolo Buzzi, Enrico Calderoni, Antonio Caranti, Daniele Casadio, Giampiero Cevoli, Nino Cortesi, Gianluca Costantini, Alan D'Amico, Carmine della Corte, Piero Dosi, Filippo Farneti, Andrea Ghetti, Fabiana Guerrini, Kry, Andrea Mauro, Valentino Menghi, Franca Minardi, Lucia Nanni, Elisa Nasolini, Alessandro Pitrè, Davide Reviati, Alessandra Ruo, Andrea Tampieri, Anna Tazzari, Stefano Tedioli, Nadia Trotta, Clerici Vagantes, Luciana Zaccherini, Andrea Zaffi.
dom
27
mar
2011
Animals n. 21 - 2011
Texts and Drawings Gianluca Costantini
mer
23
feb
2011
Emergenza povertà
Tende per i poveri alla Bassona... spiaggia per nudisti...
(Fabrizio Matteucci Sindaco)
- Così almeno non ci dobbiamo comprare i vestiti!
gio
17
feb
2011
EDITORIALE
La democrazia e la rivolta, ciò che abbiamo in “comune” di Massimiliano Smeriglio
OVERTOURE
Uniti contro la crisi di Gianni Rinaldini
A centocinquanta anni dalla conquista del Sud di Franco Piperno
FOTOREPORTAGE
Welcome to Berlusconistan di Stefano Simoncini - fotografie di Simone Donati / TerraProject
Berlusconistan è un paese di cartapesta, quello che il popolo delle libertà ci ha consegnato dopo quasi un ventennio di berlusconismo. Il velo sta cadendo, e i teatrini mediatici a nulla valgono
per coprire le condizioni reali dell’Italia. Dell’Italia che si nasconde dietro l’inganno berlusconiano raccontano le immagini di Simone Donati.
PIANETA TERRA
Haiti un anno dopo di Federico Mastrogiovanni - Port Au Prince
Cina 2011, la lunga marcia di Daniele Massaccesi e Andrea Pira - Pechino
FIGHT CLUB
La rivoluzione non islamica di Lorenzo Declich
L’Inghilterra fa 36 di Federico Campagna - Londra
L’intelligenza ribelle della vita di Francesca Coin
FOCUS - USCIRE DAL TUNNEL
La fine del cavaliere e la violenza che verrà di Franco Berardi Bifo
Siamo sull’orlo di un incubo. Un incubo chiamato Italia post-berlusconiana. Un paese razzista, diviso e saldamente in mano alle mafie. C’è soluzione al problema italiano? L’unica risposta che può
ridare fiato a questa entità politica ormai defunta è una rivolta generalizzata dell’intelligenza collettiva.
Povera Italia di Marco Revelli
In un paese sotto l’attacco del nuovo capitalismo autoritario in salsa Marchionne, cresce la disuguaglianza e la forbice fra ricchi e poveri. Sempre meno possiedono sempre di più, lasciando il
campo a un’ondata di nuovi indigenti. Ecco come lo sfarinamento sociale si riflette nel decadimento politico e istituzionale.
Non ci importa più di nulla di Claudio Marotta
Meglio un “vecchio porco” che passare la mano alla sinistra. È quanto crede la metà degli italiani e, dinnanzi all’assuefazione di un popolo alla volgarità e alle nefandezze di questo uomo solo
al comando, dobbiamo interrogarci su quanto la sinistra ha sbagliato e sugli scenari futuri prevedibili. Loop incontra Carlo Galli.
Il garantismo senza Berlusconi di Livio Pepino
Ripensare il garantismo in questo paese dopo il ciclone berlusconiano è compito arduo, ma necessario. Garantismo ormai è poco più che un’etichetta da mettersi addosso, mentre bisogna provare a
ragionare su un autentico garantismo che superi l’ostacolo onnipresente della “questione sicuritaria”.
Lega Nord fase tre di Laura Eduati
La Lega è sempre più l’ago della bilancia nella politica italiana. Da movimento eversivo e secessionista, si è tramutato nel più solido “partito di governo” dalle istanze locali agli scranni
nazionali. Un racconto della forza più “democristianizzata” che sopravviverà a Berlusconi.
Oltre la frontiera della palma di Francesco Forgione
In un’Italia pervasa dal potere criminale, è compito delle forze autenticamente democratiche rispolverare le “buone pratiche”, a partire dall’antimafia sociale. Se non vogliamo che il
berlusconismo sopravviva come modello nefasto di intreccio tra istituzioni e corruzione, dobbiamo prepararci a una grande battaglia politica e culturale.
BIANCO E NERO
Somali, i rifugiati di un’ambasciata fantasma di Sara Prestianni
REPORTAGE
Cigani dell’est foto Alessio Maximilian Schroder, testo di Stefano Simoncini
Nella regione orientale della Slovacchia, al confine con l’Ucraina, per i rom si è cercato di mettere in atto un welfare fatto di sussidi e scolarizzazione speciale, ma anche di alzare muri e
compiere pogrom supportati dalle forze dell’ordine. Il reportage di Schroder mostra la condizione
OUTLAW
L’amore ai tempi del brigantaggio di Monica Mazzitelli
LIBRI
Evangelisti, Wu Ming, Carlotto, Scarpa: bruciateli! di Fabrizio Lorusso
SUBWAY
Genealogia dell’hip e dell’hop. Quando il ghetto impara a mixare di Certain Ratio Soul Lovers
Non ci resta che raccontare storie di Federico Raponi
LETTERATURE E NARRAZIONI
Le memorie di un boia qualunque di Livio Ciappetta - illustrazione di Silvio Scaldaferri
LOOP COMIX
Tavole di Damiano Ingitti, LoScorpione e Mauro Biani
Apriscatole elettrico di Daniele Marzo
STORIE E MEMORIE
Crisis, la Re-veulta di Elena Ritondale
lun
14
feb
2011
BANDELETTES
QUEL AVENIR POUR L’ASSOCIATION ?
Commentaires sur la grève des salariés
par Jean-Christophe Menu,
Editeur de L’Association.
Préambule : je parle en mon nom propre, je n’éviterai ni la première personne ni un certain ressenti. Par ailleurs je n’envoie ce communiqué qu’à mon carnet d’adresses, pas à celui de
L’Association dans son intégralité (je ne dispose pas du fichier adhérents). Je suis donc favorable à ce que ce texte circule le plus largement possible. Il peut circuler plus facilement grâce au
lien suivant :
http://bit.ly/bandelettes
Durant tout ce conflit, tout le monde n’a eu qu’un “son de cloche”, celui de la “Masse Salariale” (ainsi qu’elle s’est définie) et de leurs divers soutiens. On a trouvé anormal que je ne
m’exprime pas à ce sujet : je n’ai pas voulu envenimer les choses. Face à une situation qui s’enlise, je livre aujourd’hui la façon dont j’ai vécu chronologiquement et intérieurement cette grève
jusqu’à la date du jeudi 10 février 2010.
Je voudrais tout d’abord infiniment remercier les Auteurs et les Amis qui m’ont apporté leur sincère soutien affectif et revigorant, au sein de la période que je viens de traverser. Je n’ai
parfois pas pu tous et toutes vous remercier directement, mais je sais qui m’a dit ou écrit quoi : merci.
Face à la gravité qu’a prise la tournure de la grève des Salariés de L’Association, commencée le 10 janvier, et rendue catastrophique par leur action médiatique à Angoulême, il convient de
revenir point par point sur le déroulement des événements, ainsi que sur certaines formulations contenues dans les divers communiqués, tracts et pétitions, qui ont trop souvent relevé de
l’approximatif, voire du mensonger, et entretenant délibérément la confusion.
1) Les difficultés financières à L’Association sont apparues dès courant 2009. En 2009 a été amorcée une analyse sur les causes et conséquences de ces difficultés. Nous avons pour cela demandé à
une personne de grande compétence de nous accompagner, une journée par semaine. Les conclusions de cette analyse menée de front avec notre expert-comptable (également Commissaire aux comptes)
Camille Lawson-Body ont abouti à des conclusions pessimistes. Malheureusement, les difficultés sont plutôt apparues comme de nature structurelle. Si elles ont un temps été masquées par le succès
exceptionnel des ouvrages de Marjane Satrapi (qui ont permis à L’Association de vivre quelques années dans l’opulence : embauches généreuses, primes exceptionnelles aux Salariés, augmentation des
parutions, livres difficiles, fabrications luxueuses, etc...), la crise générale, et plus spécialement celle du marché du livre, ajoutée à la “fin de cycle” du best-seller Persépolis mettent fin
à cette période. Les derniers exercices font apparaître des chiffres en baisse régulière, qui impliquent malheureusement une récession inévitable. Les nouveautés se vendent moins, les frais fixes
sont restés les mêmes, voire en augmentation. L’arrêt d’activité pour raisons économiques de notre distributeur Le Comptoir des Indépendants, au-delà des conséquences négatives pour
l’Association, renforce ces problèmes. Et si Persépolis et une gestion rigoureuse ont permis la constitution de réserves conséquentes au sein de L’Association, cela fait presque deux ans que le
déficit d’exploitation rogne sur ses réserves.
2) La première mesure acceptée par tous a été de diminuer la production, ainsi qu’une partie des livres les plus difficiles et coûteux. Ainsi 2010 a-t-il vu paraître seulement 25 titres, contre
une quarantaine toutes les années précédentes. Le programme 2011 s’annonce, si possible, du même ordre. Les livres aux caractéristiques les plus “hors-normes” sont désormais réduits, au profit
d’ouvrages moins difficiles économiquement.
3) Durant toute l’année 2010 ont été élaborées des hypothèses pour réduire les coûts. La réduction des effectifs a été évoquée dès le début 2010 et n’a donc pas représenté une surprise. Cette
perspective m’a personnellement profondément affecté dès le début. Je tiens à rappeler qu’étant Directeur Editorial salarié depuis 1999, et disposant du salaire le plus important, je me suis fait
licencier par le Bureau dès mars 2010.
4) Sept personnes (cinq CDI, un CDD, un 3/5 - je m’exclus de la liste des Salariés même si j’ai continué à fournir le même travail), aux salaires et charges additionnés aux frais fixes,
représentent désormais des charges fixes trop élevées pour la structure, au simple vu des comptes et des prévisionnels, que les Salariés connaissent ; mais ils en refusent l’analyse livrée par
l’accompagnatrice gestionnaire et par l’expert-comptable, qui tous deux affirment que sans action concrète, L’Association est condamnée, à une échéance courte. Les Salariés ont estimé que
puisqu’il demeure une trésorerie relativement conséquente, les suppressions d’emploi envisagées n’étaient pas acceptables. Or c’est précisément cette trésorerie qui faisait que ces licenciements
pouvaient être dignement accompagnés.
5) Les suggestions proposées très clairement au cours de la réunion ayant eu lieu le 3 décembre 2010 entre les Salariés, le Bureau et moi-même, ont été : suppression de la distribution en interne
(libraires historiques, VPC, futures ventes par le net, site - en voie d’achèvement), car non rentable et remettant en question le poste de Frédéric Van Linden, manutentionnaire et coursier ;
externalisation de la comptabilité vu la baisse importante du flux liée à la suppression de la distribution interne, ce qui entraîne en effet la suppression du poste de comptable à plein temps,
occupé actuellement par Philippe Reveau. Par ailleurs, la diminution de la production posait le problème de deux graphistes à plein temps (d’autant que j’assume toute la Direction Graphique). Il
a donc été suggéré que ne demeure en CDI qu’un graphiste et que des missions supplémentaires soient confiées en externe. Eric Bricka ayant annoncé un congé sabbatique de mars à septembre (congé
accordé et signé par la présidente), nous lui avons assuré qu’aucune procédure ne serait entamée avant son retour. Fanny Dalle-Rive resterait donc graphiste salariée. Par ailleurs, Nicolas Leroy,
chef de fabrication, avait annoncé son intention de quitter L’Association et de chercher du travail ailleurs, alors qu’il n’était pas invité à quitter la structure. Quant à Marie Chesnais et
Carmela Chergui, elles avaient auparavant, dans des entretiens individuels, annoncé leur intention de demeurer à L’Association.
6) Cette malheureuse réduction des effectifs, correspondant à une inéluctable évolution, n’a donc pas été élaborée n’importe comment, mais au prix d’une réflexion vers une structure moins lourde
et plus conforme à sa nouvelle actualité et à ses perspectives. C’est la soudaine concrétisation de l’annonce de ces suppressions d’emploi qui a provoqué la colère des salariés, ainsi que le fait
qu’il n’y ait pas eu concertation avec eux sur d’autres moyens de procéder à des économies. Il a pourtant été évoqué d’autres solutions ce jour-là par le Bureau, comme la sous-location de la
partie du local dégagée de sa partie stocks à un espace d’ateliers de dessinateurs ou graphistes. J’ai même pour la première fois accepté l’hypothèse de pilonner une partie des stocks, alors que
j’y avais toujours été philosophiquement radicalement opposé, et ce face à la proportion énorme que prennent les coûts des invendus à notre entrepôt de la Génilloise.
7) L’équipe se sent soudée dans une sorte de projection mentale de coopérative auto-gérée, qui n’en est pas une, puisque j’ai engagé chaque personne comme salarié, pour ses compétences, et pour
m’accompagner au service d’un projet préexistant et bien défini. Cette idée d’auto-gestion a également été générée par l’absence d’un véritable encadrement, le Directeur éditorial qui vous parle
ayant souvent été absent et n’ayant jamais vraiment assumé son rôle de Directeur Général de fait. Mais L’Association, malgré tous ses défauts, s’est constituée au service des Auteurs et de leurs
Ouvrages : la grève récente semble faire passer l’idée de coopérative de Salariés bien au-dessus du projet de base. L’équipe n’a donc pas accepté d’être “séparée”, contestant l’analyse comptable,
et donc finalement d’une certaine nécessité de décroissance, qui n’est pas seulement économique, mais aussi structurelle et conjoncturelle, les dizaines de nouvelles structures étant apparues ces
dernières années sur notre “secteur” amenant une surproduction massive d’ouvrages pseudo “indépendants”, et obligeant L’Association à se recentrer sur ce qui lui est fondamental : recherche et
innovation, accompagnement de l’œuvre en devenir des Auteurs “maison”, découverte et émancipation des jeunes talents, remise en circulation de chefs-d’œuvre de la Bande Dessinée du passé,
ouvrages de réflexion sur le médium, etc. Il y a là une ligne éditoriale forte de vingt ans dont je suis le garant, et qui m’empêche moralement de devenir le concurrent de nos copieurs, et un
“producteur de BD” parmi tous les autres. (S’il faut le rappeler, je suis à l’origine du projet de L’Association, en ai défini les axes, la position politique, la direction graphique et tout le
discours. Même si l’apport des co-fondateurs a été fondamental puisque leurs créations ont fait vivre L’Association, j’ai toujours coordonné cette structure, et ai pareillement continué après
l’explosion du groupe). Cette évolution aux causes multiples est forcément mal vécue au sein d’une structure qui fonctionne depuis des années comme une entreprise alors que cela n’a jamais été sa
véritable nature. Il y a une mutation en cours, que l’équipe semble avoir du mal à percevoir, mais il suffit de voir les parutions de 2010 et le programme du 1er semestre 2011 (Ruppert &
Mulot, Claire Braud, Benoît Guillaume, Mahler, Matthias Picard, Conrad Botes, Christian Rosset avec un disque reprenant ses émissions de France-Culture, sans oublier Lapin ni ma propre Thèse)
pour constater que même quantitativement à la baisse, la ligne éditoriale ne dévie pas d’un pouce, et que l’on peut difficilement m’attaquer sur ce plan. En revanche, on peut m’attaquer sur mon
manque de faculté au dialogue et aux relations humaines, et on aura raison : je n’ai jamais caché que ce n’était pas mon point fort.
8) Le lundi 10 janvier 2011 à 12 h 45, l’ensemble de l’équipe se présente devant mon bureau, Nicolas Leroy prend la parole pour me dire que les salariés entrent en grève, occuperont les locaux
dès leur retour de déjeuner, et ne souhaitent pas ma présence lorsqu’ils occupent les locaux. Cette annonce de grève a été effectuée sans aucun préavis ni avertissement, vis-à-vis du Bureau ou de
moi-même. Le premier communiqué part en masse. Il est calomnieux : le Bureau est qualifié d’“absent” (alors que la présidente Patricia Perdrizet ainsi que la Secrétaire Générale Zab Chipot
s’affairent depuis des semaines sur le sujet et ne se sont quasiment plus occupé que de cette affaire depuis le 10 janvier - et je tiens à dire au passage que le Bureau, bénévole et compétent, a
toujours été au service de la mission de L’Association) ; il est injuste : je deviens un “directeur non salarié aux responsabilités floues” (alors que si je suis non salarié c’est bien que j’ai
été le premier à me faire licencier pour alléger la structure) et on appelle à retrouver la “chouette vieille Association” comme si la ligne éditoriale avait changé (à moins qu’on exprime ici le
fantasme de revenir à la production de 40 titres par an, ce qui est impossible). J’ajoute qu’à cette date, aucune procédure de licenciement n’a été engagée puisque notre annonce visait avant tout
à discuter des souhaits individuels de chacun, des conditions d’accompagnement dans le cas de départs et d’une anticipation d’une réduction progressive de la masse salariale sur l’année 2011. Les
revendications demandent à voir les comptes, la convocation d’une AG Ordinaire, et donc, remettent en cause ma légitimité morale et celle du Bureau. Vu la gravité des événements, notre Présidente
se tourne vers notre Avocat : n’oublions pas que je n’ai personnellement plus aucune responsabilité juridique dans L’Association et que toute la responsabilité civile se place sur les
épaules de la Présidente Patricia Perdrizet et de la Trésorière Laetitia Zuccarelli. Le soir même à 19 h et les soirs suivants, je ne constate aucune “occupation” des locaux.
9) Le 12 janvier, une première réunion de concertation a lieu entre les Salariés, l’Expert-Comptable, la Présidente et la Secrétaire Générale. Il y est notamment dit par l’équipe que celle-ci se
rendra normalement à Angoulême. Il est convenu d’une nouvelle réunion pour la présentation des comptes 2010 entre eux et l’Expert-Comptable Camille Lawson-Body : malheureusement celui-ci subit la
disparition de son père, et doit se rendre deux semaines au Togo, ce qui reporte probablement ladite réunion à après Angoulême, et agace les Salariés.
10) L’affaire de la grève prend des proportions énormes, la presse s’active, et une pétition est lancée, relayée en de nombreux sites, qui recueille de très nombreuses signatures.
Malheureusement, le succès de cette pétition est essentiellement dû à la malhonnêteté de son texte et de son intitulé : “Longue vie à L’Association”. La plupart des signataires croient sauver une
structure en péril, ou combattre une injustice, alors qu’ils ne font que participer à un épisode interne de la structure, hypothèse précisément élaborée pour pérenniser ladite structure ; et
épisode qui n’avait nullement à être porté sur la place publique. De très nombreux signataires se rendent compte a posteriori avoir été abusés par cette pétition hypocrite. Les Salariés lancent
des demandes d’Adhésions en masse, dans le but de réunir des troupes pour une AG Ordinaire, ou pour les prévoir comme Membres d’Honneur éligibles. Les Salariés semblent vouloir devenir une
“association loi 1901” normale”, avec ses centaines d’adhérents qui définiraient la politique, voire la ligne éditoriale de L’Association, alors que ce qui fait la particularité de L’Association
depuis vingt ans est d’être atypique. Par ailleurs, ce qui distingue fondamentalement une association d’une société est exprimée à l’article 1er de la loi fondamentale sur les association :
l’absence de finalité lucrative de ses fondateurs, ce qui a toujours été absolument le cas. Il est exact que les Statuts de 1993 laissent à désirer, et que vu la masse de travail et de soucis, il
n’a pas été convoqué d’AG depuis 2007 (et non 2005 comme le dit le communiqué - mais le PV de celle de 2007 n’a jamais été fait). Ces carences doivent être résolues, cette organisation doit être
clarifiée et passer à l’âge adulte. Même si le fonctionnement de L’Association est loin d’avoir été irréprochable, on peut constater qu’il a néanmoins permis de réaliser plutôt exemplairement ce
pour quoi la structure avait été créée, et ce depuis vingt ans : un Catalogue de Bande Dessinée irréprochable.
11) La Présidente Patricia Perdrizet reçoit sous pli recommandé de la part des Salariés Grévistes les lettres d’Adhésion et de demande d’Assemblée Générale de Killoffer, Lewis Trondheim et David
B, soit trois fondateurs démissionnaires de L’Association. Une connivence salariés / ex-fondateurs et une tentative pour m’écarter de la structure semble, à ce stade, fortement crainte.
12) Face à cette crainte de “putsch”, et pour sauver le plus rapidement possible la structure de toutes dérives et spoliations, le Bureau (la Trésorière exceptée), l’Avocat, accompagnés de divers
amis et conseils, organisent une réunion de crise afin de travailler sur une nouvelle gouvernance, pérennisant notamment un “conseil des sages”, aux compétences et à l’expérience reconnus, garant
de la bonne gestion de L’Association et séparant clairement la politique éditoriale de la gestion administrative et financière. Comme les statuts le prévoient, une liste des Membres d’Honneur
serait arrêtée par le Conseil d’Administration, les statuts modifiés par ceux-ci en AG Extraordinaire et une AG Ordinaire tenue dans la foulée pour présenter les comptes 2010 et le prévisionnel
2011. La Trésorière, convoquée à cette réunion, mais estimant cette AGE irrégulière, avait pris l’initiative d’amener dans le cabinet de notre Avocat (plus tard raillé pour jouxter
Matignon) une trentaine de personnes parmi lesquelles la totalité des Salariés, divers inconnus, des proches de L’Association, et des auteurs, dont David B, Lewis Trondheim, Killoffer, et Joann
Sfar qui à la surprise générale s’exprime ardemment comme porte-parole des auteurs de L’Association, ce qui vu ses liens avec la structure depuis cinq ans ne manquait pas de sel. La confrontation
est pénible mais se passe sans heurts. L’après-midi même, les Salariés avaient convoqué les Auteurs de L’Association à l’Espace Confluences où ils leur ont expliqué leur point de vue et où ils
ont évidemment dénoncé cette “Assemblée secrète” comme “illégale” (ce qu’elle n’était pas). Face à mon absence (à laquelle je n'étais pas convié), la majorité des Auteurs dont je suis l’éditeur
se sent pris entre deux feux et ne comprend rien à la situation. Je reçois tellement de demandes d’explication de la part des Auteurs que je ne peux pas y satisfaire, d’autant que nous sommes
désormais dans une bagarre sociale et juridique et qu’il m’est interdit de craquer, tout cela à quelques jours du Festival d’Angoulême.
13) Le Directeur des Belles Lettres, notre nouveau diffuseur, s’alarme des événements : en effet, voilà à peine quelques semaines que nous avons signé chez lui, suite à la fermeture du Comptoir
des Indépendants, intervenue en novembre. Il faut préciser que les Belles Lettres ont créé un secteur de Bande Dessinée Indépendante, issu de l’essentiel du catalogue du Comptoir (et reprenant
ainsi les postes de 4 représentants) uniquement parce que L’Association, plus important éditeur de ce catalogue, a accepté cette solution. Si je n’avais pas accepté personnellement cette
solution, ces postes et de nombreuses structures éditoriales se seraient retrouvés en difficultés. La grève met donc également la structure en délicatesse par rapport à notre nouveau diffuseur et
à tout ce nouveau secteur.
14) Le lundi 24 janvier, face à la dégradation de la situation, une réunion bipartite avec un médiateur indépendant, expérimenté et impartial, proposé par la Présidente, est fermement refusée par
les Salariés. Le mardi 25, un déjeuner informel entre l’équipe, la Secrétaire Générale et moi-même est également rejeté. Je décide de passer seul ensuite au local pour tenter de dialoguer au
sujet d’Angoulême, de façon à tenter une “armistice” afin que le Festival se passe au mieux. L’ensemble des Salariés me déclare que les précédentes revendications n’ayant pas été satisfaites, une
discussion sur Angoulême est superfétatoire. Face à l’impossibilité de dialogue, je quitte rapidement les lieux.
15) Jeudi 26 janvier, premier jour d’Angoulême, les palettes de livres ont bien été amenées sur place par le transporteur, mais elles sont disposées au milieu du stand, et les livres ne sont pas
déballés. Une grande banderole “salariés en grève” surplombe le stand, et à la place des livres figurent des tracts, qui reprennent l’essentiel des communiqués précédents. Si les Salariés
tiennent à affirmer qu’ils ne sont pas eux-mêmes à l’origine de la pétition et du blog de soutien “Longue vie à L’Association”, ils ne peuvent nier que cette action purement médiatique est de
leur fait et bien concertée. Bonne aubaine pour la presse qui s’empare évidemment de l’affaire pour la monter en épingle, affaire qui devient quasiment le principal sujet de discussion de cet
Angoulême 2011. Le coût du stand, les transports, l’hôtel, le transport aller-retour pour les palettes, le manque à gagner des ventes non effectuées, représentent un préjudice financier énorme.
Sans parler des déclarations sociales et fiscales non effectuées par le comptable au 15 janvier pour cause de grève, mais passible d’apporter de copieuses amendes à la structure.
16) Ayant moi-même une parution d’importance (“La Bande Dessinée et son Double”, Thèse de Doctorat soutenue à la Sorbonne le 8 janvier) et devant donner le vendredi 28 une conférence sur le
sujet, je m’étais inquiété avant le départ de la disponibilité du livre à Angoulême. On m’avait prétendu qu’un problème technique l’en empêcherait. L’imprimeur italien que j’avais contacté
directement m’avait dit qu’au contraire, le livre était prêt et bloqué depuis dix jours. J’avais alors été contraint d’en faire venir de mon côté quelques exemplaires à Angoulême. Je vais
régulièrement en chercher et le distribue dans la ville. Cela me ramène plus de 25 ans en arrière, lorsque je distribuais mon premier fanzine dans la rue, sauf que c’est ma Thèse. Pendant ce
temps à Angoulême, aucun livre de L’Association n’est disponible sur le stand. Je ne mets pas un pied sous les bulles et répond dans la ville aux questions d’un nombre incalculable d’Auteurs,
journalistes, organisateurs, sympathisants, la plupart abasourdis et consternés par la situation.
17) Le vendredi 28, l’auteur Benoît Jacques réussit à faire renouer un dialogue entre deux représentants de l’équipe, Marie Chesnais et Nicolas Leroy, face à moi-même et la Secrétaire Générale
Zab Chipot. Sont également présents d’autres personnes s’étant positionnées comme “conciliateurs” : June Misserey, Morvandiau, Jochen Gerner, José Parrondo. Malgré les dissensions, une sorte de
“pacte” est défini : l’équipe désire le calendrier précis des futures AGE et/ou AGO, le fichier du prévisionnel 2011, le fait que la liste des Membres d’Honneur soit définie en commun, et la
connaissance des nouveaux Statuts. Suite à cette conciliation, et à la réception de l’état des comptes prévisionnels 2011, envoyés depuis Paris par la Présidente (alors que l’Expert-Comptable ne
les avait pas encore achevés ni officialisés), les Salariés font le geste, samedi 29, de sortir sur les stands quelques livres des auteurs invités présents.
18) Je suis choqué au-delà de toute mesure par cette grève médiatique, surtout en pensant aux Auteurs. L’Association a été crée par et pour des Auteurs, pas pour qu’à cause de malheureuses
circonstances d’économie interne, ces mêmes Auteurs se retrouvent spoliés de la présence de leurs ouvrages à Angoulême. Je pense particulièrement au “mini-Lapin 44 bis”, opuscule qui devait faire
l’objet de la carte de vœux de L’Association 2011, pour lequel une trentaine d’auteurs de la “nouvelle génération” ont réalisé gracieusement des planches avec enthousiasme, et dont l’impression
et la publication ont été annulés.
19) Au retour d’Angoulême, les actions continuent : le vendredi 4 février, un “pot de soutien” aux Salariés en grève a lieu à la librairie Le Monte-en-l’Air où est organisée une “cagnotte” au
profit des grévistes ; puis une vente aux enchères d’originaux d’Auteurs de L’Association, invités à donner une planche, toujours au profit des grévistes, est également lancée par un autre comité
de soutien.
20) Le jeudi 3 février, dans la foulée de la médiation d’Angoulême, la présidente Patricia Perdrizet envoie aux Salariés un mail acceptant et explicitant la totalité des revendications mises par
écrit le 28 janvier (dont la plupart n’étaient pas recevables juridiquement). Néanmoins, la lettre n’est pas jugée acceptable, et la grève n’est toujours pas levée.
21) Le mardi 8 février, l’équipe salariale convoque le Bureau et l’Expert-Comptable dans les bureaux de leur propre Avocat (à cent mètres des locaux de celui de L’Association) dont le nom n’est
pas donné à l’avance. Quoique non convié, je décide de participer à cette réunion. La Secrétaire Générale annonce au préalable mon arrivée, qui est acceptée. Les Salariés ont demandé à deux amis
Auteurs d’être “témoins” : Emmanuel Guibert et Gila. Camille Lawson-Body expose les comptes provisoires de 2010. Il signale notamment une perte de 150.000 euros due à la fermeture du Comptoir.
Marie Chesnais lui oppose que sans cet accident, 2010 ne serait pas en baisse par rapport à 2009. L’Expert-Comptable rappelle la baisse considérable du chiffre d’affaires entre 2007, 2008 et
2009, ainsi que le déséquilibre structurel entre les revenus et les charges. La discussion s’engage sur la législation des associations loi 1901 et sur nos statuts. L’équipe produit une liste de
Membres d’Honneur qui est celle que nous connaissons (datant de près de dix ans et jamais entérinée en AG ; dite des “SP” - Service de Presse - et qui correspond en réalité à la liste des
personnes qui reçoivent gratuitement les ouvrages édités à L’Association ; là où les statuts actuels prévoient que les Membres d’Honneur sont nommés pour “services rendus à l’Association” par le
Conseil d’Administration), liste augmentée des auteurs apparus depuis, et de divers noms de sympathisants (ou de soutiens aux grévistes) : elle comporte en tout près de 200 personnes. Carmela
Chergui précise péremptoirement, et contrairement à l’accord passé à Angoulême de la discuter en commun, qu’il nous sera impossible de rayer aucun nom de cette liste. à une remarque de la
Présidente comme quoi le futur Conseil d’Administration devra être réellement compétent, la même Carmela Chergui répond qu’eux aussi connaissent des gens compétents et “qu’ils ont un programme”.
La Présidente confirme que les licenciements sont gelés, et une date d’Assemblée Générale est fixée au samedi 5 mars : les deux Avocats doivent se contacter pour parler des détails de cette
Assemblée. Suite à ces informations, les Salariés s’engagent à lever la grève le lendemain 9 février, ce qu’ils feront effectivement.
22) Après cette réunion, une discussion informelle s’établit entre Emmanuel Guibert, Gila, Zab Chipot la Secrétaire Générale, et moi-même. Les deux médiateurs trouvent la réunion positive et sont
optimistes. Gila estime que si le Bureau, les Salariés et moi-même réussissons à nous entendre ensemble sur les noms des membres du Conseil d’Administration, les parties pourraient réussir à s’en
sortir. Emmanuel Guibert ajoute que ce futur C.A. doit être réellement actif, compétent et présent, ce qui me semble faire consensus avec les souhaits exprimés par l’équipe. Gila fait part dans
un e-mail adressé aux Salariés de l’incontournabilité à ses yeux de se mettre d’accord ensemble sur le C.A.
23) Le jeudi 10 février, Emmanuel Guibert et Gila décident de reparler avec les Salariés au local, et m’y convient. Après avoir refusé dans un premier temps, me sentant encore en faiblesse et en
colère contre le “groupe”, j’accepte de m’y rendre. Je parviens à garder mon sang-froid et à garder mes reproches pour moi. Les trois heures de discussions soulèvent de nombreuses rancoeurs mais
restent calmes. Il y a des échanges positifs, mais je suis choqué par plusieurs choses. On m’intime, assez fermement, de reconstituer un comité éditorial éxécutif (pas même un comité de lecture,
mais un comité où les projets seraient soumis au vote). Je m’élève contre cette idée : c’est la première fois que les Salariés s’avancent sur le terrain de l’éditorial. Je fais valoir mon bilan
éditorial depuis 2006, date à laquelle je suis devenu seul décisionnaire, et affirme que je ne suis pas prêt à risquer de nouveau le type de querelles vécu avec le groupe des Fondateurs. Ensuite,
Carmela Chergui refuse que le C.A. soit discuté en amont mais au contraire que plusieurs projets puissent être soumis au vote d’une assemblée composée de tous les Membres d’Honneur qui auront
souhaité se présenter - ce qui est complètement contraire à la façon qu’a eu L’Association de fonctionner depuis sa création (et ce qui réfute également la proposition du médiateur Gila). La
discussion commune autour d’un C.A s’annonce improbable : on me fait savoir que le nom d’Etienne Robial, par exemple (pressenti pour être dans le futur C.A, personnalité inattaquable, non
seulement de par son parcours et sa connaissance du Métier du Livre, mais aussi parce que sans lui et Futuropolis, L’Association n’aurait tout simplement pas existé) ne serait pas pris en
considération, car “il ne connaît pas l’équipe”... Malgré mon bouillonnement, je reste stoïque. Redialoguer avec certains membres de l’équipe m’a fait plaisir et soulagé, mais sur l’essentiel, je
demeure fort perplexe.
24) Puis, après le départ de tous, ce même 10 février, j’ouvre ma messagerie et découvre le Communiqué que les Salariés ont envoyé à tout le monde pour annoncer la levée de la Grève. Je suis
atterré. Le Communiqué est encore plus vindicatif que celui de l’annonce de la mise en grève. Il affirme notamment que j’aurais déclaré que la décision des licenciements émanait d’une nécessité
“philosophique”. Il s’agit d’une réduction caricaturale et diffamatoire de ma position, exprimée dans ce texte au point 7, et largement développée oralement dans le bureau de l’Avocat des
Salariés. Me voilà donc devenu, après tant d’autres calomnies, celui qui vire des gens par “philosophie”. Visiblement, si la grève est levée, la guerre ne l’est pas. Juridiquement, il y a plus
grave encore que cette agression : ce Communiqué donne l’ordre du jour de l’A.G. du 5 mars, or non seulement ce n’est pas aux Salariés de le faire, mais au Bureau ; mais de surcroît les deux
Avocats devaient s’entendre préalablement à ce sujet. Le fait qu’on y affirme que “la liste des Membres d’Honneur y sera actualisée et validée” est en contradiction même avec le “pacte”
d’Angoulême qui demandait à ce qu’elle soit “réfléchie en commun”. Le communiqué finit sur la question de la rémunération des jours de grève des Salariés, qui ne semblent absolument pas réaliser
le préjudice économique et moral qu’ils viennent de faire subir à la structure.
Tout se passe comme si l’escalade des revendications ne pouvait plus s’arrêter. Désormais, cette équipe salariale donne l’impression de vouloir tout contrôler à l’Association, même ce qui ne
relève absolument pas de ses prérogatives, et prétend même influer sur l’éditorial. Face à ces constatations inquiétantes, la levée de la grève devient un problème presque secondaire.
Nicolas, Fanny, Eric, Carmela, Marie, Mokeït, Philippe : vous n’êtes pas venus à l’Asso par hasard : pour vos compétences d’abord, pour participer à une Utopie ensuite. Comment une Utopie
peut-elle mener à une telle catastrophe ? Comment peut-on en arriver à une telle perte de vue du projet fondamental ? Certes, au cours de la crise qui a précédé, des erreurs ont été faites des
deux côtés, mais L’Association ne mérite pas un tel gâchis. Et les derniers épisodes (annonce d’autres “programmes”, volonté d’élections “normales”, ingérence dans l’éditorial) ne me rendent pas
franchement optimiste. Si la majorité des Auteurs est dans l’expectative et l’incompréhension, tiraillée entre l’affection qu’elle a pour vous, et (j’en ai eu suffisamment de témoignages) la
reconnaissance qu’elle a pour mon travail d’editeur, de nombreux Auteurs et Amis me témoignent que L’Association sans moi n’est plus L’Association. Aujourd’hui, ce sont eux que je ne voudrais pas
décevoir.
L’éternel problème de L’Association a toujours été de mélanger le professionnel et l’affectif (et d’ignorer le juridique). Cette confusion, qui a fait une grande partie de son charme et de son
anti-conformisme (mais aussi la source de sa longue série de querelles) devient l’essentiel de ce qui la menace aujourd’hui. On peut dire que cette grève et la crise qui l’a précédée ne
représentent que le paroxysme de trop anciens dysfonctionnements de la structure, ni vraiment entreprise, ni vraiment association, qu’il faut résoudre d’urgence. Les problèmes de gouvernance et
d’organisation ne peuvent plus être traités à la légère quand la récession est là. Et le juridique ne peut plus être abonné absent lorsque la structure est menacée, et ce par ses employés même.
Employés qui prétendent vouloir la pérennité de la structure mais qui par leurs actes, lui ont porté un préjudice sans précédent (et par ricochet, à toute l’édition indépendante, faisant la joie
de tous les thuriféraires du mainstream et de nos éternels contempteurs) ; sans compter quelques charognards aux aguets, à qui cette fragilisation (dûment orchestrée), ne peut que profiter.
Tout cela ne valait pas un tel désastre, qui a mis tant de personnes dans le malaise et le tourment, pour ne pas dire le dégoût. Cela ne valait pas non plus une telle diabolisation du Bureau qui
a été exemplaire dans cette affaire ; ni, pardonnez-moi, un tel lynchage médiatique de ma personne, désormais stigmatisé comme immonde “patron-voyou” (quant à certains qui m’ont comparé à Ben Ali
ou autres ordures politiques, je leur dirai que je préfère être un humble Dictateur éditorial et Graphique qu’un éminent détrousseur de cadavres).
Patron, je ne l’ai jamais été, et je ne le serai jamais. Seuls m’intéressent les Auteurs, les Livres, et le Catalogue, et je continuerai quoi qu’il en soit à faire vivre cette structure
inimitable, dont je revendique le Projet de base, l’Histoire, et l’Avenir, et qui s’appelle L’Association.
Oui à ceux qui croient au Projet, à l’Idéal et à l’Avenir de L’Association.
Non à ceux qui sous prétexte de la “défendre”, sont en train de la détruire.
Longue vie à L’Association !
Jean-Christophe Menu.
12 février 2011.
ven
11
feb
2011
Image by Jeff Danziger http://www.danzigercartoons.com
ven
04
feb
2011
Celebrating our tenth issue, we decided to cross the paper-digital divide and go Augmented Reality. The sketches in this issue literally pop out and float in space, showcasing previously unpublished sketches by Jorge Alderete, Matt Madden, Nick Bertozzi, Peter Kuper, Marcellus Hall, Steven Weissman, Craig Atkinson & Matthew Thurber. Soon after going on line, a limited print run of folded cards will be available for collectors at selected comic bookstores. Free, as usual!
ven
04
feb
2011
The Egyptian protests are all about freedom. But that doesn’t stop people trying to tell the activists how to behave. Anorak has come across these protest plans for the Egyptian who wants change. This is a guide on how to protest correctly and safely. You will need the right chant. You will need the right shoes. You will need a hooded top. Problem is that the other side are playing to a different set of rules.
ven
28
gen
2011
Stéphane Frédéric Hessel (born 20 October 1917) is a diplomat, former ambassador and French resistance fighter and BCRA agent. Born German, he obtained French nationality in 1937. He participated in the drafting of the Universal Declaration of Human Rights of 1948.
Hessel was born in Berlin to Helen Grund and the German writer Franz Hessel who inspired the character of Jules in Henri-Pierre Roche's novel Jules and Jim.
Having graduated the Abitur (A-level)[citation needed] when 15 years old, he was admitted in 1937 to the French Ecole Normale Superieure and simultaneously naturalized a French citizen, before being mobilized in the French Army in 1939 in Saint-Maixent.
Resistant during the Second World War, Hessel joined General de Gaulle in 1941, and was later deported to the Buchenwald and Dora concentration camps. Hessel escaped hanging in Dora and escaped with Forest Yeo-Thomas during a transfer to Bergen-Belsen by exchanging his identity with Michel Boitel, who was dying of typhus.
After the war, Stephane Hessel was involved in the drafting of the Universal Declaration of Human Rights in 1948.
In 1962 he created the AFTAM (Association for Training in Africa and Madagascar), of which he was president. As of 2008, AFTAM offered 22,000 beds. In August 1982 he was appointed for 3 years to the French High Authority of Audiovisual Communication, where he was responsible for private local radios. Stephane Hessel remains, at the age of 93, an Ambassador of France.
He is a member of the French Coalition for the Decade for a Culture of Peace and Non-violence.
Stéphane Hessel is also a founding member of the international ethical, political and scientific Collegium (or Collegium International).
In 2003, along with other former resistants, he signed the petition "For a Treaty of a Social Europe" and in August 2006 an appeal against the Israeli air-strikes in Lebanon, published in French newspapers on behalf of the French Jewish Union for Peace.
Stéphane Hessel was made Grand Officier de la Légion d'honneur (Decree of 14 July 2006) and given the Grand Cross of the Order of Merit (Decree of 16 November 1999).
Stéphane Hessel was a member of the National Consultative Commission on Human Rights and the High Council for International Cooperation.
In 2004, he was awarded the North-South Prize by the Council of Europe.
Stéphane Hessel participated in the commemoration of the 60th anniversary of the Program of the National Council of Resistance of 15 March 1944, which particularly urged the younger generations to live by and pass on the legacy of the resistance and its ever-current ideals of economic, social and cultural democracy.
On 21 February 2008 on the Place de la Republique in Paris, Stéphane Hessel denounced the French government's failure to comply with Article 25 of the Universal Declaration of Human Rights and called for the Government of the French Republic to make funds available to provide housing for the homeless.
At the 60th anniversary of the Universal Declaration of Human Rights, on 10 December 2008, Hessel received the UNESCO/Bilbao Prize for the Promotion of a Culture of Human Rights.[1]
On 5 January 2009, Stéphane Hessel made the following remarks on the Israeli military operations in the Gaza strip: "In fact, the word that applies - that should be applied - is 'war crime' and even 'crime against humanity'. But this word must be used cautiously, especially in Geneva, where the High Commissioner for Human Rights resides, and who may have an important opinion on that issue. As for myself, after visiting Gaza, after seeing refugee camps with thousands of children, the way they are bombed appears as a real crime against humanity."
In October 2010 his essay "Indignez-vous!" was published with a first printing of 6000 copies. By year's end 600,0000 copies had been sold. An English translation is here. Hessel's book argues that the French people need to get outraged again, as were those who participated in the French Resistance during World War II. Hessel's reasons for personal outrage include the growing gap between the very rich and the very poor, France's treatment of its illegal immigrants, the need to re-establish a free press, the need to protect the environment, the plight of Palestinians and the importance of protecting the French welfare system. He calls for peaceful and non-violent insurrection.
lun
17
gen
2011
Non trovando nuovi fedeli la chiesa cattolica ravennate benedice gli animali...
...tanto non possono scappare.
ven
14
gen
2011
Nacque a Torre Pellice nel 1885, e nel 1889 la famiglia si trasferì a Roma in quanto il padre, pastore battista, era stato chiamato ad insegnare alla facoltà teologica metodista e in quella battista.
Nel 1904, dopo aver abbandonato gli studi classici, venne ammesso a frequentare il secondo anno dell’Istituto di Belle Arti e fu in quegli anni che, insieme ad altri allievi, promosse una
esposizione di elaborati ispirati al gusto modernista, e partecipò a diversi concorsi, vincendone alcuni.
Il suo interesse per le arti decorative trovò applicazione in vari ambiti, dalla grafica, all’illustrazione e alla collaborazione con diverse riviste.
Nel 1911 Paschetto ottenne importanti incarichi pubblici al Campidoglio, al Ministero degli Interni e a Piazza Colonna.
Nel 1914 ottenne l’incarico per l’insegnamento dell’ornato all’Istituto delle Belle Arti: l’attività didattica lo impegnerà come insegnante, sia al Liceo Artistico che all’Accademia, fino al
1949.
Tra il 1910 e il 1924, l’artista eseguì degli importanti interventi in edifici di culto, ad integrazione e completamento delle decorazioni parietali; quelli di maggior rilievo furono quelli per
il Tempio Valdese di Roma (inaugurato nel 1914), per il quale ideò le decorazioni murali e disegnò i cartoni per le vetrate, eseguite da Cesare Picchiarini.
Nel 1920, sempre con Picchiarini, realizzò alcune vetrate per la Casina delle Civette illustrando temi naturalistici con nastri, farfalle e rose. Nel 1927 realizzò la piccola vetrata “Ali e
fiamme”.
Nel 1931 con Picchiarini, Cambellotti, Grassi ed altri artisti, fu tra i fondatori della S.A.C.A (Società Anonima Cultori d’Arte).
Ai primissimi anni Trenta risale la sua collaborazione con la ditta “Nazareno Gabrielli”, a cui l’artista fornì disegni per la decorazione degli oggetti in cuoio.
Tra il 1921 e il 1945 disegnò, inoltre, numerose serie di francobolli e l’emblema della Repubblica Italiana.
Morì a Torre Pellice nel 1963.
lun
03
gen
2011
1. Memorial Table in Ghetto Vecchio
2. Spanish Synagogue
3. Levantin Synagogue
4. Scola Luzzato (Present site)
5. Leon Modena Midrash
6. Midrash Vivante
7. Italian Synagogue
8. Canton Synagogue
9. German Sybagogue and Jewish Museum
10. Memorial Tablet in Ghetto Nuovo
11. Old People's Home
12. Holocaust Monument
13. Scola Mesullamim (Original site)
14. Scola Luzzato (Original Site) Monumet "Last Train"
15. Scola Kohanim (Original Site)
16. Bookshop and Kosher Cafeteria
17. Didatic Room
lun
06
dic
2010
METRE TUTTI PENSANO A SAKINEH...
Daniele non ha organi, mancano gli occhi, il fegato la milza, persino il cervello.
Il naso è fratturato, la decomposizione è in stato avanzato!!
Cira Antignano madre di Daniele Franceschi.
Ucciso "ufficialmente" nel carcere di Grasse (Francia)
mer
03
nov
2010
L’histoire de Cheikh Mansour et autres mythologies du Caucase
Le Monde diplomatique en bande dessinée
Texts Elettra Stamboulis Drawings Gianluca Costantini
Curieux de développer dans d’autres langages ses thèmes de prédilection, Le Monde diplomatique a conçu ce hors-série au sommaire éclectique, dans lequel on retrouve des dessinateurs confirmés et émergents, parfois associés à des signatures du mensuel — ainsi, Jochen Gerner a élaboré ses planches à partir d’un article de Frédéric Lordon ; Grégory Jarry a composé un roman-photo sur la base d’un reportage réalisé avec François Ruffin ; Victor Gurrey a mis en scène avec Philippe Rekacewicz la manière dont les duty free dévorent la totalité de l’espace des aéroports…
Plutôt qu’une énième anthologie de fonds de tiroirs et de re-publications d’auteurs médiatiques, ce recueil est exclusivement composé de créations originales et ne cède ni sur l’engagement politique, ni sur l’exigence artistique.
Cent pages de bande dessinée politique. En vente en kiosques, en librairies, et sur la boutique en ligne (9,95 euros) – Coédité avec Homecooking books.
gio
21
ott
2010
Italian cartoonist Gianluca Costantini's work is ever-changing. Founder of the Kamikaze Festival for cartoonists and editor of Inguine Mah!gazine, he explains to cafebabel.com about trials and tribulations of an artist's life both in the underground and mainstream.
I catch up with political cartoonist Gianluca Costantini in the cellar of Mirada Association's library-gallery, which he also manages. I am accompanied by Andrea Zoli, another cartoonist friend with whom I previously interviewed Costantini for a fanzine. The zine was inspired by cult seventies comic strip magazines like Métal Hurlant (Screaming Metal 1974), Cannibale (Cannibal, 1977) and Frigidaire (Fridge, 1980), all of which eventually folded. Our main purpose is to understand what "underground" is and whether it's not just a place for dreamers. And must you abandon your ideals in order to make a breakthrough?
Born in 1971, Costantini got his own first break in the comic strip world in 1993 when he published his illustrations in a national magazine. He confesses that prior to this he had "put up with a lot of rejection from editors." He started out with what he ironically terms "decorative humour" - uninspiring work which was to drive him into the arms of the internet.
No censorship, no copyright
On the web, Costantini rapidly gained notoriety for his politically oriented news diary style. "After ten years of "decorative" work I completely changed direction," he says. "It's something which you don't usually do if you have any commercial instincts. But for me it was a way to learn things after a long period in which I had been stuck in the studio drawing, not knowing what was going on in the outside world. I switched to underground humour. You didn't have to pay for it, it was public and could be enjoyed by all. It wasn't censored or copyrighted."
Does success allow an artist the necessary freedom to explore new horizons? "If you wish to succeed you must break the mould - do something different, radically different, that no one has ever done before. If you continually change your style you've made it. Your approach is most important. You need to sketch - just like the painters of the fifteenth century. I sketch eight hours a day and have done so ever since I was fifteen."
But the underground isn't just a questions of style. Themes and editorial line are important too. "In the seventies, for example, the main topic of the underground was sex because it was something scandalous. Now the main topic is politics. The perfect example is New York's World War 3 Illustrated, a comic magazine created by political activists who uses artists like Peter Kuper to bounce around ideas and opinions,' explains Costantini. Underground, however, remains quite difficult to define. Few artists who sell their work remain involved in its confines and the artists who aren't in it for the usual motives (like the money) can be counted on one hand. Amongst these are the tagger Blu and the Swedish and American comic artists Max Anderson and Robert Crumb. "The sad truth is that almost without exception, only those who work for a mass audience earn a living."
Costantini's activities don't stop here. He also organises exhibitions, meetings and debates, notably the Kamikaze Festival, which bring together renowned artists such as the Maltese-American Joe Sacco, French-Iranian Marjane Satrapi and Serbian Aleksander Zograf in Italy. These events have done much to enrich the underground scene in Europe. Costantini especially praises the former Yugoslavia where "there are phenomenal artists. But no platform exists for them so they remain underground. They choose the themes they like and draw what they like. In France however, despite being the biggest comic book market in the world, the scene is not so vibrant."
Can he recommend any unknown cutting-edge European artists? After a long pause he gives us only one name, Raul, from Spain. "He only did three comic books and now he doesn't do it anymore. Now he is an illustrator for a newspaper. He doesn't even have a website so you have to look for his books in Spanish."
Mattia Bergamini
(Translation : Michelle Williams)
www.presseurop.eu/en/content/article/62541-notes-cartoon-underground
gio
21
ott
2010
Ormai da molti anni mi occupo di organizzare attività culturali nella città di Ravenna, in provincia e anche a livello internazionale. Prima di parlare di candidatura credo sia importante capire se al cittadino ravennate interessi effettivamente questo progetto. Il cittadino è per quanto mi riguarda un’incognita.
Nella città di Ravenna ci sono una moltitudine di eventi durante l’anno, tra cui Nobodaddy, Ammutinamenti, Corposamente, Ponte Radio, Festival Komikazen, R.A.M. mostre di artisti ravennati,
Critica in Arte, Festival del Mosaico, Bronson, Ravenna Festival, le grandi mostre di Mar e RavennAntica. Ma se si parla con un ravennate, anche del panorama artistico-culturale, la sua teoria è
che a Ravenna non succeda mai nulla. L’incredibile è successo in occasione della Notte bianca di Cesena, quando si è detto che «a Cesena sì che fanno cultura, non come a Ravenna dove non c’è mai
niente...».
Ora è importante capire perché succede questo. Giuseppe Maestri diceva sempre che i ravennati provengono da una cultura contadina, non sono dei “cittadini”… Forse aveva ragione, visto tutto
quello che la sua galleria ha fatto mentre era in vita e visto quanto la città e le istituzioni al momento non abbiano ancora pensato di creare una “memoria” del suo lavoro. Perché non è stato
fatto? Forse per ignoranza.
Il mio lavoro come organizzatore di eventi è stato casuale: fu grazie a Lisa Dradi, allora assessore alle Politiche giovanili, e all’associazione Mirada. Sono passati dieci anni e tante cose sono
cambiate. I primi tempi è stato entusiasmante; un entusiasmo dato dalla passione, molte cose sono state create e molti progetti sono ancora in vita. Abbiamo portato a Ravenna autori come Joe
Sacco, Marjane Satrapi, Aleksandar Zograf e tanti altri. Quando Marjane Satrapi è stata candidata all’Oscar molte persone si sono ricordate di quando venne a Ravenna, ma non erano ravennati.
Nell’ultima edizione del festival Komikazen era presente a Ravenna Dave McKean, un autore di culto di fama internazionale, e all’incontro al teatro Rasi saranno state presenti 300 persone, ma i
ravennati si contavano sulle dita di una mano. Se mi lamentavo di questo con qualcuno, la risposta era sempre di questo tipo: «Se l’avessi saputo sarei venuto, cercate di fare più pubblicità!».
Ma la notizia era su tutti i giornali, su tutti i siti regionali e nazionali in prima pagina e sulla homepage del Corriere della Sera. C’erano i manifesti per la città e tante altre
iniziative promozionali. L’ultima volta che Aleksandar Zograf è stato a Ravenna, dopo poche ore dal suo arrivo, sapeva già che al Bronson quella sera ci sarebbe stato un concerto dei Wire. Non è
stato difficile, gli è bastato aprire il Corriere di Romagna oppure il Resto del Carlino. E lui veniva dalla Serbia.
La curiosità non vive a Ravenna. In questi ultimi due anni con associazione Mirada abbiamo aperto uno spazio che si chiamava Libreria Mirada. Al suo interno sono state fatte molte mostre e
incontri con scrittori. Doveva essere uno spazio di libertà, una libreria non schiava della distribuzione, non schiava dei libri-panettone. Sono stati fatti incontri importanti tra cui il tanto
discusso con Renato Curcio, oppure l’unica iniziativa a Ravenna sulla tragedia di Gaza di gennaio 2009. La libreria ha chiuso il 9 gennaio 2010. Non perché non ci sia la necessità di uno spazio
di cultura libera, ma perché a parte una piccolissima nicchia, a nessuno interessava. Molti non si sono neanche accorti della sua esistenza. I ravennati preferiscono Dan Brown. Ma poi non lo
leggono, lo comprano per riempire la libreria.
Attorno alle attività culturali della città non si può costruire un lavoro, possono continuare a vivere solo le attività legate ad un rapporto di sovvenzione comunale. Le gallerie d’arte a
Ravenna non esistono. Però esistono a Forlì, Cesena e Rimini. I laboratori artigianali sono quasi scomparsi. Di quelli sul mosaico non ne parliamo…
Le librerie indipendenti faticano a vivere, di cinema “veri” ne è rimasto uno. La biblioteca è chiusa la domenica.
Mi hanno detto che il Comune organizza corsi per insegnare ai genitori a leggere libri ai propri figli. Questo, purtroppo, è il risultato di tutto quello che ho appena descritto.
Le mie sensazioni negative potrebbero annoiare, ma è importante che se ne discuta. Per capire i malumori e la “malattia” che colpiscono la città. Per capire se Ravenna ha bisogno di essere
candidata a capitale europea della cultura oppure se le basterebbe meno: magari l’organizzazione di una società civile che senta la necessità di spegnere la televisione e di sedersi con la sedia
fuori dalla porta per parlare con il proprio vicino. Crescere delle persone che possano uscire di casa e andare al cinema a piedi, non per vedere Avatar, ma altre cose…
Un Comune può permettersi di aprire un cinema e non far pagare il biglietto, io credo sia possibile.
Aprire un centro sociale in centro, io credo sia possibile.
Io propongo Ravenna Città della Controcultura Europea.
gio
21
ott
2010
lun
27
set
2010
- Simao seri, Berlusconi è molto buffo, se ne parla spesso in termini di macchietta, ma il vero problema in ITALIA è un altro: il fallimento della SINISTRA.
mar
21
set
2010
Curieux de développer dans d’autres langages les thèmes que traite traditionnellement Le Monde diplomatique, le journal s'est associé aux éditions Homecooking pour la parution d’un
Hors-Série en bande dessinée.
Faisant appel à l’équipe éditoriale et aux auteurs habituels du Monde diplomatique ayant travaillé en binôme avec des dessinateurs, aussi bien qu'à des auteurs de bande dessinée
confirmés ou émergents, Le Monde diplomatique en bande dessinée porte l'ambition d'une revue de création qui traite l’actualité internationale ainsi que des thématiques politiques et
sociales. L’approche de Le Monde diplomatique en bande dessinée est rigoureuse et exigeante, évitant l'écueil d'un recueil caricaturalement « engagé », manichéen ou chargé de « bons
sentiments »... où l’idéologie prendrait le pas sur la recherche artistique. Le Monde diplomatique en bande dessinée n’est donc pas l’énième hors-série en bande dessinée, anthologie
disparate de fonds de tiroirs et de re-publications d'auteurs médiatiques. Il n’est pas non plus un hors-série SUR la bande dessinée. Dix-sept auteurs français et étrangers ont ainsi choisi un
thème qui leur tenait à cœur, pour composer un sommaire très éclectique. Joe Dog (Afrique du Sud) évoque l’agression d’une femme blanche par un jeune noir à Cape Town,
Lisa Mandel (France) s’intéresse à Osiris, une association de soutien aux victimes de répression politique, Fabrice Neaud (France) analyse les arguments
homophobes du député Christian Vanneste, Jochen Gerner (France) traduit sous forme d’expérimentation graphique un article de Frédéric Lordon sur la Bourse,
Joanna Hellgren (Suède) traite avec Huwaida Arraf (Usa) du mouvement Free Gaza, Grégory Jarry (France) et le journaliste François
Ruffin s’intéressent au parcours d’ex-licenciés du groupe LVMH, Morvandiau (France) met en rapport les termes employés par les politiques français sur l’immigration avec
des images coloniales, Mazen Kerbaj (Liban) règle ses comptes avec Beyrouth, Maximilien Leroy (France) trace le portrait de Marek Edelman, grande figure du
mouvement ouvrier juif, David Vandermeulen (Belgique) propose – en guise d’éditorial – un manuel d’usage de la bande dessinée, Juhyun Choi (Corée du Sud/France)
s’approprie l’histoire récente de la Corée du Sud, Victor Gurrey (France) imagine une nation – Iata – aux frontières bien gardées, Elettra Stamboulis et
Gianluca Costantini (Italie) reviennent sur le parcours de Sheik Al Mansour, leader tchéchène du XVIIIe siècle, Madmeg (France) raconte la réintroduction
d’animaux adaptés au grand froid au Pleistocène Park (Sibérie) sous la direction d’un certain professeur Zimov. Les pages de cet Hors-Série donnent leur vrai sens à la formule « journalisme
en bande dessinée » : des thèmes liés à l’actualité française ou internationale dans toute leur complexité qui s’enrichissent de nouvelles et parfois surprenantes clés de lecture et
d’interprétation une fois traités par « l’art séquentiel ».
Le travail des auteurs de Le Monde diplomatique en bande dessinée a été coordonné par Alain Gresh (directeur adjoint du Monde diplomatique et spécialiste du Moyen-Orient), Mona Chollet (journaliste au Monde diplomatique et animatrice du site de critique culturelle Périphéries), Kate Fletcher (co-fondatrice du magazine L’œil électrique et éditrice de Homecooking), Guillaume Barou (journaliste et graphiste, qui a participé à la création du webzine Bakchich en 2006 et actuellement fait partie de l’équipe du Monde diplomatique), Morvandiau (auteur de bande dessinée, dessinateur de presse et fondateur du festival Périscopages), Philippe Rivière (rédacteur en chef adjoint du Monde diplomatique et spécialiste des brevets, de la propriété intellectuelle, du logiciel libre et des médicaments génériques).
La sortie contemporaine en kiosque et en librairie de Le Monde diplomatique en bande dessinée sera accompagnée d’une forte couverture dans la presse du groupe (Le Monde Diplomatique, Le Monde, La vie, Télérama) et par une campagne d’affichage dans les points de vente.
mar
14
set
2010
Se a una ragazza piace sedere in terza fila al cinema è una cosa fantastica.
Potrei pensare a una relazione seria con lei. Potrebbe essere l'inizio di una storia molto lunga.
mer
18
ago
2010
12 august 2010
Tsagarada - Greece
molecularproject.wordpress.com
Fabio Costantino Macis- photography
Tea Falco - art video
Iris Biran - illustration
Angello Marinelli - photography
Gianluca Costantini - illustration
Brook Golightly - photography
Marina Adyrkhaeva - photography
Asya Alexandrova - illustration
Michela Zedda - photography
Valeria Cherchi - photography
Marco Viola - metal designer
Giorgio Neri - art video
mar
29
giu
2010
Come fregare i genitori per NN andare a scuola
La firma di mia madre sul libretto delle giustificazioni è la mia.
Ho detto tutto.
sab
19
giu
2010
Dezasseis edições depois, a maior feira de edição independente do país regressa à sua mais regular casa de acolhimento, para dois dias de
comércio cultural justo, convívio e música.
Destaca-se, nesta edição, os concertos (alinhamento num Destaque em baixo); as actividades para os mais pequenos, com a Mini-Laica (oportunidade para os mais pequenos trocarem aquilo que já não
querem) e histórias contadas; a tradicional banca da segunda mão (livros e discos); o mural “A ciência é minha mãe”, na sala de exposições da Bedeteca com os seguintes artistas já confirmados:
José Feitor, André Lemos, Teresa Amaral, Bárbara Assis Pacheco, Miguel Carneiro, Lucas Almeida, Ricardo Martins, Piggy e Nevada Hill e dois workshops, um de Escrita Criativa ministrado por Rafael
Dionísio e um de tipografia assegurado pela Oficina do Cego.
Nos jardins da Bedeteca, irão encontrar este ano as seguintes editores independentes e artistas gráficos: A Estante, Ana Oliveira, projecto Apupópapa, Chili Com Carne, Averno, zine B74, Blam Blam + Toys Are Evil, Contraprova, Doc'zine + Shock, Dr. Makete, zine É fartar vilanagem + Dedomau + Antónia Tinturé, grupo Entropia, Fade In, discos F.Leote + Ana
Menezes, Os Gajos da Mula, Imprensa Canalha, Mike Goes West, MMMNNNRRRG, Narcolepsia, autor Nevada Hill (EUA), Noori, Oficina do Cego, Opuntia Books, Pedro Gonçalves, Pedranocharco, Quarto de Jade,
Raging Planet, Reject'zine, Ruru Comix + Latrina do Chifrudo, Thisco, zine Znok,...
Esperam-se as seguintes novidades editoriais:
- Comboio da Noite (Mike Goes West), serigrafia de Jakob Klemencic;
- Destruição ou bd's sobre como foi horrível viver entre 2001 e 2010 (Chili Com Carne), antologia bd;
- É fartar vilanagem! #3, zine de Alexandre Esgaio;
- Mass #3, zine de Nevada Hill;
- O Pénis Assassino (MMMNNNRRRG, 2ª edição), livro de bd de Janus;
- Putan Club (Mike Goes West), serigrafia de Igor Hofbauer;
- A Segunda Vida de Djon de Nha Bia (Chili Com Carne), romance de Nuno Rebocho;
- serigrafia de João Chambel (Mike Goes West);
- To A stranger (Opuntia Books), graphzine de Tommi Musturi.
gio
10
giu
2010
2010 > StuporMundi - Graphical illustration photo
June 11th | 16th
Palace Monte Frumetario, Assisi (Italy)
http://www.maraviglia.org
dom
06
giu
2010
Consiglio per l'esame di maturità
2+2?
2+2=?
mar
01
giu
2010
2010 > GIUDA Before burning Milan
June 8th | 16th
LIMITED no art gallery, Milan (Italy)
gio
27
mag
2010
2010 > GIUDA What you see is a true story
May 29th | June 6th
FARGO cafè, Ravenna (Italy)
gio
13
mag
2010
2010 > Children No More
May 13th | 25 th 2010
Egon Von Fürstenberg c/o Palazzo Valentini, Rome (Italy)
mer
21
apr
2010
1 May 2010 > BACK from BLACK
Urban Superstars Show Contemporary Art Festival
MADRE Contemporary Art Museum Naples External link
MADRE and Napoli COMICON present Urban Superstar Show Festival, first edition of the first Festival that a Contemporary Art Museum dedicates in Europe to Underground Art, Pop Surrealism, Lowbrow Art and Urban Art, which are to say the new artistic currents which better represent the contemporaneity.
Italian artist David Vecchiato has mustered lots and lots of fellows from all over the world into Naples MADRE for 4 collective exhibitions for the year 2010 and will keep on gathering, in his capacity as curator, leading figures of an art movement which is destined to become the new Contemporary Art avant-garde.
Vecchiato’s aim is to propose a critical order among different artistic trends.
The exhibition opening the Festival, on May, the 1st, 2010, is Back from Black. From bright Pop to dark Underground. And back.
Seven other exhibitions will be following through 2010 and 2011 editions:
Characters & Patterns
Pop Surrealism & Lowbrow Art
Gothic, Expressionism, Folk and Steam Punk
Masters of the Underground Art
and Street & Urban Art Adventures
which will take up the whole area of the MADRE Museum dedicated to the Festival till the end of 2011.
Such kind of signs were in vogue from the ’60‘s till the ’80‘s but after that, as soon as the wannabe Pop and Street Art heirs, evoked through the works of the new artists generations, were getting closer and closer to the world of cartoons, comics, tattoos and those ways of expression which are mostly considered subcultures, the official world of Art blamed them for trivialization and in fact censored them by not showing their works any longer.
Thus those artists, sons and daughters of pop culture and diy logics, have grown inside underground circuits and have made best use of both web and street in order to build outstanding commercial success, finding parallel ways to the institutional Art market system and to those galleries which used to shrug them off.
That is how a subversive visual culture was born and has spread itself as a virus.
Not a vain rebellion towards the world of Art, but a parallel vision of art making, based on guerrilla promotion and marketing tactics, which pass through conceiving ideas for illustrations, cartoons, t-shirts, art toys, different kinds of objects, clothes and fashion accessories.
Often on the initiative of these artists, specialized magazines and galleries have grown up. But also firms producing gadgets of this Art that both young and old people love, and that seems to have no needs of critics to be perceived.
The initial lack of a constructive dialog with critics and official market let artists grow expressing in complete freedom. Lots of them gained visibility by painting walls and using street as gallery.
In these last few years this underground movement has started to revenge its role in Contemporary Art, and such Art system that used to shrugg it off, from galleries to museums, from Biennials to great fairs, has started to court such names, so popular nowadays, opening its salons doors to them.
In Italy, after some specialized galleries experiences, the collective exhibition Urban Superstar Show 2009, curated by David Vecchiato, presented last year in the Southern Italy most important Museum, was the first proper signal towards this changement, letting this new Contemporary Art exhibit itself in a museum. Other similar exhibitions presented in other museums and other Italian institutional places soon followed that event.
Urban Superstar Festival 2010, by having the same name, wants to carry on with the work of cultural diffusion started with the collective Urban Superstar Show 2009, offering a much richer panoramical view over this contemporary artists wave and sorting out the different artistic currents which by the way profusely draw from the same inspirational well, Pop Art above all, by introducing everyday elements which want to be universally recognizable and understandable.
In the artists and works selection, David Vecchiato highlights how many of the last decades comics authors have stylistically influenced Pop Surrealist and Lowbrow artists by gathering them together into the Back to Black exhibition.
The ascendancy of underground comic fathers such as Robert Crumb and Gilbert Shelton over Lowbrow and Pop Surrealist painters is clearly underlined throughout the exhibition, as far as that of their inspirers Basil Wolverton, Harvey Kurtzman and the authors of the American satire magazine MAD.
Earlier in timeline we then have Fleischer’s Studios cartoon style (Betty Boop, Popeye), which suggested an aesthetics among pop iconography, scary themes and surreal scenarios that we find in several works of these artists.
But actually the exhibition doesn’t neglet neither the influence of more recent comic artists such as Jamie Hewlett, Tank Girl’s and Gorillaz’ dad, Daniel Clowes, Italians like Andrea Pazienza and Bad Trip, nor authors like Dave Cooper and Jim Woodring, who then ended up in painting as well.
The aim of the whole Festival is also that of setting these artistic currents free from aesthetic generalization.
Urban Superstar Show Festival wants to clarify the origins and the stylistic divisions, thus the currents of this Underground or Lowbrow Art, or this “low profile” Art that, as it’s analysed in Vecchiato’s writing, is actually the only one able to tell with extreme clearness about the juxtapposition between fiction and reality in which Western Countries are lately living.
A series of references that goes from stylization ability of ancient eastern art to transalpine Renaissance of Bosch and Bruegel, from Warhol’s and Niki De Saint Phalle’s Pop Art to Haring’s necessary synthesis, up to Writing, lead us to a pathway among the artworks which shows where those different styles and trends of this new international Contemporary Art come from.
First exhibition concept is to give a panoramical view over these artistic currents. The following exhibitions then bring into focus each single direction, in order to let people widely understand and have a critical idea of this new Contemporary Art.
Considering that this artists wave owe much to the web, and that is through the web that it has been contaminated and could grow fast without territorial boundaries, it’ll be by means of the blog-in-progress of the Urban Superstar Show Festival artists, www.urbansuperstar.com
lun
08
mar
2010
NOOOO!!!!
I mosaici non si toccano!
mar
26
gen
2010
27 gennaio
Giorno della Memoria
- Signora se doveva segarsi il numero di telefono le davo un foglio!
Signora K. sopravvissuta ad Auschwitz, ricoverata all'Ospedale di Ravenna
lun
11
gen
2010
Telefono dato in dotazione dal Comune di Ravenna al Sindavo agli Assessori ai Consiglieri comunali.
CREDITO INFINITO
Prezzo di vendita 349,00 euro
sab
09
gen
2010
- Ti do un consiglio...Prima di diventare un rincoglionito, finchè puoi... scegliti la badante, se no finisce che ti appioppano un cesso di donna...
Dialoghi ravennati
sab
09
gen
2010
Il cacciatore della favola di Cappuccetto Rosso assunto dal Comune di Ravenna per la degradante situazione del quartiere Sant'Agata...
- Appena sento un rumore SPARO!!!
mer
06
gen
2010
Nuova ordinanza del sindaco per iniziare bene il 2010!
Pannolino obbligatorio fino ai 16 anni!
mar
10
nov
2009
- Vi sarete comprati l'istruzione, vi sarete comprati la giustizia. Ma non comprerete mai noi!
Liceo Artistico Ravenna
Studenti medi in mobilitazione a Ravenna
mar
27
ott
2009
Un'associazione di destra della città porta il mio nome.
Sarà perchè ad un certo punto facevo bruciare gli eretici in piazza?
lun
15
giu
2009
- Sono poeta, drammaturgo, sceneggiatore e soprattutto faccio parte del Partito Nazionalista SDA!
Abdulah Sidran
mer
27
mag
2009
Per fortuna che al quartier Sant'Agata sono arrivati gli extracomunitari...
e soprattutto le extracomunitarie!!!!
Così mi rifaccio gli occhi, non ne potevo più di vecchie ottantenni e fighete ravennati.
mar
05
mag
2009
Basti pensare alla politica: che fosse sempre stato un vaudeville era chiaro sin dall'inizio, ma negli ultimi anni assistiamo davvero a una tragedia recitata da commedia.
sab
04
apr
2009
Non chiedetemi di cancellare la norma sulle prime assegnazioni, perchè non lo farò. Chiedo all'Anm di fare un appello ai magistrati affinchè facciano le domande per coprire i posti disponibili nelle sedi cosidette 'disagiate' che mi rifiuto di considerare tali perchè tra queste ci sono posti meravigliosi come Sciacca a meno di un'ora da Palermo ed ha un clima fantastico.
Angelino Alfano - Ministro della Giustizia
mer
25
mar
2009
Contemporaru drawing fair
March 25th | 28th 2010
Carrousel du Louvre, Parigi
The Contemporary Drawing Fair is the only fair in Europe devoted exclusively to contemporary drawing. Afer three edition on the move, the Fair has found a home at Carrousel du Louvre. From the 25th to the 28th of March, collectors, curators, professionals and art lovers are being invited to discover the incredible diversity of contemporary drawing, right in the heart of Paris.
The unique concept of the Fair's "drawing compartments" offers a high level of intimacy between visitors and the works and promotes discovery of all the graphical forms of contemporary drawing: drawing on paper, cartoons, street art, architectural drawing, etc. as well as spatial drawing.
Over four days, 67 international galleries will be showcasing the many forms of contemporary drawing through the work of established and emerging artists.
The Contemporary Drawinf Fair welcome an event as part of the event: histoire(s) de carnets; stories of sketchbooks; 40 creators sketchbooks.
lun
09
mar
2009
I mariti a far le ronde e le mogli...
ven
06
mar
2009
Public meeting with:
Shirin Neshat, Electra Stamboulis and Gianluca Costantini
Cinema Lumière, Bologna
mar
03
feb
2009
Italiane in politica?
Mai viste!!
Una frase mai detta di: Matilde Muhindo Mwamini deputata al Parlamento Congolese
mar
03
feb
2009
Per come la vedo, oggi, la mia VAGINA è diventata la mia personale Striscia di Gaza; contraria all'occupazione, anche se persa senza di lei; incapace di superare la fase della parziale penetrazione.
Iris Bahr (Scrittrice)
mar
03
feb
2009
LA GRANDE FESTA
Festa provinciale del Partito Democratico
- Ma esattamente per chi sto facendo la volontaria?
mar
03
feb
2009
Il calcio è popolare, perchè la stupidità è popolare! Jorge Luis Borges
Dedicato hai tifosi del calcio.
mar
03
feb
2009
MORTE! MORTE! MORTE! MORTE!
L'Amerigo Vespucci è una nave da guerra!
Portiamo i nostri bambini a vedere un simbolo di morte.
ven
12
dic
2008
Uno sottoterra, migliaia per le strade!
mer
15
nov
2006
Elios Andreini e Saturno Carnoli
mar
10
ott
2006
I giovani?
Altro che Happy Hour, nei campi in Rwanda li mando...
Ilario Farabegoli
mar
10
ott
2006
Rosa Giovanna Piaia (Assessore pari opportunità)
- La mamma fa l'Assessore così non mi stira le camice!!
mar
10
gen
2006
Tutte le strade portano a Roma!!
Vidmer Mercatali
mar
01
feb
2005
- Lunga vita al teatro che si produce in un angolino, ma che da quell'angolino genera esplosioni.
Marco Martinelli
gio
11
nov
2004
Tiziano Corradori
nuovo direttore generale AUSL
"Equilibrio non significa pareggio, ma una corretta gestione che consenta di mantenere dislivelli comparabili a quelli medi regionali"
(L'importante è essere chiari)
Il direttore inizia male, non è igienico mettersi gli occhiali in bocca!!
mar
02
nov
2004
Ateo Valter Minghelli (Regan)
- Sono comunista!
Uomo di temperamento forte, era considerato un duro ed un violento.
mar
26
ott
2004
Sergio Morigi giustiziato il 12 ottobre 1945
- Il mitra non fuma!
mar
19
ott
2004
Leonida Bedeschi detto "CATIVERIA"
- Ritornan gli squadristi araldi di valor che agli anifascisti incutono terror...
lun
04
ott
2004
Ettore Muti
- Mi piacciono le Bugatti azzurre!
Nato a Ravenna nel 1902. Bello come un divo del cinema, irresistibile per le donne, scatenato e scanzonato, assolutamente refrattario a qualunque regola e disciplina, spavaldo, individualista, spaccone, violento, FASCISTA.
mer
29
set
2004
Ruggero Sintoni (Accademia Perduta)
- Ivano Marescotti?
Ma chi è?
Mai sentito...
Non è che per caso è quel tipo che declama poesie per pensionati?
- Osa occuparmi il teatro di Conselice? Uno dei poche mi mi manca... Sgrunt!!!
Faenza, Coselice, Cervia, ex Bagnacavallo "Beverly Hills", Galeata, Forlì, Meldola.
mer
29
set
2004
CONSELICE terre di confine. 2004
Dopo la sagra del ranocchio ecco a voi la sagra di Marescotti...
- La situazione dei teatri in Romagna presenta un monopolio inaccettabile in cui io sono VITTIMA!
- Mi servono più soldi per invitare i miei amici a fare i loro spettacoli!